18.09.2022 - 09:35
Aggiornamento: 15:26

La guerra non ferma l’afflusso di turisti russi in Svizzera

Gli operatori del ramo stanno però prendendo le distanze da un mercato un tempo corteggiato. La premier estone: ‘Basta visti turistici ai russi’

Ats, a cura di Red.Web
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Keystone

Malgrado la guerra in Ucraina e le sanzioni i russi continuano ad arrivare a frotte in Svizzera: lo afferma la Nzz am Sonntag, che sulla base di dati interni di Svizzera Turismo indica in 61’200 il numero dei relativi pernottamenti fra gennaio e fine luglio.

La permanenza media negli hotel elvetici è di poco più di tre notti, più lunga di qualsiasi altro gruppo di turisti, scrive il domenicale. Gli operatori del ramo stanno però prendendo le distanze da un mercato che un tempo veniva corteggiato: lo Switzerland Travel Centre, il più grande organizzatore di viaggi in Svizzera, non accetta più prenotazioni dal Paese di Vladimir Putin.

A quanto sembra però i russi più scaltri e, soprattutto, quelli più facoltosi riescono a fare ugualmente ferie nella Confederazione, sottolinea la testata zurighese. Questo viene criticato soprattutto dai politici baltici, dell’Europa orientale e scandinavi. "Smettete di rilasciare visti turistici ai russi: visitare l’Europa è un privilegio, non un diritto umano", ha twittato un mese fa la prima ministra estone Kaja Kallas.

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