C’è, e si sente!

Ogni anno Pro Natura – la più grande e antica associazione di protezione della natura in Svizzera – elegge l’animale dell’anno. Quest’anno è stato scelto il riccio europeo (Erinaceus europaeus). Si tratta di uno degli animali più amati in Svizzera, eppure trova sempre meno habitat adatti a lui. Eleggendolo animale dell’anno, Pro Natura lancia un appello affinché ciascuno di noi e la politica si impegnino in favore di più natura anche all’interno di comuni e città. Più natura facciamo vicino ai nostri abitati, meglio starà anche il nostro riccio.
Il riccio ha bisogno di una fitta rete di ripari e di un’ampia disponibilità di insetti, due condizioni sempre più difficili da trovare nelle nostre campagne. Per questo motivo, il piccolo insettivoro vive oggi soprattutto nelle aree meno edificate dei nostri comuni e città e si trova in difficoltà. La densificazione degli insediamenti può comportare la scomparsa dei suoi nuovi habitat. Dal 2022 infatti è classificato come “potenzialmente minacciato” nella Lista Rossa della Svizzera. Pro Natura l’ha scelto come animale dell’anno 2026 per lanciare un appello in favore di giardini, aree verdi, cimiteri e parchi allestiti e curati in modo da offrire ambienti accoglienti anche per il riccio.
Se amate trascorrere le serate estive in giardino o nei parchi, forse vi è già capitato di sentire, dopo il tramonto, strani rumori provenienti da un cespuglio. Schiocchi, sbuffi e fischi. Non preoccupatevi è un riccio!
Quando al crepuscolo setaccia annusando il suolo di un giardino o di un parco, significa che è alla ricerca di cibo. Il suo pasto preferito si compone di insetti (più di tutti quelli della famiglia dei Carabidi), bruchi di farfalla e lombrichi. Però caccia anche un’ampia gamma di altri animaletti o carogne. Il riccio ha udito e odorato finissimi ed è pure un po’ chiassoso: il sonoro rumore di masticazione di esoscheletri triturati dai dentini appuntiti segnala che la ricerca è andata a buon fine. Di notte percorre in media circa un chilometro. Un cammino irto di pericoli: strade da attraversare, ostacoli da aggirare e trappole – scale esterne, piscine o pozzi luce – da evitare. I maschi sono particolarmente a rischio durante il periodo degli amori, ossia dalla metà di aprile in poi. Questo perché per trovare una compagna, non esitano a coprire distanze di svariati chilometri. Una volta trovata, il maschio incomincia a girarle attorno, a volte anche per ore, finché l’eletta non si scosta più e si dimostra disponibile all’accoppiamento. Questo rituale di corteggiamento è chiamato il “carosello del riccio”. Il periodo degli amori dura fino alla fine di agosto. Dopo una gravidanza di circa 35 giorni, vengono al mondo tra i due e i sette piccoli. La vita in famiglia è breve: a circa sei settimane i giovani ricci sono già autonomi e devono arrangiarsi.
In passato gli incontri con i ricci erano molto più frequenti rispetto al presente. Oggi sembrano sempre più rari ed effettivamente diversi studi condotti a livello europeo mostrano un preoccupante declino nelle popolazioni. Attualmente in Cantone Ticino mancano informazioni aggiornate sulla distribuzione di questa specie, ma una cosa è certa: per poter proteggere bisogna prima conoscere!
Per questo motivo a marzo 2024 è nata la campagna di scienza partecipativa “Riccio, dove sei?” promossa da Pro Natura Ticino e dall’Associazione Amici del Riccio. Lo scopo è quello di raccogliere il maggior numero possibile di osservazioni di riccio in Ticino e nel Grigioni italiano in modo da avere una panoramica più dettagliata circa la presenza di questo piccolo mammifero sul nostro territorio. Queste informazioni aiuteranno a identificare i comparti particolarmente problematici e saranno indispensabili per elaborare delle misure concrete a favore dei ricci.
Nel primo anno e mezzo sul portale www.progettoriccio.ch sono stati segnalati oltre 800 avvistamenti di ricci. Le segnalazioni sono concentrate soprattutto nei fondovalle, in particolare nel Mendrisiotto, nel Luganese, nel Bellinzonese e nel Locarnese. I comparti in cui sono state fatte poche o nessuna segnalazione sono invece la Valle Leventina, la Riviera, la Valle Verzasca, le Centovalli, la Val Colla, il Malcantone e la Valle di Muggio.
Ogni segnalazione dei vostri incontri con questo simpatico mammifero e di animaletti investiti sono fondamentali per questa ricerca. Grazie di cuore! Questo progetto non si occupa però della cura di ricci feriti. Se ne trovate in difficoltà, oltre a segnalarlo sul sito, potete affidarvi all’Associazione Amici del Riccio.
Tanti giardini pieni di diversità! Chi possiede un giardino o un terreno agricolo può creare ambienti adatti al riccio inserendo piccole strutture come mucchi di rami e pietre, piantando siepi, lasciando aree di erbe alte o falciando di rado una parte di prato. Un giardino naturale pieno di vita offre tutto quello di cui un riccio ha bisogno: ripari, protezione dai robot tosaerba, accesso all’acqua e insetti in quantità. Dove il riccio si sente a suo agio, anche le persone stanno bene. Un giardino naturale è infatti sinonimo di fiori, profumi, colori, avvistamenti emozionanti e angolini in cui rilassarsi. Non stupisce quindi che sempre più persone scelgano di invitare la natura nei loro giardini. Ma in realtà proprio tutte e tutti possono fare qualcosa: sensibilizzando il proprio comune o città, segnalando gli avvistamenti o partecipando a giornate di sensibilizzazione e volontariato. Ogni spazio verde ha il potenziale di diventare uno scrigno capace di accogliere vita e bellezza.
Pro Natura ha già contribuito a far fiorire molti giardini, parchi e aree verdi con i suoi consigli pratici. Nel marzo del 2026 la nostra organizzazione potenzierà la sua offerta lanciando a livello nazionale il progetto BONJOUR NATURE volto a promuovere i giardini naturali per avere più natura nei comuni e nelle città.
Questo simpatico animaletto ti incuriosisce? Vieni a conoscerlo meglio a uno dei tanti eventi che abbiamo in programma in Ticino. Attività per bambini, serate informative per gli adulti, formazioni per docenti, animazioni per le scuole e cacce al tesoro al Lucomagno.