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10.05.2021 - 12:20
Aggiornamento: 19:37

Violenza carnale, da più parti richieste di revisione

11'710 sottoscrizioni all'appello per ridefinire la violenza carnale nel codice penale affinché si consideri violenza qualsiasi atto sessuale senza consenso

Ats, a cura de laRegione
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Partecipanti a una manifestazione a Berna nel 2019 (Keystone)

 

Il disegno della revisione della legge penale in materia sessuale trova un consenso solo relativo fra i protagonisti della politica. Viene in particolare chiesto da più parti un ampliamento del concetto di violenza carnale, con l'introduzione del principio "Solo sì vuol dire sì".

Ad oggi la violenza carnale è solo la penetrazione non voluta e commessa con violenza o minacce. La revisione punisce anche gli atti senza violenza, ma in presenza di un esplicito "no" della vittima.

Sul tema sono particolarmente agguerrite le Donne socialiste, che vogliono una ridefinizione che includa il principio "solo se sì", ovvero: qualsiasi atto sessuale senza consenso è una violenza. In seguito ad un loro appello, 11'710 persone hanno preso posizione sul tema.

Il principio di coercizione - ancora presente nel nuovo testo - non va giù alla fazione femminile dei socialisti, secondo cui alla vittima viene così trasmesso il messaggio che avrebbe potuto evitare l'aggressione. Il concetto di "no significa no" dovrebbe quindi essere modificato in "solo se sì", che metta una volta per tutte in chiaro che si può compiere un atto sessuale solo se tutte le persone coinvolte lo vogliono.

Simile la posizione di Verdi e Verdi liberali. Questi ultimi sottolineano anche l'importanza di un facile accesso a polizia e autorità giudiziarie da parte delle vittime, che spesso hanno paura di non essere prese sul serio.

Dal canto suo l'Alleanza del Centro ha sottolineato l'importanza del fatto che il comportamento della vittima non sia una variabile per il tipo di condanna dell'aggressore.

Non invertire onere prova

Più a destra sullo scacchiere politico, anche l'UDC approva diversi punti della nuova versione della legge: sottolinea ad esempio il fatto che troppo spesso fatti gravi vengono puniti in maniera troppo leggera.

Tuttavia, affermano i democentristi, alcune parti del testo devono essere drasticamente riviste. Non bisogna ad esempio arrivare ad un rovesciamento dell'onere della prova, con un annientamento della presunzione d'innocenza. Importante è anche tener conto del problema delle false accuse.

Il punto di vista delle vittime

Secondo Amnesty International e un'organizzazione di vittime di violenza, l'attuale definizione di "stupro" porta diverse vittime a non denunciare. Fino al 70% delle vittime durante l'aggressione è paralizzata a causa dello shock, e questo rende di fatto impossibile difendersi.

L'organizzazione sostiene che anche con la revisione si rimane nel concetto di coercizione e difesa da parte della vittima, un approccio che non tiene conto delle conoscenze scientifiche sul tema ed è contrario alla convenzione di Istanbul, che si occupa della prevenzione e della lotta contro la violenza nei confronti delle donne.

 

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