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Keystone
30.04.2021 - 11:45
Aggiornamento : 13:11

‘In gara 3 abbiamo fatto troppo poco. Ma non sono preoccupato’

Malgrado la sconfitta patita dallo Zugo nella terza sfida di semifinale contro il Rapperswil, Grégory Hofmann resta sereno

Anche lo Zugo di Grégory Hofmann è inciampato nell’ostacolo Rapperswil e la serie di semifinale, ora sul 2-1, è riaperta, con i sangallesi che sembrano avere sempre più preso le misure del dominatore della regular season. Dopo un primo match senza storia, Cervenka e compagni hanno messo in difficoltà l’Evz nella seconda sfida e infine giovedì, al terzo tentativo, hanno conquistato la prima vittoria con il punteggio di 2-1. «Non sono preoccupato in merito all’evolversi di questa semifinale – racconta Hofmann –. Sapevamo che sarebbe stata una serie difficile, e tale si sta appunto rivelando, dobbiamo farcene una ragione. Ma abbiamo tutto nelle nostre mani».

La sconfitta casalinga patita in gara 3 è comunque ovviamente una sorpresa. «Non sono stati i nostri avversari a giocare meglio, bensì siamo stati noi a metterci nei pasticci facendo troppo poco al fine di vincere l’incontro, è forse mancata un pizzico di volontà davanti alla porta e nella nostra zona difensiva non siamo stati abbastanza conseguenti», continua il 28enne, autore dell’unica rete locale giovedì scorso. All’appello sono mancate anche le reti in powerplay. «È imperativo creare più chance, il disco deve girare più velocemente».

Il peso di essere il grande favorito per la conquista del titolo, dopo aver spazzato via la concorrenza nelle prime 52 partite, non condiziona i Tori. «Tutti ci vedono favoriti, a ogni partita, ci siamo meritati questo ruolo per così dire, anche se viene più imposto dai media. Per noi deve essere un’ulteriore fonte di motivazione».

Hofmann ha giocato in tante squadre di alto livello, quella attuale è la più forte in cui abbia militato? «Vogliamo sempre migliorare, quello in ogni caso, è la nostra mentalità, non accettiamo di essere semplicemente bravi. Poi il concetto del più forte è sempre difficile da definire. Disponiamo di tante individualità e il sistema di gioco ci permette di esaltare le qualità dei singoli e quelle del gruppo. Abbiamo moltissimo talento, però se non lavoriamo come si deve, perdiamo anche noi, come si è appunto visto giovedì. È importante e fondamentale giocare duro e veloce, così emergono le nostre capacità e possiamo fare la differenza».

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