05.10.2022 - 15:44

‘Finora tante promesse, ma troppi pochi soldi’

Il Fondo di risarcimento per le vittime dell’amianto sta ancora attendendo i 30 milioni preannunciati da imprese e organizzazioni economiche

Ats, a cura di Red.Web
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Keystone
‘Un fallimento della fondazione sarebbe una tara sociale per la Svizzera’

Il mondo economico non onora le sue promesse di donazioni, stando al Fondo di risarcimento per le vittime dell’amianto (Efa). Quest’ultimo teme per il futuro delle sue prestazioni.

Diverse imprese e organizzazioni economiche avevano fatto una promessa di doni per circa 30 milioni di franchi, somma che tuttavia l’Efa fa sapere di non aver ancora ricevuto. L’anno scorso, la fondazione ha ricevuto 1’646 franchi di donazioni mentre ha registrato risarcimenti per un ammontare di 1,7 milioni di franchi.

L’Efa aggiunge che, se i mezzi finanziari venissero a mancare, non potrebbe più risarcire le vittime o i loro famigliari. "Un fallimento della fondazione sarebbe una dimostrazione di incapacità dell’economia e un tara sociale per la Svizzera", precisa ancora.

Basandosi in particolare sulle statistiche dell’Istituto nazionale per l’epidemiologia e la registrazione del cancro (Nicer), l’Efa ricorda che in Svizzera, ogni anno circa 200 persone sviluppano un tumore della pleura o al peritoneo legato all’amianto.

Creata il 28 marzo 2017, la fondazione ha quale missione quella di fornire un aiuto rapido ed equo, senza burocrazia inutile, alle persone colpite da mesotelioma maligno e ai loro famigliari. Il fondo è finanziato da contributi volontari dell’economia, dell’industria, dell’artigianato, di associazioni e altre istituzioni e da privati cittadini.

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