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20.01.2022 - 12:19
Aggiornamento : 14:13

Djokovic, espulsione legittima: rischio emulazione per i no-vax

La Corte federale australiana ha pubblicato le motivazioni della decisione. Per i giudici, con la sua notorietà poteva indurre i fan a non vaccinarsi

Novak Djokovic è stato espulso dall’Australia legittimamente, in quanto con la sua presenza, vista la sua notorietà e le sue posizioni notoriamente contro i vaccini, poteva effettivamente favorire il sentimento no-vax del Paese. Queste, in sintesi, le motivazioni, pubblicate oggi dai media australiani, della decisione della Corte federale australiana che ha dato ragione al ministro dell’Immigrazione Alex Hawke che aveva fatto ricorso ai suoi poteri personali per cancellare il visto del tennista dopo che un giudice aveva annullato una precedente decisione negativa a riguardo.

“Una stella iconica del tennis mondiale può influenzare persone di tutte le età, giovani o vecchie, ma forse soprattutto i giovani e gli impressionabili, cosicché lo emulino. Non sono fantasie, e non servono prove. È la constatazione del comportamento umano sulla base di una modesta familiarità con l’esperienza umana” scrivono i tre giudici della Corte, la cui decisione è stata unanime. “Anche se Djokovic non ha vinto l’Australian Open, la capacità della sua presenza in Australia, per giocare a tennis, di incoraggiare coloro che vorrebbero emularlo o desiderano essere come lui è una base razionale per l’opinione che potrebbe favorire il sentimento anti-vaccinazione”.

Ciò che, in sostanza, è stato il ragionamento del ministro Hawke nel considerare la presenza di Djokovic in Australia un rischio per la salute pubblica e per l’ordine pubblico e che la decisione di espellerlo era motivata dall’interesse pubblico. Secondo la legge australiana, precisano i giudici, al ministro era sufficiente essere in buona fede nel ritenere che Djokovic potesse alimentare i sentimenti no-vax nel Paese, senza dover necessariamente esserne sicuro. Né egli, contrariamente a quanto sostenuto dai legali di Djokovic, era tenuto a considerare le conseguenze dell’espulsione di Djokovic su tali sentimenti contrari ai vaccini, ma solo la sua presenza, come scrive The Age. Né, infine, servivano prove al ministro delle opinioni no-vax di Djokovic più volte espresse pubblicamente.

L’esenzione medica presentata dal tennista per aver contratto il Covid, in base a questi argomenti, non era considerabile come causa della mancata vaccinazione: Novak Djokovic non si è vaccinato perché contrario al vaccino e questo è il motivo per cui, infine, gli è stato rifiutato l’ingresso in Australia.

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