29.10.2022 - 05:00

Droni e indigeni

Come la tecnologia protegge la foresta

di Susanna Petrone
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Al posto della foresta pluviale, solo campi

Nel cuore dell’Amazzonia, esiste una comunità indigena che resiste alle invasioni "barbariche" di taglialegna e bracconieri. Si tratta degli indigeni Uru-Eu-Wau-Wau. Gli indigeni Uru-Eu-Wau-Wau vivono da tempi immemorabili nella foresta pluviale nello Stato brasiliano di Rondônia. Ma da anni, il loro territorio è a rischio e oramai sono come una sorta di isola circondata da fattorie e piantagioni di soia. Il loro territorio è uno dei più importanti della regione, apprezzato per la sua ricca biodiversità e le sue fonti di acqua dolce. Dagli anni 80, tuttavia, gli Uru-Eu-Wau-Wau hanno dovuto affrontare invasioni da parte di taglialegna, agricoltori, aziende che si sono appropriate del terreno e bracconieri. Con la deforestazione in Amazzonia al tasso più alto degli ultimi 15 anni, i loro mezzi di sostentamento e la loro cultura sono dunque a rischio. Ma gli Uru-Eu-Wau-Wau non si lasciano spaventare con facilità. Anzi, pur amando e difendendo il loro stile di vita, hanno deciso che era arrivato il momento di utilizzare qualche tecnologia del 21esimo secolo e di parlare al mondo dei problemi che affrontano. Ecco la loro storia.

La tecnologia che aiuta

Ogni giorno, gruppi di criminali disboscano illegalmente la foresta amazzonica. Spesso la bruciano, provocando roghi incontrollabili. Sulla scia dei devastanti incendi amazzonici del 2019, il WWF ha collaborato con l’Associazione Kanindé per la protezione etno-ambientale per fornire agli Uru-Eu-Wau-Wau attrezzature per il monitoraggio terrestre – tra cui droni, smartphone e trappole fotografiche – e formazione sul campo per documentare la deforestazione illegale. I droni creano immagini ad alta risoluzione, video e dati di mappatura Gps che consentono agli Uru-Eu-Wau-Wau di scoprire e registrare la deforestazione evitando scontri inaspettati e potenzialmente mortali con i gruppi di criminali. Questi, infatti, non si fermano davanti a nulla e pur di raggiungere i loro scopi, torturano e uccidono chi tenta di fermarli. Gli strumenti e la formazione sono stati forniti ad altre popolazioni e territori indigeni con il sostegno della Gordon and Betty Moore Foundation. Dopo aver identificato la deforestazione criminale attraverso la sorveglianza dei droni, i membri dell’Uru-Eu-Wau-Wau registrano il reato in Smart. Le informazioni raccolte, organizzate e mappate possono essere utilizzate da agenzie pubbliche, organizzazioni non governative o organizzazioni indigene per aiutare gli Uru-Eu-Wau-Wau nella loro lotta contro la deforestazione. Insieme alla conoscenza secolare di questa popolazione dell’area e del suo ecosistema, la tecnologia di sorveglianza del territorio è diventata un prezioso strumento di protezione e conservazione del territorio e fa attivare le forze dell’ordine per tempo.

Il documentario

The Territory, un nuovo film presentato in anteprima nell’agosto 2022, presenta l’uso inedito di queste tecnologie da parte degli Uru-Eu-Wau-Wau, offrendo uno sguardo intimo sul problema della deforestazione nelle terre indigene dell’Amazzonia. Diretto da Alex Pritz in stretta collaborazione con gli Uru-Eu-Wau-Wau, il documentario ha vinto il Premio del Pubblico e il Premio Speciale della Giuria al Sundance Film Festival 2022 e la critica lo ha elogiato come un prodotto esemplare della cinematografia indigena collaborativa. Gli Uru-Eu-Wau-Wau usano le immagini dei droni per guidare le pattuglie sul campo e informare le forze dell’ordine sulle attività illegali. Durante la pandemia, gli Uru-Eu-Wau-Wau hanno fornito le riprese al team cinematografico, che sono state incorporate nel film. Il regista e il suo staff hanno fornito agli indigeni l’attrezzatura per la ripresa e hanno effettuato una formazione a distanza, eliminando il rischio sanitario di coinvolgere una squadra esterna. E soprattutto, questo ha dato agli Uru-Eu-Wau-Wau una maggiore capacità di raccontare la loro storia alle autorità locali e al mondo. Questa popolazione ha usato le telecamere per creare video per condividere la loro esperienza di isolamento dal Covid-19 nella foresta pluviale e chiedere giustizia. L’autodocumentazione non è solo fondamentale per attirare l’attenzione sulla grave situazione in Rondônia, ma anche per far sì che possano preservare la loro cultura e controllare la loro narrazione. Il potere della tecnologia e dei film può far luce sulle questioni più urgenti del mondo, dall’urgenza di salvaguardare i biomi minacciati ai diritti dei custodi indigeni che lottano per proteggerli.

Gli Uru-Eu-Wau-Wau

La popolazione indigena Uru-Eu-Wau-Wau – che nella loro lingua significa letteralmente "Quelli che usano la pianta Genipa" – è composta da vari sottogruppi: gli Jupaú, gli Amondawa e gli Uru Pa In che sono distribuiti in sei villaggi all’interno della foresta amazzonica, per ragioni di protezione e sicurezza. Oltre a questi gruppi, ci sono anche indigeni isolati come i Parakua e i Jurureís, oltre a due gruppi di cui non si conosce il nome, uno nel sud-ovest (sul medio fiume Cautário) e l’altro posizionato al centro della cosiddetta "Terra Indigena" (sul torrente Água Branca). Queste comunità rischiano da anni di scomparire per sempre. Da una parte a causa dell’incontro con l’uomo occidentale, che porta con sé malattie letali, dall’altra a causa dell’uso incontrollato del territorio, dove chi governa punta solo al profitto. Le loro terre, oggi, sono protette da convenzioni internazionali, ma non mancano gli scontri con bande di criminali. La popolazione, infatti, non supera le 200 unità. Eppure, l’area contiene una ricca diversità biologica e spazi incontaminati. È anche la fonte delle acque di almeno 12 sottobacini idrografici della Rondônia. In cima alle colline è comune trovare campi, foresta rada e altre formazioni endemiche, mentre ai margini si trova la foresta tropicale aperta e la foresta chiusa, dove ci sono suoli di maggiore profondità. Negli anni si sono formate forme di collaborazione con il resto del mondo, per poter sopravvivere e nutrire le persone nei villaggi. Ora tocca ai droni e alla tecnologia.

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