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01.12.2022 - 18:34
Aggiornamento: 18:56

Per la Svizzera è giunta l’ora della verità

Contro la Serbia ci si gioca un posto agli ottavi. Le due squadre sono al completo. Sow: ‘Dobbiamo provocare più occasioni da rete’

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Tornano a disposizione di Yakin Shaqiri e Okafor

Esattamente come ci si aspettava alla vigilia Svizzera e Serbia si giocano domani il passaggio del turno alle spalle del Brasile già qualificato. È vero, anche il Camerun è ancora in corsa, tuttavia sembra improbabile che i Leoni indomabili riescano ad avere la meglio sui Verdeoro, sperando nel contemporaneo pareggio tra rossocrociati e balcanici. Un’eventualità che Granit Xhaka non considera nemmeno: «Credo nei miracoli, ma in questo, con tutto il rispetto per il Camerun, no. Abbiamo comunque il destino nelle nostre mani».

La Svizzera ha infatti il compito e la possibilità di qualificarsi con i propri mezzi con una vittoria, o in caso di non vittoria del Camerun, anche con un pareggio. «Giochiamo per la vittoria, tutto il resto sarebbe pericoloso» aggiunge Djibril Sow.

Per riuscirci la Svizzera dovrà mantenere i nervi saldi e passare oltre eventuali provocazioni, oltre a spingersi più in avanti di quanto fatto nelle prime due partite. Infatti Alisson è rimasto inoperoso per tutti e novanta i minuti, ma anche contro il Camerun le occasioni da rete si sono contate sulle dita di una mano. Murat Yakin dovrà quindi trovare quell’equilibrio tra la solidità difensiva e la pericolosità offensiva; una possibile ricetta la propone Sow: «Dobbiamo migliorare nell’ultimo terzo ed essere più determinati. Dobbiamo provocare più occasioni con i tiri, i corner e i cross. Storicamente comunque non siamo mai stati una squadra particolarmente offensiva». Yakin ripone massima fiducia nei suoi uomini: «La mia squadra ha l’esperienza e la maturità necessarie per centrare la qualificazione. Dai giocatori voglio che siano dominanti fin dal primo minuto e che mettano sotto pressione gli avversari».

La difesa l’anello debole della Serbia

Il percorso della Serbia finora è invece stato opposto con tre reti segnate, ma ben cinque subite. Le forze offensive dei serbi sono in particolare Aleksandar Mitrovic e Sergej Milinkovic-Savic e in generale i colpi di testa. D’altro canto in difesa c’è una certa vulnerabilità, messa a nudo in particolare dal Camerun nel pareggio di lunedì, «hanno alcuni problemi di transizione» sottolinea Sow. Una delle motivazioni di queste difficoltà per la squadra di Dragan Stojkovic, che può contare anche su diversi campioni del mondo U20 del 2015, è l’infortunio di diversi elementi importanti, primo su tutti Dusan Vlahovic. L’attaccante della Juventus a causa di problemi all’inguine che finora in Qatar gli hanno permesso di trascorrere solo venticinque minuti in campo. Nemmeno Mitrovic e Milinkovic-Savic sono comunque al massimo della forma: Mitrovic finora ha spesso esaurito il fiato verso la fine della partita, dopo che un infortunio alla caviglia lo ha messo fuori gioco nelle ultime giornate prima dei Mondiali nel Fulham; Milinkovic-Savic ha dovuto risparmiarsi negli ultimi allenamenti. Anche in difesa non mancano i problemi, non a caso infatti la retrovia serba si è sbriciolata nella ripresa. Il difensore del Salisburgo (passato anche da Basilea nella scorsa stagione) Strahinja Pavlovic è stato sostituito al 56’ per infortunio, mandando a rotoli tutto il reparto arretrato che nei dieci minuti successivi ha incassato due reti. Oltretutto al 78’ ha dovuto lasciare il campo anche Milos Veljkovic (lui nato sulle sponde del Reno). Per Stojkovic dovrebbero essere però tutti recuperati: «Qualcuno potrebbe pensare altrimenti, ma i giocatori stanno tutti bene e saranno tutti a disposizione». Anche Mitrovic esprime fiducia: «La Svizzera è forte difensivamente e ben organizzata, ma si può vincere solo attaccando e io non sono un fan del gioco difensivista. Crediamo nei nostri mezzi».

Svizzera al completo e serena

La Svizzera invece dovrebbe essere al completo, visto che ieri Shaqiri e Okafor si sono finalmente allenati a pieno regime, non c’erano invece Sommer ed Elvedi fermati da un raffreddore, che non dovrebbe comunque impedire loro di scendere in campo, come spiega Yakin: «Shaqiri e Okafor si sono allenati negli ultimi giorni, Sommer ed Elvedi si sono riposati oggi, ma sono fiducioso che fino alla partita ci sia abbastanza tempo, affinché possano scendere in campo». In casa svizzera si vuole credere che il gruppo, come si suol dire, "viva bene". Il rientro di Shaqiri in particolare sarà utile per aggiungere pepe alla manovra offensiva, dopo aver saltato l’incontro con il Brasile.

Ma la partita contro la Serbia mostrerà se questa Coppa del Mondo in Qatar è in linea con l’ambizione di una generazione ansiosa di "fare la storia". Un’eliminazione dalla fase a gironi sarebbe vista come un amaro fallimento sedici mesi dopo i quarti di finale raggiunti agli Europei. Un fallimento metterebbe indubbiamente già in discussione il selezionatore Murat Yakin, autore di qualche scelta che ha lasciato delle perplessità negli osservatori più scafati e pure in qualche giocatore.

La speranza è quella di ripetere il successo di quattro anni fa a Kaliningrad, con le reti di Xhaka e Shaqiri a rispondere al vantaggio di Mitrovic, per poi affrontare negli ottavi di finale il Portogallo di Cristiano Ronaldo. Manuel Akanji troverebbe anche i suoi compagni del Manchester City Ruben Dias, João Cancelo e Bernardo Silva, «sono abbastanza sicuro di me per affermare che ci ritroveremo lì. Contro la Serbia attaccheremo anche, non giocheremo per difendere il pareggio». Per la Svizzera si tratterebbe del quarto passaggio del turno nelle ultime cinque partecipazioni consecutive. Auspicando anche però che sopra allo Stadio 974 gli unici volatili visibili siano dei gabbiani appassionati di calcio.

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