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09.02.2022 - 12:18
Aggiornamento: 10.02.2022 - 17:35

Svizzera, ottimo debutto nonostante la sconfitta

La selezione di Patrick Fischer beffata dalla Russia al debutto nel torneo. Decisiva un’autorete di Corvi già al 19’58”, poi due ferri rossocrociati.

Può sicuramente essere soddisfatto Patrick Fischer, pur con l’amaro in bocca, per la prestazione di debutto della sua squadra, arresasi alla Russia con uno striminzito 1-0, frutto di una rete quasi casuale di Slepyshev a due secondi e qualche decimo dalla prima sirena. «Abbiamo fatto molte cose giuste. La Russia è una squadra veloce e forte fisicamente, eppure la nostra difesa ha retto bene», commenta il tecnico ex Lugano.

I rossocrociati iniziano bene, in particolare grazie a una superiorità numerica. A ranghi completi i russi si fanno preferire, ma si scontrano con un Reto Berra sempre molto attento, mentre sull’altro fronte ci provano con scarso successo Grégory Hofmann e Christophe Bertschy. A due secondi dalla sirena arriva però la sfortunata deviazione di bastone del portiere zurighese su centro di Anton Slepyshev a regalare il vantaggio alla Russia. Sull’onda del vantaggio la Sbornaja inizia spingendo anche il secondo tempo, ma la Svizzera si difende in maniera compatta, limitando i rischi. Con l’uomo in più Sven Andrighetto va poi vicinissimo al pareggio, ma la sua bomba si stampa clamorosamente sulla traversa. La Svizzera ci crede, ma Ivan Fedotov sventa un’occasione di Hofmann. In seguito i rossocrociati sono bravi anche a resistere in inferiorità numerica.

Nel terzo tempo, iniziato nel corso di una superiorità numerica di quattro minuti (che diventeranno tre in seguito a un fallo di Romain Loeffel), gli elvetici hanno avuto bisogno di un paio di ottimi interventi di Berra (salvato dal palo a metà tempo sul tiro coperto di Alexander Nikishin), di cui uno spettacolare sulla conclusione di Yegor Yakovlev e uno di pura freddezza a tu-per-tu con Nikita Gusev, per caricarsi. Negli ultimi minuti però i russi sudano freddo, in particolare per una doppia occasione capitata sul bastone di Fabrice Herzog: che effettua un passaggio di troppo sulla prima e viene fermato dal palo da posizione defilata sulla seconda. Nell’ultimo mezzo minuto giocato senza portiere arriva ancora una pericolosa conclusione di Hofmann, purtroppo a lato.

Nessuna delle trentatré conclusioni scagliate verso Fedotov finisce dunque in rete, in una partita in cui i grandi protagonisti sono stati i due portieri, viste anche le ventinove parate su trenta tiri di Berra. La prestazione complessiva della compagine di Fischer, Wohlwend e Albelin è stata però rimarcabile, peccato che sull’altro fronte anche la rappresentativa del Comitato olimpico russo abbia tenuto fede al ruolo di favorita annunciata del torneo, impressionando per la completezza della rosa a livello fisico, tecnico e agonistico.

La Svizzera deve così arrendersi ai campioni in carica, con una certa dose di sfortuna, si pensi alla dinamica del gol e ai due ferri colpiti, ma con la consapevolezza che le premesse per un torneo di tutto rispetto ci sono. Un passo in avanti, andrà comunque fatto contro la Repubblica Ceca, dopodomani, a livello di ingaggi vinti (meno del 40%) e di capitalizzazione delle superiorità numeriche, ben giocate è vero, ma quasi otto minuti di superiorità senza reti a questo livello vengono giustamente pagati a caro prezzo. Oltretutto sempre con l’uomo in più sono stati commessi due falli che hanno rallentato la spinta elvetica.

‘Loro hanno segnato un gol fortuito, mentre noi ne abbiamo fallito uno a porta vuota’

«Forse all’inizio siamo stati un po’ nervosi» ammette capitan Rafael Diaz, che continua: «ma dal secondo periodo in avanti abbiamo cercato di avere un atteggiamento più offensivo e abbiamo mostrato un buon hockey».

Sulla stessa lunghezza d’onda il difensore degli Zsc Lions Yannick Weber: «Loro hanno segnato un gol fortuito, mentre noi ne abbiamo fallito uno a porta vuota: la storia della partita è questa. Nel primo tempo, abbiamo avuto forse troppo rispetto, concedendo loro qualche occasione. Nel complesso però difensivamente abbiamo giocato bene e negli altri due tempi abbiamo spinto parecchio, senza per questo aprirci troppo ed eravamo la squadra migliore sul ghiaccio, ma non è stato sufficiente. Peccato che alla fine il rimbalzo fortunato sia stato il loro, nonostante anche noi abbiamo avuto delle buone occasioni da rete. Abbiamo però potuto capire che ci aspetta un torneo estremamente incerto».

La sorpresa: Danimarca batte Repubblica Ceca

Intanto nell’altra partita del girone Danimarca (con Boedker e Regin) e Repubblica Ceca (per i quali è andato in rete Roman Cervenka) si sono lasciate sul 2-1 per gli scandinavi, che hanno dimostrato di non avere assolutamente l’intenzione di essere la vittima sacrificale del girone.

Russia - Svizzera (1-0, 0-0, 0-0) 1-0
Rete: 19’57” Slepyshev (Semyonov) 1-0.
Russia: Fedotov; Nikishin, Nesterov; Yelesin, Yakovlev; Telegin, Voinov; Sharipzyanov; Grigorenko, Shipachyov, Gusev; Galiev, Gritsyuk, Semyonov; Voronkov, Karnaukhov, Slepyshev; Kayumov, Tkachyov, Chibisov; Andronov.
Svizzera: Berra; Diaz, Müller; Alatalo, Untersander; Weber, Loeffel; Frick, Fora; Ambühl, Corvi, Hofmann; Hollenstein, Haas, Andrighetto; Herzog, Vermin, Bertschy; Moser, Thürkauf, Mottet.
Arbitri: Schrader, Sidorenko; Oliver, Ondracek.
Note: 934 spettatori. Penalità: 7 x 2’ contro la Russia, 5 x 2’ contro la Svizzera. Tiri in porta 30-33 (8-9, 11-13, 11-11). Russia senza Plotnikov, Minulin, Bilyalov (in soprannumero); Svizzera senza: Malgin, Simion (in isolamento), Aeschlimann (in soprannumero). Pali: 27’00” Andrighetto (traversa), 50’00” Nikishin, 56’19” Herzog. Al 58’43” timeout chiesto dalla Svizzera, che gioca senza portiere dal 59’27” al 60’00”.

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