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Uccelli migratori
#gaia #wwf
02.10.2021 - 05:000
Aggiornamento : 04.10.2021 - 08:55

Gli uccelli migratori

Ficedula organizza eventi di Bird Watching

Questo è il periodo in cui si può osservare il grande spettacolo delle migrazioni degli uccelli. Tanti hanno iniziato il rientro già ad agosto, come il nibbio bruno, il rondone comune (il primo a partire), ma anche la cicogna bianca e l’upupa. Adesso, a inizio ottobre, è la volta del pettirosso, delle ultime rondini, dello storno, oppure del cardellino e della Ballerina bianca. Insomma: i nostri cieli sono movimentati in queste settimane, prima che arrivi l’inverno. Il fenomeno è molto più intenso al nord delle Alpi poiché la catena alpina fa da deviazione verso sudovest. I preparativi sono essenziali per questi incredibili nomadi volanti. Ci sono specie che durante l’inverno rimangono nel loro luogo di nidificazione o nelle vicinanze e riescono a farlo cambiando alimentazione. Gli uccelli migratori insettivori, invece, sono pronti per tornare nei luoghi più caldi del mondo. Questo vale per gli uccelli che partono già ad agosto. Il loro tragitto è lungo e di conseguenza devono mettersi prima in viaggio. Gli uccelli migratori che partono ora, invece, non si spingono così lontano. Molte di queste specie scelgono la Francia, la Spagna o il Nordafrica per l’inverno. Questi uccelli viaggiano in gruppi grandi.

Al via l’EuroBirdwatch

Da 20 anni, la prima settimana di ottobre, un evento in contemporanea in tutta Europa tiene con il naso all’insù sempre più appassionati: è l’EuroBirdwatch ovvero la Giornata internazionale degli uccelli migratori. L’evento, che si terrà questo weekend, è organizzato da BirdLife International e dalle sue organizzazioni partner; in Ticino in collaborazione con Ficedula. Lo scopo è quello di dare la possibilità ai partecipanti di osservare l’affascinante spettacolo della migrazione e sensibilizzare sui pericoli con cui gli uccelli devono confrontarsi nel paesaggio moderno durante i loro viaggi tra continenti. Gli uccelli spesso viaggiano al di sopra dei 600 metri di altezza, ma c’è chi si può spingere molto più in alto. La velocità media può raggiungere e superare gli 80 km/h ma limicoli e anatidi possono viaggiare a oltre 100 km all’ora. Il falco pecchiaiolo è già arrivato a destinazione a tratte forzate, fino in Sudafrica. Le gru fanno spostamenti spettacolari e di massa fino al sud della Francia attraversando anche le Alpi e il Ticino. Diversi ornitologi appassionati sono a disposizione presso punti di osservazione e informazione installati per l’occasione, dove accolgono i visitatori e li aiutano a identificare le numerose specie di passaggio. Inoltre, in Svizzera vengono proposti numerosi eventi legati alla migrazione degli uccelli. A questo proposito in Ticino si terrà un’escursione alle Bolle di Magadino e Ficedula organizza anche uno specifico corso. Le proposte per tutta la Svizzera possono essere consultate sul sito www.birdlife.ch/ebw.

Gli eventi

In occasione dell’EuroBirdwatch, che si terrà domani, domenica 3 ottobre 2021, avrà luogo un’escursione di mezza giornata in Ticino alle Bolle di Magadino. Passeggiando nella riserva i partecipanti potranno imparare a riconoscere le specie più comuni in questo periodo dell’anno. In queste settimane sono partiti quasi tutti i migratori a lungo raggio tra cui rondini, balestrucci e codirossi comuni. È il periodo ideale per vedere i primi anatidi e i migratori a corto raggio che vengono a trascorrere l’autunno in Ticino come il Migliarino di palude, il Pendolino. Per maggiori informazioni e iscrizioni www.ficedula.ch/escursioni.
Ficedula organizza anche un corso di due serate online dedicate proprio all’affascinante mondo degli uccelli migratori. Fin dall’antichità gli uomini si sono interrogati sulla comparsa e sulla scomparsa degli uccelli durante il corso dell’anno. Già nell’antica Roma, gli aruspici predicevano il tempo degli inverni e delle primavere seguenti con l’osservazione di alcune specie.
Attualmente si stima che gli uccelli migratori siano almeno 50 miliardi. Ogni autunno e, considerando solo i piccoli passeriformi, nella sola rotta di migrazione Europa-Africa, sono 3 i miliardi di uccelli che si spostano, un vero e proprio legame vivente tra i continenti. Sopra il deserto del Sahara ne transitano circa 7 milioni all’ora e 70 milioni al giorno.
Ma perché gli uccelli migrano? E come fanno ad attraversare i mari, i deserti, le montagne e a orientarsi? Quanti tipi di migratori ci sono? Perché il Ticino è importante per i migratori? A queste e a molte altre domande si darà risposta durante le due serate. Per tutti quelli che vogliono scoprire questo mondo fantastico: www.ficedula.ch/corso.

I pericoli

Purtroppo, ogni anno vengono cacciati e uccisi numerosi uccelli migratori. Il loro viaggio viene interrotto da una pallottola o da reti. Ciò avviene soprattutto nel Mediterraneo. BirdLife e Ficedula sostengono le organizzazioni internazionali per fermare queste pratiche soprattutto in Italia, Cipro e Medio Oriente. Complessivamente, si stima che siano 25 milioni gli uccelli migratori uccisi ogni anno in modo illegale. Gli uccelli poi finiscono sul mercato nero dei ristoratori o dei privati. Ricordiamo che ai 25 milioni di uccelli morti si aggiungono poi anche tutte le vittime della caccia autorizzata: legalmente, ogni anno, vengono uccise decine di milioni di uccelli. Ovviamente, le specie che non sono a rischio estinzione e quelle con molti giovani riescono a limitare le perdite. Per le specie a rischio, invece, la caccia e il bracconaggio comportano il rischio di estinzione in pochi anni. In Svizzera fortunatamente le cose vanno molto meglio, la caccia a gran parte delle specie in pericolo è vietata da anni. Gli uccelli non solo devono affrontare i pericoli della caccia, ma da anni, soprattutto in alcuni Paesi, devono ancora far fronte all’agricoltura industrializzata, alla perdita di habitat e alla moria di insetti. Tutto questo sta mettendo in ginocchio centinaia di specie. Se il trend non si ferma, presto i nostri cieli saranno molto silenziosi. Tristemente silenziosi. E la scomparsa di più e più specie, metterà a rischio anche la biodiversità locale e mondiale.

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