12.07.2022 - 08:08
Aggiornamento: 17:23

Il presidente del governo grigionese critico con l’Ufam sul lupo

Marcus Caduff contesta le dichiarazioni sulla mucca da latte uccisa dal predatore: ‘Sembrano non rendersi conto della situazione’

Ats, a cura di Red.Web
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È scontro tra Coira e Berna sulla gestione dei lupi: il presidente del governo retico Marcus Caduff (Centro) ieri sera in un tweet ha duramente criticato l’Ufficio federale dell’ambiente (Ufam) per alcune dichiarazioni su una mucca da latte uccisa da questi grandi predatori su un alpeggio grigionese.

L’Ufam sembra non rendersi conto della gravità della situazione, ha cinguettato Caduff, citando un servizio della Srf. "Tali affermazioni – ha aggiunto – sono uno schiaffo in faccia e una presa in giro per gli sforzi compiuti dalle persone colpite. Non mi piace più sentire le loro dichiarazioni. Un branco di lupi di Beverin avrebbe dovuto essere reso innocuo molto tempo fa".

Ieri sera, nel servizio della Srf un funzionario dell’Ufam aveva dichiarato che la maggior parte degli animali da allevamento viene ancora uccisa in luoghi in cui non sono state adottate misure di protezione del bestiame. Pertanto, a suo avviso, non vi è alcuna necessità di intervento immediato. Per stemperare a breve termine la situazione nelle aree con popolazioni di lupi in crescita, il Consiglio federale ha già adattato l’ordinanza federale sulla caccia per l’estate 2022. Ciò, secondo l’Ufam, rafforzerà ulteriormente la protezione delle greggi e permetterà ai cantoni di intervenire più rapidamente sulle popolazioni di lupi.

Immediata la risposta del presidente del governo retico, che in un post su Facebook ha poi aggiunto: "E poi ci si sorprende quando il consenso verso i grandi predatori diminuisce".

Pochi giorni fa diversi lupi hanno attaccato e ucciso una mucca da latte nei Grigioni. Secondo le autorità, è la prima volta che si verifica un attacco a un bovino nel cantone. L’aggressione letale è avvenuta sull’alpe Nurdagn, nello Schamserberg, e la mucca da latte di sette anni era con altri bovini in un’area recintata. Questa recinzione però non è considerata una misura di protezione per il bestiame di grandi dimensioni, aveva dichiarato Adrian Arquint, direttore dell’Ufficio cantonale per la caccia e la pesca dei Grigioni, citato in un comunicato diffuso domenica scorsa.

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