06.10.2022 - 11:43
Aggiornamento: 14:16

Crescono i pernottamenti in Svizzera. Ma non in Ticino

In controtendenza rispetto a quella nazionale, nel nostro cantone in agosto la flessione è stata del 16%. Ma nel 2021 cifre ‘dopate’

Ats, a cura di Red.Web
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Keystone
A livello nazionale quasi ritrovati i livelli pre-pandemia

Il settore alberghiero svizzero si è confermato in ripresa in agosto, avendo quasi del tutto recuperato rispetto ai livelli pre-Covid. Il Ticino per contro mostra una flessione dopo i numeri eccezionali del 2021.

Stando ai dati diffusi oggi dall’Ufficio federale di statistica (Ust), nell’ottavo mese dell’anno sono stati registrati 4,5 milioni di pernottamenti. Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso si registra una progressione del 7,6%, ma se il confronto viene fatto con l’agosto del 2019 mancano ancora 12’000 notti.

Ad alimentare la ripresa è stato una volta ancora il ritorno in forza degli stranieri, che hanno messo a referto 2,3 milioni di pernottamenti (+42%), con in primo piano tedeschi (479’300) e americani (291’600). Gli ospiti svizzeri (-14% a 2,2 milioni) hanno per contro probabilmente approfittato degli allentamenti delle restrizioni di viaggio per recarsi all’estero.

A livello di regioni turistiche spiccano gli arretramenti di Ticino (-16% a 357’700), Grigioni (-9% a 654’700) e Vallese (-7% a 485’800). Il ritorno del turismo d’affari e urbano ha invece favorito Zurigo (+48% a 625’000), Ginevra (+41% a 300’900) e Basilea (+30% a 161’300).

Se si prende in considerazione il periodo gennaio-agosto, i pernottamenti a livello nazionale sono stati 25,9 milioni (+34%), di cui 11,3 milioni generati da stranieri (+131%) e 14,6 milioni da svizzeri (+1%). I Grigioni segnano +15% (a 4,2 milioni), il Ticino -14% a 1,8 milioni: il Sud delle Alpi è l’unica regione che mostra una flessione, ma va detto che nel 2021, in tempi di pandemia, aveva approfittato in modo enorme delle vacanze più domestiche degli svizzeri.

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