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08.12.2021 - 14:30

Incidenti stradali, Ticino ormai nella norma nazionale

Il cantone sudalpino mantiene il triste primato in Svizzera, ma le differenze regionali negli ultimi anni si sono ridotte

Berna – Poco più di dieci anni fa il rischio di incidenti stradali con feriti gravi o morti era nettamente più elevato in Ticino che nella Svizzera tedesca o nella Svizzera romanda. Nonostante il Ticino continui a mantenere il triste primato, le differenze regionali in materia di sicurezza stradale si sono ora attenuate. È quanto si evince da un comunicato odierno dell’Ufficio prevenzioni infortuni (Upi).

Un’analisi ha mostrato che nel 2007 il numero di morti o feriti gravi sulle strade per 100’000 abitanti era di 125 in Ticino, 87 nella Svizzera romanda e 67 nella Svizzera tedesca. Nell’arco degli anni tali cifre sono notevolmente diminuite, soprattutto in Ticino, attenuando così le differenze regionali: nel 2020 il numero di feriti gravi o morti per 100’000 abitanti era di 52 in Ticino, 49 nella Svizzera romanda e 45 nella Svizzera tedesca, viene indicato nello studio.

Per contro, il profilo degli incidenti non ha subito grandi cambiamenti e i problemi di sicurezza specifici delle regioni in generale sono rimasti gli stessi. Così, per esempio, la velocità riveste un’importanza maggiore negli incidenti stradali nella Svizzera tedesca e nella Svizzera romanda rispetto al Ticino. Lo stesso vale per l’alcol, più spesso all’origine degli incidenti gravi in Svizzera romanda e in Ticino che in Svizzera tedesca.

Paura dei controlli

Diversi fattori spiegano tali differenze, indica l’Upi. Per esempio una delle ragioni per cui in Ticino si registrano meno sinistri legati alla velocità risiede in una percezione soggettiva più forte del rischio di imbattersi in un controllo. A tale proposito, in Ticino (rispetto alla Svizzera tedesca e alla Svizzera romanda) l’affermazione secondo cui si sarebbe più sicuri rispettando i limiti di velocità riscuote un maggiore consenso.

Infine l’Upi sottolinea che mentre in passato in tutto il Paese gli occupanti di un’automobile rappresentavano il gruppo di utenti stradali più coinvolti negli incidenti gravi, negli ultimi anni (2018-2020) la percentuale maggiore è costituita invece da utenti su due ruote: motociclisti in Ticino (il 42% di tutti i feriti gravi) e Svizzera romanda (34%), e ciclisti (motorizzati e non) in Svizzera tedesca (38%). Ciò è dovuto principalmente al fatto che gli svizzero tedeschi percorrono distanze mediamente due volte più lunghe in bicicletta delle persone domiciliate nelle altre regioni, e la percentuale di coloro che dichiarano di usare la bici (quasi) tutti i giorni è nettamente superiore nella Svizzera tedesca (12%) rispetto al resto della Svizzera (4%), dove le distanze percorse in moto sono maggiori.

Prevenzione differenziata

Dallo studio dell’Upi emerge quanto sia fondamentale proseguire con l’attuazione di misure preventive specifiche in base alle caratteristiche regionali. È indispensabile che le disparità regionali siano tenute in considerazione dalla politica nazionale della sicurezza stradale se si vuole raggiungere l’obiettivo posto dall’Ufficio federale delle strade (Ustra), vale a dire ridurre entro il 2030 il numero di vittime nella circolazione stradale svizzera a meno di 100 e quello dei feriti gravi a meno di 2’500, conclude l’Upi.

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