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09.03.2019 - 17:250

Prima i playoff, poi la Nhl

Con 57 punti in 50 partite, Dominik Kubalik guarda tutti dall'alto. Il topscorer biancoblù lancia la volata ai playoff

a cura de laRegione

Da lunedì sera è ufficiale: con 53 punti, Dominik Kubalik è il nuovo topscorer del campionato svizzero. Una bella soddisfazione... «Sì, è stata davvero una bella regular season, e non posso che esserne contento – spiega l’attaccante ceco dell’Ambrì, incoronato ieri pomeriggio a Berna nella tradizionale cerimonia di premiazione degli attaccanti più prolifici del campionato –. Ma non è ancora finita: sono pronto a continuare, a vivere l’avventura dei play­off».
Tutto cominciò un anno e mezzo fa, dopo che arrivasti in Ticino da Pilsen, dov’eri finito in prestito a conclusione di un accordo infelice con l’Ufa, in Khl: cosa ricordi di quel periodo? «Fu un’esperienza nuova per me. Ero felice di aver firmato un contratto biennale in Russia, in una stagione in cui c’erano i Giochi Olimpici, e io in Corea volevo esserci. Quand’ero a Ufa, giocavo poco poco, e il ghiaccio mi mancava. A quel punto il mio agente si è guardato intorno, ma c’erano poche squadre che mi avrebbero preso all’ultimo, prima dell’inizio della stagione, e una di quelle era l’Ambrì. Così ho deciso di trasferirmi in Ticino, e da lì in poi le cose sono state abbastanza facili». C’era davvero così poco interesse nei tuoi confronti? «Si era fatta avanti un’altra squadra della Khl, ma io non volevo rimanere in Russia. E siccome per me la Lega svizzera è una delle migliori d’Europa, non vedevo l’ora di vivere quell’esperienza».
Ambrì anziché Ufa: un buon accordo? E in termini di vita privata? «Sono molto felice qui, mi piace molto. La Svizzera è bella, e qui tutto funziona molto bene. In un certo senso sono innamorato di questo Paese». E la tua ragazza (Klara, ndr)? Anche lei è contenta di stare in Ticino? «Lei è una donna intelligente: sa cosa significhi vivere con un giocatore di hockey. Mostra molta considerazione e siamo felici insieme; e non ci sono problemi. Le piace molto qui, e si sente a suo agio».
Imbattersi in un giovane talento con potenziale Nhl che decide di trasferirsi in Svizzera, in una squadra oltretutto che non è tra le favorite, è cosa più unica che rara... «Forse è così, ma io non la vedo in quel modo. Sono solo un giocatore che ha avuto la possibilità di giocare da voi e io l’ho voluta sfruttare, cercando di offrire il miglior hockey possibile per il bene della squadra. Come ho detto, qui mi piace molto e credo che tutto ciò che stiamo assaporando in questa stagione sia uno dei motivi per cui giochiamo così bene».
Intanto i tuoi diritti Nhl dopo Natale sono stati passati dai Kings ai Blackhawks. Tu come l’hai presa? «Da Chicago mi hanno chiamato dicendomi che avevano scambiato i miei diritti con Los Angeles (in cambio della quinta scelta al Draft di fine giugno). A quel punto ne ho discusso con il mio agente. È così che l’ho saputo».
Quindi andrai in Nord America l’anno prossimo? «Non lo so ancora, non ho ancora firmato nulla. Adesso per me è importante mantenere la concentrazione su questa stagione e fare ciò che devo fare ad Ambrì. Alla Nhl per ora non penso minimamente: vivo solo nel presente, e poi vedremo cosa succederà a campionato finito». Dal canto suo, Barry Smith, già coach del Lugano e ora responsabile del reclutamento giocatori ai Chicago Blackhawks, dice che per lui Kubalik è pronto per il gran salto, e che a fine stagione gli verrà offerto un contratto triennale two-way, entry level.
Ma prima di pensare al Nord America, c’è ancora un campionato da chiudere. E che sinora ha riservato molte soddisfazioni, a Kubalik e all’Ambrì Piotta: «Sì, è fantastico: ci divertiamo, anche dopo aver vinto le partite, e pure i tifosi si divertono molto. Non voglio dire che è una stagione perfetta, perché non è ancora finita. Per adesso è buona, ma ci sono ancora delle partite da giocare: vedremo alla fine fin dove saremo arrivati».
In cosa Dominik Kubalik può ancora crescere? «Sicuramente nella zona difensiva c’è ancora molto da migliorare, questa è una parte importante in cui devo crescere. Poi il gioco senza disco: devo riuscire ad avere ancor più velocità, e devo saperla sfruttare meglio. Sono queste le cose su cui mi sto concentrando».

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