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30.08.2021 - 22:240
Aggiornamento : 23:36

Nuova gestione, vecchi problemi per la Nati

La Svizzera di Murat Yakin che si è radunata a Basilea assomiglia molto a quella di Vladimir Petkovic, compreso per il minutaggio limitato delle sue star

a cura de laRegione

Esattamente 59 giorni dopo il tanto esaltante quanto amaro quarto di finale dell'Euro perso ai rigori contro la Spagna, gli "eroi" rossocrociati protagonisti della splendida cavalcata europea si sono ritrovati in quel di Basilea per i primi impegni ufficiali della Svizzera targata Murat Yakin, mercoledì in amichevole contro la Grecia e soprattutto domenica (sempre al St. Jacob-Park) con l'Italia campione d'Europa e tre giorni dopo a Belfast contro l'Irlanda del Nord, impegni questi ultimi validi per il girone A delle qualificazioni mondiali che vede Azzurri (con una partita in più) ed elvetici ancora punteggio pieno.

Ebbene, in quel di Pratteln (sede dell'albergo della Nati) qualcuno potrebbe anche aver avuto la sensazione di un "déjà vu" o di essere tornato indietro nel tempo, salvo poi scorgere la figura dell'ex difensore del Basilea e ricordarsi che Vladimir Petkovic a fine luglio ha deciso di chiudere la sua storia di successo durata sette anni con i colori rossocrociati per tentare l'avventura – iniziata decisamente male, con due punti raccolti in quattro partite di Ligue 1 – a Bordeaux. Sì perché dei 27 giocatori chiamati da "Muri" con le sue prime convocazioni, ben 23 facevano già parte del gruppo guidato da Vlado alla rassegna itinerante, con i soli Zesiger (unico neofita), Zeqiri (che aveva comunque preso parte al campo pre-Europeo), Steffen (infortunatosi in primavera) ed Aebischer quali relative novità, a cui si è nel frattempo aggiunto anche il giocatore dell'Yb Ulisses Garcia, chiamato per sostituire l'infortunato Mbabu (problema a un ginocchio per l'esterno del Wolfsburg).

Per certi versi sconfessando quando da lui stesso dichiarato nella conferenza stampa di presentazione (nella quale aveva assicurato di tener conto dello stato di forma dei giocatori), il più anziano dei fratelli Yakin ha quindi deciso di puntare perlomeno inizialmente sullo zoccolo duro che ha fatto le fortune del suo predecessore, da Sommer e Akanji nel reparto arretrato passando per un centrocampo guidato da capitan Xhaka, fino all'attacco costruito attorno al rifinitore Shaqiri e al bomber Seferovic. Giusto? Sbagliato? Posto che se atleticamente pronti, dai giocatori citati (così come dalla maggior parte degli altri convocati) la Svizzera non può prescindere, così come che effettivamente il tempo a disposizione non è molto e gli avversari da affrontare particolarmente insidiosi, dal nuovo tecnico ci si sarebbe potuti aspettare un po' di coraggio in più perlomeno nelle scelte dei comprimari: il Marchesano attuale che sta trascinando lo Zurigo non vale ad esempio uno Zeqiri mai sceso in campo in campionato con il Brighton (che l'ha appena prestato all'Augsburg)?

Minuti giocati, il reparto offensivo è quello messo peggio

Un discorso quello dello scarso minutaggio dei giocatori svizzeri nei rispettivi club ormai annoso e che stavolta tocca in particolare proprio il reparto avanzato. La stella Shaqiri, fresco di trasferimento dal Liverpool al Bordeaux, non ha ancora visto il campo in questa stagione. Lo stesso vale per Embolo (reduce da infortunio), per Vargas (finito in prestito all'Aek Atene) e per il ticinese Gavranovic dopo il passaggio dalla Dinamo Zagabria (con cui ha disputato una manciata di partite a luglio) ai turchi del Kayserispor di inizio agosto. Quanto a Seferovic, ha disputato proprio domenica una quindicina di minuti nella vittoria del suo Benfica contro il Tondela dopo aver passato quattro settimane ai box ore un problema a una coscia. In sostanta, gli unici giocatori offensivi con più di 90 minuti nelle gambe sono Vargas, Steffen e Fassnacht.

Fortunatamente la situazione migliora guardando alla fase difensiva, con Sommer, Widmer, Elvedi, Akanji, Rodriguez, Xhaka, Freuler e Sow tutti titolari in uno dei cinque grandi campionati europei, così come gli altri quattro elementi (oltre al citato Fassnacht) pescati dalla massima serie elvetica, ovvero Cömert, Aebischer, Zesiger e Garcia.

Si torna alla difesa a quattro, Schär può sorridere

Se le novità non sono per ora arrivate dagli interpreti, qualcosa dovrebbe per contro cambiare subito a livello di modulo, con l'ex tecnico del Basilea che ha già annunciato l'intenzione di abbandonare la difesa a tre che tanto piaceva a Petkovic e tornare a una retroguardia a quattro (molto probabilmente un 4-2-3-1). Una soluzione che potrebbe trovare tra i principali beneficiari quel Fabian Schär finito in panchina all'Euro dopo la disfatta contro l'Italia ma che proprio Yakin aveva lanciato quando allenava i renani. E che per caratteristiche (forte nel gioco aereo, una buona lettura di gioco, buona tecnica e lancio preciso) ricorda proprio il nuovo selezionatore elvetico.

Quest'ultimo approfitterà indubbiamente dell'amichevole della "scoperta" (parole sue) con la Grecia per vedere all'opera più giocatori possibile, magari partendo con gli ipotetici titolari del seguente big match con l'Italia per poi effettuare quasi tutti i cambi (sei) già alla pausa o poco dopo. Da notare come le due partite casalinghe saranno le prima da ottobre 2020 che la Svizzera disputerà davanti ai propri tifosi, con il St. Jakob pronto a ospitare fino a 32'000 persone (tutte con certificato Covid).

Il primo allenamento di Yakin: ‘Curerò ogni dettaglio, questa squadra può ancora crescere’

Il Campus del Basilea in quel di Münchenstein. È su un terreno che conosce bene che Murat Yakin – cresciuto nelle giovanili del Concordia Basilea e in seguito tecnico dell'Fcb dal 2012 al 2014 (stagioni concluse con il titolo di campione svizzero) – ha diretto il suo primo allenamento da commissario tecnico della Svizzera. Una sessione che lo stesso 46enne di origine turca ha voluto leggera.

«Sarà più intensa martedì», ha dichiarato "Muri", il quale ha tenuto a fare i complimenti alla squadra per il brillante percorso all'Europeo, sottolineando però come «il quarto di finale raggiunto non deve rappresentare un punto di arrivo. Questa squadra ha ancora margini di miglioramento e curerò ogni dettaglio per riuscire a farla crescere».

Il selezionatore elvetico assicura di avere già in testa la formazione da schierare contro la Grecia, ma prima di svelarla vuole parlare con lo staff medico, in quanto «alcuni giocatori hanno disputato 90 minuti domenica con i rispettivi club, mentre altri sono ancora fermi al palo dall'inizio della stagione».

Non ci sarà sicuramente l'acciaccato Mbabu... «È un peccato, era in ottima forma».

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