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Shanti Thapa, una delle prime coordinatrici sul territorio
26.03.2022 - 05:00
di Susanna Petrone

Un futuro equo e giusto

La parità dei generi e il clima

In molti Paesi in via di sviluppo, le donne sono spesso sottorappresentate ed escluse dalla gestione delle risorse naturali e dai processi decisionali. Eppure, sono proprio le donne che hanno un ruolo essenziale all’interno di queste comunità: dalla produzione di cibo, alla gestione dell’acqua, ma anche dall’allevamento dei bambini alla produzione e vendita di prodotti locali. Sono loro ad occuparsene. Una recente ricerca dell’Alleanza CARE-WWF mostra che dando più potere decisionale alle donne, si possono ridurre i danni ambientali. Questo succede soprattutto quando sono le donne ad essere impegnate nella gestione delle risorse naturali e nelle posizioni di leadership della conservazione. La ricerca ha anche scoperto che le nazioni con livelli più alti di disuguaglianza di genere tendono ad avere un minore benessere ambientale e viceversa. Ci sono almeno due modi per trasformare le dinamiche: dare alle donne le conoscenze, gli strumenti e la formazione di cui hanno bisogno per rivendicare i loro diritti a partecipare e guidare la governance delle risorse naturali, e coinvolgere gli uomini come sostenitori dell’uguaglianza delle donne nel settore ambientale e in altri settori.

Leader donne in azione

In Nepal esiste un movimento forestale che include i Community Forest User Groups (CFUGs). In pratica il governo consegna della terra alle comunità locali per gestire le proprie foreste e trarne benefici. Tuttavia, in alcuni casi, il processo decisionale di gestione e la condivisione dei benefici non sono inclusivi o equi all’interno delle comunità. Spesso, infatti, ne rimangono escluse proprio le donne. Per questo motivo, tra il 2011 e il 2021, è nato nel Nepal "Hariyo Ban", un programma finanziato dall’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (Usaid). Questo programma ha lavorato con le donne e altri gruppi che affrontano disuguaglianze all’interno delle comunità locali. Una parte del programma ha sostenuto il potenziamento delle donne e delle persone sottorappresentate attraverso i "Community Learning and Action Centers", centri abilitati a formare i leader del futuro. Circa 1’500 persone – il 96% delle quali erano donne e ragazze – hanno partecipato a riunioni in stile forum in cui hanno discusso le loro esperienze e sfide relative a relazioni, diritti personali, mezzi di sussistenza, sviluppo della comunità, foreste e impatto della crisi climatica. Attraverso queste conversazioni, le partecipanti hanno sviluppato le conoscenze e le abilità per entrare a far parte dei processi decisionali di gestione. Non solo: i forum hanno aiutato le donne e le ragazze ad avere una maggiore fiducia in loro stesse al fine di rivendicare i diritti ad accedere ai benefici di sostentamento e alla gestione delle foreste e dei bacini idrici. Hanno dato loro la possibilità di far sentire la propria voce.

Naturiamo 2022/23

Al via lo stage di Naturiamo: durante questo stage, si creano costruzioni con le corde, si osservano da vicino gli insetti, si cucina sul fuoco, si parte per un gioco notturno e tanto altro ancora. Naturiamo è un corso destinato a tutte le persone interessate a scoprire o approfondire il tema delle attività nella natura. Una collaborazione tra Cemea, WWF Svizzera, Pro Natura, SILVIVA e il Centro natura Vallemaggia, nata oltre 15 anni fa e unita saldamente dal valore delle attività nella natura e della pedagogia attiva.

Con questa formazione si vogliono fornire gli strumenti e le conoscenze necessari a poter proporre attività in natura. Al suo interno vi sono dunque momenti di teoria in cui vengono fornite le basi di educazione ambientale e pedagogia attiva, vengono discussi la responsabilità e il ruolo dell’animatore e si affrontano le dinamiche di gruppo. Le attività che vi si possono svolgere sono tantissime e ce ne sono per tutti i gusti: possono essere scientifiche, ludiche, sensoriali, artistiche, competitive o cooperative, movimentate o rilassanti. Ognuna di esse offre l’occasione di sviluppare una relazione affettiva con l’ambiente, crea un vissuto emozionale e permette di approfondire il proprio rapporto con la natura.

Un’occasione per acquisire un ricco bagaglio di esperienze che i partecipanti potranno in seguito sviluppare e riproporre loro stessi. La formazione è utile a tutti. Docenti, guide escursionistiche, animatori, divulgatori scientifici, genitori, educatori, nonni e forestali sono tutti benvenuti a partecipare allo stage che si terrà in tre momenti differenti: dal 28 ottobre al 1° novembre 2022, il 4 marzo e dal 29 aprile al 1° maggio 2023. Maggiori informazioni e iscrizioni su www.cemea.ch.

Parità di genere

I vari forum organizzati a favore delle donne non sono sempre stati sufficienti a rafforzare la loro presenza all’interno dei progetti e di altre istituzioni. Per questo motivo, il programma ha anche fornito una formazione per gli uomini che occupano posizioni chiave, formandoli sullo sviluppo della leadership femminile e sulla sensibilità di genere. In questo modo è aumentato il sostegno degli uomini alle donne nelle iniziative di gestione delle risorse naturali basate sulla comunità e nelle posizioni di leadership. Oggi, la percentuale di donne presenti in posizioni di leadership è aumentata dell’87%. Attraverso i dialoghi e i confronti del Community Learning and Action Center e altri interventi facilitati dal programma Hariyo Ban, oltre 20’000 persone colpite dai cambiamenti climatici sono state formate per ridurre il rischio di disastri. I successivi piani di adattamento guidati dalla comunità hanno portato al sostegno di circa 480 sistemi di acqua potabile, risparmiando a molte donne il tempo e il lavoro precedentemente speso per andare a prendere l’acqua, e oltre 180 sistemi di irrigazione, che hanno aumentato la produzione di cibo attraverso un’agricoltura rispettosa dell’ambiente e più resistente ai cambiamenti climatici. Il programma Hariyo Ban offre un esempio di come la partecipazione significativa delle donne al processo decisionale sulla conservazione porti benefici sia alla comunità che all’ambiente. Le donne e gli uomini devono entrambi giocare un ruolo attivo nel cambiare il corso del nostro percorso di sviluppo e il suo impatto sull’ambiente.

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