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13.07.2020 - 06:000

Arriva il «Shark Day»

Squali e razze sono oramai a rischio

Domani si celebra in tutto il mondo lo “Shark Day”, la Giornata mondiale degli squali. Purtroppo, ogni anno vengono uccisi oltre 100 milioni di esemplari (sì, avete letto bene: cento milioni). Vengono catturati, gli viene tagliata la pinna dorsale (con la quale in Asia si fanno delle zuppe, anche se la pinna è insapore) e poi vengono rigettati in acqua ancora vivi, dove muoiono di stenti sui fondali. Molti squali muoiono anche per la pesca, accidentalmente.

La pesca eccessiva e la mancanza di controlli stanno causando un calo di squali e razze su scala globale. Di conseguenza, il 30% di tutte le specie (465 squali e oltre 800 razze) è attualmente minacciato di estinzione. In pratica: ogni terzo esemplare è a rischio. Senza un’azione urgente e il nostro aiuto, alcuni di questi supereroi - che sono in giro da centinaia di milioni di anni, sopravvivendo ai dinosauri - potrebbero scomparire per sempre. Non lasciamo che accada! La vostra vita quotidiana influisce su queste creature molto più di quanto possiate pensare, anche se vivete lontani dall’oceano. Scopriamo insieme cosa fanno questi straordinari esseri per mantenere in equilibrio la biodiversità marina.

Gli ecologisti del mare

Ci hanno fatto credere nei film che gli squali sono dei “mostri” assassini. Ma molti non sanno che squali e razze sono essenziali per il nostro pianeta. Vi presentiamo cinque modi in cui questi esseri così enigmatici ci aiutano a salvaguardare il nostro pianeta. I loro comportamenti “esemplari” vanno dalla lotta contro la crisi climatica, alla condivisione del cibo, alla coltivazione del fitoplancton e altro ancora.

I sostenitori della lotta alla crisi climatica

Lo sono per esempio gli squali tigre dell’Australia occidentale. Nuotando intorno alle praterie di alghe poco profonde, questi squali fungono da “controllori” della folla. In pratica disperdono tartarughe e dugonghi, che potrebbero mangiare troppe alghe nello stesso punto, danneggiando l’equilibrio marino. E sapete cosa cattura il carbonio dall’atmosfera 35 volte più velocemente delle foreste pluviali tropicali? Le alghe!

Architetti di buon cuore

Grazie al loro modo unico di nutrirsi, le razze fungono da “ingegneri dell’habitat”. Aggirandosi su aree sabbiose, scavano la sabbia alla ricerca di cibo e contemporaneamente creano microhabitat per vari piccoli invertebrati. Per questi “architetti”, la condivisione è importante! Mentre scoprono gustosi spuntini per se stessi, aiutano anche molte altre specie marine a nutrirsi, dai piccoli pesci della barriera corallina ai grandi predatori, fino agli uccelli marini come i cormorani.

Giardinieri subacquei

Gli squali e le razze che si immergono in profondità aiutano il fitoplancton (l’insieme di microscopici organismi vegetali acquatici) a crescere, semplicemente navigando tra le profondità dell’oceano e le secche. È stata trovata una specie di razza in mare aperto che si immerge fino a quasi 2’000 metri! Queste creature si immergono per nutrirsi e, tornando in superficie, defecano, riportando così sostanze nutritive fondamentali. Senza questi elementi essenziali, il fitoplancton - che costituisce la base di molte catene alimentari oceaniche - non potrebbe crescere! E sapete chi produce ogni secondo respiro che fate? Lo produce il fitoplancton, poiché produce la metà delle riserve di ossigeno della Terra!

Le stelle dell’ecoturismo marino

Molti turisti non possono immaginare la loro vacanza senza nuotare con squali e razze sott’acqua! Ogni anno circa 600’000 sommozzatori si mettono in viaggio per vederli. Nel 2014, solo in Australia, il turismo degli squali ha portato almeno 47 milioni di dollari australiani all’economia nazionale. L’economia delle Maldive è trainata dal turismo, con le immersioni e lo snorkeling come attività turistica più popolare del Paese. I sommozzatori di squali hanno portato oltre 65 milioni di dollari all’economia locale nel 2016, contribuendo direttamente all’industria subacquea e a molti altri settori commerciali.

Il cerchio della vita

Anche dopo la loro morte, gli squali e le razze contribuiscono agli ecosistemi marini. Alcuni scienziati hanno effettuato delle riprese del fondale marino al largo delle coste dell’Angola e hanno scoperto che la carcassa di uno squalo balena e di grandi razze che riposano pacificamente a 1’200 metri di profondità sostengono intere comunità di “spazzini” marini. Un vero e proprio cerchio della vita!

Nel Mediterraneo

Il Mediterraneo è un hotspot di biodiversità per gli squali e le razze. Ne ospita più di 80 specie diverse. Purtroppo, recenti studi dimostrano che oltre la metà delle specie di squali e razze presenti nel Mediterraneo è minacciata e alcune specie rischiano persino l’estinzione entro pochi anni. Nonostante la legislazione vieti la pesca di specie protette e limiti il numero di esemplari che si possono pescare, per altre, i controlli scarseggiano o non vengono effettuati a dovere. Non solo: la maggior parte dei divieti spesso non viene nemmeno applicata. È come se in mare la legge diventasse meno rigida; spesso i vari Paesi non si assumono la responsabilità di azioni illegali, facendo spallucce. La verità è che le regolamentazioni a loro volta non si spingono abbastanza lontano: spesso non sono adeguatamente attuate a livello nazionale, e – come dimostrano gli ultimi studi - quelle in vigore vengono regolarmente ignorate nei mercati mal gestiti di tutta la regione.  Di conseguenza, le specie minacciate di squali e razze vengono catturate illegalmente, mentre per altre specie non c’è quasi nessuna segnalazione o gestione.

Il WWF sta lavorando in tutto il Mediterraneo con i pescatori per migliorare la consapevolezza delle specie minacciate e sviluppare nuove strategie per evitare catture indesiderate. Allo stesso tempo stiamo chiedendo ai governi di aumentare i controlli contro le attività illegali e di gestire la pesca mirata agli squali in modo più sostenibile. Anche gli habitat critici come i vivai e le aree di alimentazione dovrebbero essere protetti da attività distruttive. Infine: facciamo conoscere le leggi ai pescatori, che spesso non sanno quale pesce è a rischio e quale invece può essere pescato. Molti di loro sono attivi e chiedono informazioni, anche perché sono i primi a osservare un calo dei pesci in mare. E senza squali, anche il loro sostentamento è a rischio.

Curiosità

Lo squalo bianco possiede organi di senso molto sviluppati e raffinati. Grazie all’olfatto, infatti, può percepire tracce odorose a distanze enormi, tanto da riuscire a scovare una goccia di sangue diluita in migliaia di litri d’acqua.

Il suo nome comune deriva inoltre probabilmente dal fatto che la parte ventrale del corpo è di colore bianco, mentre quella dorsale assume colorazioni che variano dal giallo pallido al grigio scuro e possono variare a seconda dell’illuminazione, del colore dell’acqua e della visibilità.

Le 465 specie di squali differiscono molto tra loro sia per dimensioni che per aspetto. L’imponente ma del tutto innocuo squalo balena raggiunge i dodici metri di lunghezza e rappresenta il pesce più grosso in assoluto. Lo squalo lanterna nano, che vive nelle acque profonde, non supera i 20 centimetri.

Gli squali hanno un corpo affusolato con uno scheletro di cartilagine che li rende più leggeri e agili rispetto ai pesci ossei. Inoltre, non avendo la mascella attaccata al cranio, possono inghiottire le prede intere o in grossi bocconi. Questo li rende i perfetti predatori dei mari.

A differenza degli altri pesci, le razze hanno i denti. Ciò le aiuta a schiacciare i gusci dei vari molluschi.

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