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14.01.2022 - 09:50
Aggiornamento: 16:41

Djokovic e visto per l’Australia cancellato: udienza in corso

Il tennista è stato convocato per un colloquio con l’Ufficio Immigrazione domani. Udienza per il ricorso alle 10.45 ora svizzera

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Keystone

La decisione del ministro dell’Immigrazione australiano Alex Hawke di annullare il visto di Novak Djokovic ha messo in moto un processo i cui esiti sono ancora incerti. Al momento, il tennista ufficialmente non ha un permesso valido per rimanere sul suolo australiano. I media australiani riportano che Djokovic è stato convocato per domani per un colloquio con l’Ufficio immigrazione: fino ad allora, e finché sono ancora pendenti eventuali ricorsi, rimarrà libero e non dovrà essere collocato nuovamente in un centro di detenzione.

Parallelamente, il governo australiano sta interloquendo con i legali del tennista. Il ricorso sarà trattato alle 10.45, ora svizzera, dalla Corte del Circuito federale, dunque davanti allo stesso giudice Anthony Kelly che, inizialmente, aveva annullato la prima cancellazione del visto per questioni di “equità procedurale”. Il giudice Kelly, però, potrebbe rinviare il caso alla Corte suprema federale. È possibile anche che, come dichiara l’ex vicesegretario del Dipartimento Immigrazione Abul Rizvi ai media, gli avvocati di Djokovic chiedano un “visto-ponte” che gli permetta di giocare gli Open d’Australia. D’altro canto, se il ricorso fosse respinto, Djokovic rischia l’espulsione e un ban di tre anni dall’Australia.

Secondo l’avvocato di Djokovic, Nicholas Wood, che a nome del giocatore ha chiesto di bloccare il procedimento di espulsione, il team legale sarebbe pronto a presentare una domanda formale alla corte entro le 22.15 ora australiana (le 12.15 in Svizzera), mentre l’appello verrebbe presentato entro domani a mezzogiorno, in modo da poter tenere un’udienza nella giornata di domenica. Wood ha inoltre confermato che il giocatore serbo non è stato rimesso in detenzione. Il legale di Djokovic ha definito «totalmente irrazionale» la decisione del ministero di ritirare una seconda volta il visto d’ingresso in Australia.

Dal canto suo, l’avvocato del governo, Stephen Lloyd, ha chiesto che Djokovic si presenti agli uffici dell’immigrazione alle 8 di domani mattina (le 22 di questa sera in svizzera). Inoltre, ha rassicurato che il tennista non sarà espulso prima di una decisione definitiva da parte della corte. Se domami mattina, dopo l’incontro con i funzionari dell’immigrazione, dovesse essere trattenuto, Djokovic avrà comunque accesso alla squadra di legali che si sta curando del suo caso.

La vicenda getta nello scompiglio anche l’organizzazione degli Australian Open, che iniziano lunedì: secondo il regolamento dell’International Tennis Federation, l’Australian Open può ripetere il sorteggio nel caso in cui ci sia un ritiro, quindi quello di Djokovic, entro le 11 di sabato (le 4 di questa notte in Svizzera). In quel caso, la testa di serie nº 5, il russo Andrey Rublev, salirebbe in graduatoria giocando contro il serbo Miomir Kecmanovic al posto di Djokovic.

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