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02.09.2020 - 20:46
di Thomas Schürch

Tim Heed e il Lugano: 'Qui per giocare, ma anche per vincere'

Il 29enne difensore svedese al termine del primo allenamento con la sua nuova squadra ha spiegato perché ha scelto i bianconeri

Voglia di giocare con continuità, di trovare una nuova sfida avvincente e di provare a vincere. Sono queste le motivazioni che hanno portato Tim Heed, difensore ventinovenne, a scegliere di vestire la maglia dell’Hockey Club Lugano.

«Sono reduce da stagioni nelle quali non ho giocato molto – racconta lo svedese al termine del primo allenamento con i suoi nuovi compagni, quando al via della National League manca poco meno di un mese –. Sono davvero felice di essere qui. Questa è un’ottima squadra e sono contento di farne parte».

L’obiettivo è quello di riallacciare un discorso interrotto bruscamente dalla pandemia proprio nel momento migliore della passata stagione, come le tre precedenti passate in Nhl con la maglia di San José... «Lo scorso anno, a marzo, proprio nel periodo in cui ero riuscito a ritagliarmi più spazio, il coronavirus ci ha costretti a fermarci. È stato frustrante. Mi auguro che la stagione possa iniziare a breve e di poter disputare molte partite».

La volontà di Heed di ripartire da Lugano è dovuta anche ai pareri positivi ricevuti dai colleghi... «Ho parlato con Klasen e Zackrisson ed entrambi hanno speso solo parole positive per il team e per i suoi tifosi. Ho pensato che sarebbe stato divertente conoscere un nuovo paese, misurarmi in un campionato diverso».

Tra le fila bianconere lo scandinavo ritroverà inoltre Mikkel Boedker, suo compagno di squadra negli Sharks... «Quando si approda in una realtà mai vista prima, è molto utile conoscere qualcuno, soprattutto nelle fasi iniziali. Avrò modo di chiedergli dei consigli e sono certo che mi aiuterà ad ambientarmi. E poi, anche le nostre mogli sono amiche».

Un’avventura completamente nuova attende quindi il giocatore classe '91, che però non esclude a priori di tornare in futuro a giocare in Nord America.... «Tutti desiderano la Nhl – confessa –. Per il momento però sono focalizzato unicamente sul Lugano. Voglio fare del mio meglio per aiutare la squadra a vincere».

«Il ruolo? In parte è merito di mio papà»

Difensore con spiccate doti offensive, Tim Heed ha mosso i primi passi nel mondo dell’hockey come attaccante, salvo poi arretrare il proprio raggio d’azione... «Parlai con mio padre, ex hockeista, e con il mio allenatore. In squadra in quel periodo disponevamo di pochi difensori, così provai a giocare in quel ruolo e mi trovai bene».

La propensione a spingersi in avanti, come detto, fa oggi parte del suo repertorio, anche se «dipende ovviamente dal contesto e dalle differenti situazioni. Si tratta di apprendere ogni volta un nuovo sistema, di capire cosa ti chiede l’allenatore e di trovare i giusti accorgimenti».

Dagli stranieri ci si aspetta sempre qualcosa in più, sia come personalità sia a livello di gioco. Aver vestito per diversi anni la maglia di una franchigia importante come San José rappresenta sicuramente un valore aggiunto... «Personalmente ho sempre cercato di imparare il più possibile dai miei compagni di squadra. Ho avuto modo di giocare assieme a Erik Karlsson, che ricopre il mio stesso ruolo, e di osservare da vicino i suoi movimenti. Ritengo sia uno dei migliori al mondo».

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