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30.07.2019 - 06:000

Diffusa resistenza al 5G

Si moltiplicano le opposizioni alle domande di costruzione. Gli operatori ammettono: ci saranno ritardi.

‘Bis zur letzten Antenne!’, ‘Fino all’ultima antenna!’ promette battaglia ‘Schutz vor Strahlung’ (‘Protezione dalla radiazione’). L’appello alla mobilitazione giuridica lanciato dalle associazioni che combattono l’installazione di antenne 5G viene raccolto: una domanda di costruzione su tre inoltrate da Swisscom e Sunrise incontra opposizione, ha riferito la ‘SonntagsZeitung’. ‘Schutz vor Strahlung’ parla di circa 90 opposizioni su oltre cento domande negli ultimi tre mesi. Unita alla moratoria nei cantoni di Ginevra e Vaud, questa resistenza dal basso obbliga le compagnie di telefonia mobile a rivedere – o a pensare di farlo – la tempistica dei loro piani di espansione.

Swisscom è ambiziosa. Il leader svizzero del settore vuole fornire entro fine anno questa nuova tecnologia al 90% della popolazione. A metà giugno, oltre cento antenne erano state installate in 58 località. Anche Sunrise pigia sull’acceleratore. Il Ceo Olaf Swantee ha annunciato l’intenzione di offrire ancora quest’anno il 5G “in tutte le regioni”.

Gli operatori però sono confrontati con un’opposizione capillare e ben organizzata. Una portavoce di Salt ha dichiarato alla ‘SonntagsZeitung’: “Riteniamo che, a causa delle opposizioni, ci saranno ritardi e costi supplementari (...)”. Sunrise a Vaud e Ginevra si aspetta un ritardo del 30% rispetto ad altri cantoni. Swisscom mantiene il suo obiettivo, afferma il domenicale. Ma già a metà giugno, in un’intervista il Ceo Urs Schaeppi non aveva nascosto le “difficoltà nel trovare una collocazione per le antenne”. La costruzione di nuove antenne o la conversione di quelle già esistenti sta subendo ritardi, aveva affermato il manager.

Ritardi che potrebbero allungarsi (anche di alcuni anni in caso di cause che si trascinino fino al Tribunale federale) qualora le decisioni dei Comuni di accordare o no la licenza edilizia dovessero venire impugnate. Ma a volte gli oppositori hanno le armi spuntate. In quasi tutti i cantoni (non in Ticino, però), per i progetti di conversione degli impianti esistenti basta una notifica: nessuna domanda di costruzione ordinaria, nessuna pubblicazione dei piani e quindi nessuna opposizione possibile.

Quanto un’opposizione possa già adesso rompere le uova nel paniere di un operatore, lo dimostra il caso di Baar. Circa 150 abitanti hanno sottoscritto due opposizioni contro l’aggiornamento di un’antenna Swisscom esistente. Il municipio ha fatto sapere alla società che con ogni probabilità non avrebbe concesso la licenza edilizia. Di conseguenza la compagnia telefonica ha sospeso la sua domanda, ha scritto la ‘SonntagsZeitung’.

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