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Rana temporaria
19.02.2022 - 05:00
di Ivan Candolfi

Il magico mondo degli anfibi

Diventa anche tu un volontario e salva il rospo

Di notte le gelate si fanno sempre meno frequenti, le nevicate lasciano il posto alla pioggia e di conseguenza si ha l’impressione che i rigori invernali cedano il passo ai primi scorci di primavera. È durante questo periodo dell’anno, tra fine febbraio e i primi di marzo, che comincia la migrazione degli anfibi verso i luoghi di riproduzione. Per essi inizia infatti la ricerca e lo spostamento verso quegli stagni e specchi d’acqua dove incontrare la compagna o il compagno assieme al quale dare vita a una nuova generazione di ranocchi e rospetti.
Questi anfibi, che arrivano dal bosco, dove passano gran parte della loro vita e si rifugiano in inverno quando vanno in ibernazione, escono all’inizio della primavera alla ricerca dell’acqua. A fine primavera e inizio estate percorreranno poi la strada in senso inverso per completare il ciclo che scandisce la loro vita.
La migrazione è particolarmente attiva durante le notti di pioggia o nei giorni successivi, quando il suolo è bello umido. Questo perché la loro pelle delicata si secca in fretta e ha quindi bisogno dell’umidità esterna per mantenersi idratata e in salute.

Un mondo magico

In Ticino si possono osservare ben dodici specie di anfibi tra rane, rospi, salamandre e tritoni, ma sono soprattutto le rane rosse (tre specie difficilmente distinguibili), le rane verdi (idem) e il rospo comune che vengono di solito trovate e aiutate durante le campagne di migrazione. Durante i periodi di pioggia, con un po’ di fortuna, è tuttavia possibile osservare anche qualche salamandra, mentre i tritoni, conducendo una vita più legata agli specchi d’acqua, si spostano meno ed è difficile incontrarli al di fuori di stagni e laghetti privi di pesci.

Una particolarità degli anfibi è sicuramente la pelle che è ricca di ghiandole che secernono muco per tenere umida la pelle ed evitare infezioni. Queste sostanze possono provocare lievi irritazioni della pelle per l’uomo, ma non sono di per sé pericolose. È però importante manipolare questi animali con guanti, come è abitudine per i volontari. Interessante è anche la colorazione presente in differenti specie di anfibi con due criteri diametralmente opposti nel principio: chi si mimetizza e chi lancia segnali di attenzione e pericolo. La raganella riesce a cambiare colore nell’arco di qualche ora, passando dal giallo chiaro al verde fino al grigio con o senza macchie, per meglio mimetizzarsi nell’ambiente circostante. La salamandra pezzata, invece, attraverso le macchie gialle presenti sul corpo manda segnali molto visibili ai potenziali predatori: attenzione, statemi alla larga. E le particolarità non finiscono qui, visitate il sito del Karch per scoprire altre unicità.

40 anni di salvataggi

Vieni anche tu ad aiutarci a permettere a questi magnifici animali di raggiungere i loro luoghi di riproduzione ora, e di ritornare poi nel bosco, unendoti a un gruppo di volontari nella tua zona che già si occupa di aiutare gli anfibi durante la migrazione. Il tuo aiuto sarà prezioso visto che a causa delle molte barriere costruite dall’uomo nel tempo, quali strade, marciapiedi e ferrovie, in molti luoghi le vie di migrazione percorse solitamente dagli anfibi sono bloccate. È quindi solo grazie ai volontari che molti di questi animali riescono a raggiungere la loro meta. Muniti di pila, guanti e secchiello gli amici degli anfibi si mettono a disposizione per aiutare questi animaletti a oltrepassare ostacoli per loro insormontabili.
L’anno scorso la primavera secca ha frenato la migrazione, ma con buone condizioni in alcuni luoghi è possibile salvare parecchie decine di individui anche in una sola notte! L’opera di salvataggio consiste nel piazzare delle barriere prima di ostacoli o strade che possono risultare fatali agli anfibi, a inizio stagione. Questo può sembrare strano: piazzare delle barriere per aiutare gli anfibi a spostarsi? Ma grazie ai secchielli che vengono sistemati in appositi buchi lungo le barriere nei quali cadono le rane e i rospi in migrazione, questi vengono poi raccolti ogni sera dai volontari e trasportati dall’altra parte della barriera e dell’ostacolo che li metteva in pericolo.
La rete di volontari, coordinata dal Wwf e dal Karch (Centro di Coordinamento per la Protezione degli Anfibi e dei Rettili in Svizzera), attiva da 40 anni è ormai ben radicata nel territorio dove la migrazione richiede il loro aiuto. Per chi volesse contribuire attivamente ci si può annunciare su: www.wwf-ti.ch/agisci/salvataggio-anfibi.

Le minacce

Gli anfibi sono tra i gruppi animali più minacciati in Svizzera a causa della loro dipendenza da zone umide, habitat che sono diminuiti addirittura del 90% dal 1850 al 2000 nel nostro Paese. Oltre alla scomparsa del loro habitat, ci sono altri fattori che ne minacciano l’esistenza. Tra questi vanno sicuramente menzionati l’eccessivo utilizzo di fertilizzanti e pesticidi che inquinano i corsi d’acqua, ma pure l’introduzione di specie esotiche. L’immissione di pesci (esotici e non) negli stagni arreca un grande danno agli anfibi in quanto i pesci sono ghiotti delle uova degli anfibi. Da non sottovalutare è pure l’impatto causato dagli ostacoli creati dall’uomo e le morie generate dal traffico in primavera, ma grazie all’impegno dei volontari questo problema si sta riuscendo a contenerlo. Quale conseguenza di tutte queste problematiche, ben il 70% delle specie di anfibi presenti in Svizzera è iscritto nella Lista Rossa e quindi minacciato. Negli ultimi anni fortunatamente l’opinione pubblica si è resa conto della problematica e con semplici ma mirati progetti si è riusciti a migliorare la situazione di questi animali in alcuni luoghi. Bastano infatti dei sottopassaggi lungo le strade combinati con delle barriere che incanalano gli anfibi lungo questi passaggi sicuri per evitare ripetute morie primaverili. Un paio di stagni ben localizzati possono inoltre evitare l’estinzione di una popolazione in pericolo o ricreare dei collegamenti andati persi tra varie zone ricche di ambienti idonei agli anfibi. Anche un semplice stagno in giardino può aiutare.

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