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23.04.2021 - 09:20
Aggiornamento: 12:17
Ats, a cura de laRegione

Svizzera e Ue, le prime parole tra Parmelin e Von der Leyen

Mentre per l'ex presidente della Commissione europea ha dichiarato: 'Un'intesa è necessaria. Le parti devono continuare le discussioni'.

Poco prima di incontrare il presidente della Confederazione, Guy Parmelin, la presidente della commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato ai media che l'Ue vuole costruire, mediante un accordo istituzionale, relazioni stabili e coerenti con la Confederazione.

I temi sul tavolo

L'incontro tra Parmelin e von der Leyen è incominciato alle 10.00. Tema del colloquio la spinosa questione dell'accordo istituzionale, che vede impegnate Svizzera e Ue in difficili negoziati da anni.

Secondo von der Leyen, un'intesa è possibile, anche se ci vuole una dose di flessibilità da ambo le parti. Nei negoziati gli ultimi metri sono i più difficili, ha tuttavia riconosciuto davanti ai media.

L'accordo quadro, ha aggiunto la presidente della Commissione Ue, "è essenziale per le nostre relazioni", anche perché "la Svizzera e l'Ue non sono semplici vicini", a causa della prossimità geografica ma anche delle strette relazioni tra i rispettivi cittadini. Von der Leyen ha detto di sperare che l'incontro con Parmelin darà nuovi impulsi al dossier onde fissare un quadro stabile e completo delle nostre relazioni.

Dal canto suo, il presidente della Confederazione ha dichiarato che le relazioni con l'Ue, sono "preziose" e che vanno preservate soprattutto in tempi difficili come questi. Negli ultimi mesi, ha assicurato il ministro vodese, le discussioni tra le parti sono state intense. Anche se difficili, le trattative sono state condotte con molto impegno.

Questo incontro dovrà permettere alle parti di fare un'analisi politica dei risultati. La Svizzera, ha spiegato Parmelin, vuole fare di tutto per mantenere le relazioni bilaterali.

Dopo che il popolo, lo scorso settembre, ha bocciato in votazione l'iniziativa "Per un'immigrazione moderata", c'è pressione sul Consiglio federale per risolvere rapidamente il dossier legato all'accordo quadro. Nella sua versione attuale infatti, il testo è incapace di riunire una maggioranza.

Tre i punti controversi che rimangono ancora sul tavolo. Si tratta della protezione dei salari, degli aiuti di Stato e della direttiva sulla cittadinanza europea che amplia l'accesso alle prestazioni sociali.

Raggiungere un'intesa è necessario e pertanto Svizzera e Ue devono continuare nelle loro discussioni. Lo afferma l'ex presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker nel giorno del colloquio fra Ursula von der Leyen, che gli è subentrata a fine 2019, e il presidente della Confederazione Guy Parmelin a Bruxelles sull'accordo quadro. 

 

'La Commissione non abbandona mai il tavolo delle trattative' 

Il dibattito sulla rottura dei negoziati non esiste nell'Unione europea, ha detto Juncker in un'intervista rilasciata ai giornali svizzerotedeschi del gruppo Tamedia in edicola oggi. "La Commissione non abbandona mai il tavolo delle trattative", ha assicurato, aggiungendo che sarebbe molto deluso se a farlo fosse la Svizzera.

Per evitare nuove rappresaglie da parte dell'Ue come il non prolungamento dell'equivalenza borsistica, il politico lussemburghese, già a lungo primo ministro del suo Paese, invita a concludere nei tempi più stretti possibili l'accordo istituzionale. La pazienza di Bruxelles infatti non è infinita, sottolinea il 66enne.

Juncker si oppone all'idea che la Svizzera ottenga concessioni in cambio di contributi finanziari più elevati. "È sbagliato pensare di risolvere i problemi con i soldi", ha commentato a questo proposito.

Le divergenze possono e devono essere appianate, anche perché, prosegue, un accordo è indispensabile. In caso contrario, sia Bruxelles sia Berna ne sarebbero danneggiate, avverte Juncker, presidente della Commissione europea per cinque anni a partire dal 2014.

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