Tennis

Australian Open, montepremi di nuovo da record

I vincitori del primo torneo del Grande Slam della stagione intascheranno 2,38 milioni di euro, circa il 20% in più

(Keystone)
6 gennaio 2026
|

Sarà di circa 64 milioni di euro il montepremi totale della prossima edizione dell'Australian Open. Una cifra da record, l'incremento sarà del 16%, che permetterà dunque all'appuntamento che inaugura la stagione dei Grande Slam di superare il prize money offerto da Wimbledon – ossia 62 milioni – ampiamente comunque alle spalle del ricco Us Open (77 milioni). Il torneo, ricordiamo, scatterà domenica 18 gennaio con Jannik Sinner e Madison Keys che difenderanno il titolo.

Numeri alla mano l’aumento più significativo toccherà i vincitori del singolare maschile nonché femminile, che intascheranno 2,38 milioni (il 19% in più rispetto alla scorsa edizione), mentre chi verrà eliminato in entrata di competizione si aggiudicherà 85mila euro. A beneficiare di questo ‘supplemento’ saranno anche i giocatori chiamati a passare dalle qualificazioni. È infatti stato previsto un incremento del 16% per tutti e tre i turni, assicurando come minimo 23mila euro a ogni partecipante.

Forte dei ricavi del 2025, Tennis Australia ha infine aumentato del 67% l’assistenza di viaggio. “E, ciò, conferma la nostra volontà di sostenere le carriere a ogni livello. Il tennis professionistico dev'essere sostenibile per tutti, permettendo di costruire serbatoi di talenti maggiormente profondi e storie più avvincenti” ha dichiarato Craig Tiley, amministratore delegato, sottolineando l’impegno nel finanziare i giocatori con un ranking più basso e dunque con meno risorse a disposizione.

Non è comunque una coincidenza se ultimamente i quattro tornei del Grande Slam cerchino di continuo di rimpolpare i propri montepremi. L’aspetto economico infatti è stato più volte oggetto di frizioni tra organizzatori e migliori giocatori del mondo. Ad esempio l'anno scorso i dieci più forti della classifica internazionale (sia in campo maschile che femminile) hanno firmato e inviato loro una lettera chiedendo delle riforme. E, in particolare, una redistribuzione più equa dei guadagni.