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06.04.2021 - 21:000

Il Monthey e quel privilegio che sembra la Champions

La formazione di Seconda Lega interregionale ha potuto allenarsi senza restrizioni per preparare l'ottavo di finale di Coppa Svizzera con il Lugano

Ci sono Real Madrid - Liverpool e gli altri quarti di finale di Champions, ma anche la sempre sentita sfida di Serie A tra Juventus e Napoli e il Clasico tra Real e Barcellona. E poi c’è Monthey - Lugano. Sì, in cima alla lista delle partitissime imperdibili della settimana pubblicata sui profili social del club, in casa vallesana c’è (e non poteva essere altrimenti) il match valido per gli ottavi di finale di Coppa Svizzera contro i bianconeri, ospiti della compagine di Seconda Lega interregionale domani alle 18 allo stadio Philippe Pottier.

«Ah no, la Partita con la P maiuscola è quella contro il Lucerna, perché domani eliminiamo il Lugano e passiamo il turno – si diverte il tecnico del Monthey Cédric Strahm riferendosi al fatto che il vincitore della sfida sa già che nei quarti di finale ad aspettarlo troverà la compagine di Fabio Celestini, giustiziera negli ottavi del Chiasso –. Scherzi a parte, siamo carichissimi, aspettiamo questa partita da mesi e non vediamo l’ora di scendere in campo e di vivere un appuntamento speciale per la squadra ma anche per il club e tutto il paese, perché il Monthey non era mai arrivato negli ottavi di finale di Coppa Svizzera. Peccato non poterlo condividere con i nostri sostenitori che avrebbero certamente creato una splendida cornice per l’evento, ma ci sentiamo comunque dei privilegiati a poter giocare questa partita».

Già perché i vallesani nelle ultime tre settimane sono stati tra i pochi sportivi amatoriali in Svizzera a poter praticare un'attività di contatto senza le restrizioni ancora imposte a causa della pandemia dalle autorità federali, che ad esempio per gli adulti vietano non solo le competizioni ma anche gli allenamenti, se non in gruppi di al massimo 15 persone rispettando le distanze o indossando la mascherine. Uno stop forzato baipassato grazie al via libera concesso dal medico cantonale proprio per permettere alla compagine vallesana di preparare il match di Coppa con il Lugano... «E proprio per questo come detto ci sentiamo dei privilegiati, in questo periodo difficile in molti stanno soffrendo perché non possono praticare lo sport che amano e noi invece dopo cinque giorni di allenamenti senza contatto, da tre settimane abbiamo potuto tornare a farlo in libertà perlomeno per quel che riguarda il lavoro sul terreno, poi fuori adottiamo comunque le misure di protezione ormai note come l’uso della mascherina e la doccia a casa. Per il momento sta andando bene in quanto in un mese non abbiamo avuto casi positivi. Domattina i giocatori si sottoporranno tutti a un test per avere il via libera di giocare contro il Lugano, incrociamo le dita».

Quando perdere significa fermarsi

Riprendere dopo quasi sei mesi di inattività – il Monthey era al comando del gruppo 1 di Seconda inter con 21 punti in 10 partite al momento dell’interruzione dei campionati lo scorso ottobre – non è mai semplice, specie in una situazione del genere in cui entrano in gioco altri fattori oltre alla preparazione atletica… «L’euforia è stata grande sin dal primo giorno anche se non è stato tutto semplice, i giocatori avevano ricevuto un programma personale per tenersi in forma ma non tutti erano allo stesso livello. Inoltre essendo sportivi amatoriali e non professionisti, c’era il problema legato ai datori di lavoro preoccupati che i propri dipendenti si mettessero a rischio, a tal proposito abbiamo avuto anche alcune discussioni con i giocatori e come club abbiamo espresso la massima comprensione per chi non se la sarebbe sentita di allenarsi senza restrizioni, ma tutti, anche grazie alla condiscendenza dei datori di lavoro, si sono riaggregati al gruppo. A maggior ragione in una situazione del genere è stato davvero speciale poter tornare in campo e la partita con il Lugano per noi è ancora più importante proprio per questo: se dovessimo venir eliminati, dovremmo nuovamente fermarci».

Come Astrix e Obelix contro i Romani

L’unico modo per scongiurare questa eventualità – in attesa della ripresa del campionato, non ancora agendata ma con la lega che ha già fatto sapere che si punterà a completare almeno la metà delle partite (ne mancano quattro nel gruppo del Monthey) per validare la stagione – è compiere l’impresa contro la truppa di Maurizio Jacobacci. E non a caso sempre sui social della società vallesana in un fumetto i bianconeri sono stati presentati come l'esercito romano, mentre i padroni di casa si sono paragonati ai Galli guidati da Asterix e Obelix… «Il Lugano è una bella squadra con un ottimo allenatore, chiaramente domineranno il match dall’alto di un tasso tecnico decisamente più elevato. Ho guardato la partita con il Servette (1-1 domenica, ndr) e si muovono davvero bene anche cambiando sistema di gioco. Dal canto nostro cercheremo di compensare la differenza di qualità con l’organizzazione e il carattere, sfruttando le occasioni che sono sicuro i miei giocatori sapranno costruirsi. Poi non si sa mai, abbiamo effettuato un bel percorso quest’anno in Coppa vincendo anche in Ticino (2-1 in casa del Balerna al secondo turno, dopo aver superato la compagine di Promotion del Black Stars in quello precedente, ndr) e da un certo punto di vista abbiamo rotto il ghiaccio con questo tipo di partite e con la diretta televisiva l’anno scorso contro il San Gallo (sconfitta 4-1 al primo turno, ndr), per cui proveremo a giocarci tutte le nostre chance. In fondo, è un po’ la nostra Champions League».

Jacobacci alle sue seconde linee chiede serietà e responsabilità

Se il Monthey non disputa una partita ufficiale da metà ottobre, ben diversa è la situazione per il Lugano, reduce dall'1-1 di domenica in casa del Servette e che in questo 2021 ha già disputato ben 15 match. Comprensibile quindi, considerata anche la differenza di categoria tra le due formazioni, la volontà di Maurizio Jacobacci di far rifiatare chi è stato chiamato maggiormente in causa dando spazio alle cosiddette seconde linee.

«Oss ha un problema fisico così come Covilo che ha subito un piccolo intervento al piede, tutti gli altri dovrebbero essere a disposizione – ha spiegato il tecnico bianconero nella conferenza stampa della vigilia –. L'intenzione è di lasciare a riposo qualche giocatore e portare in Vallese gli elementi che finora hanno avuto meno spazio, non per snobbare il Monthey ma per sfruttare la nostra rosa ampia e dare chance a chi ha giocato meno negli ultimi tempi».

Il 58enne bernese ha quindi confermato che in Coppa dovrebbero trovare spazio dal primo minuto elementi come il portiere «Osigwe, Guidotti, Macek, Lungoyi, Opara, Gerndt, Facchinetti e altri», ma ha anche tenuto a sottolineare come «non è una squadra di ripiego ma una formazione che può farsi valere. Sappiamo come la Coppa riduce le differenze e in partite di questo genere, oltre alla qualità, conta la mentalità. Anzi è la caratteristica principale, voler a tutti i costi decidere la partita al più presto per non andare incontro a difficoltà: sappiamo che quando una cosa inizia male poi finisce peggio, per cui mi aspetto serietà e grande responsabilità».

Sul tipo di partita che i suoi giocatori dovranno affrontare, "Jaco" ha le idee chiare... «Sappiamo che loro la metteranno sul fisico e noi anche sul quel piano dobbiamo essere superiori. La qualità fa la differenza solo se il resto degli ingredienti viene messo in campo. In ogni caso non farò una teoria importante sull’avversario anche perché del Monthey conosciamo poco. Quello che mi interessa è come si comporta la mia squadra. Mi importa far capire ai ragazzi che hanno una responsabilità nei confronti della società e di chi ha passato il turno contro lo Sciaffusa: ricordiamo che non fu facile, l’abbiamo vinta all’ultimo istante dei supplementari (gol qualificazione di Covilo al 117', ndr). La Coppa è una cosa importante da non prendere alla leggera, non rientra nella mia mentalità e non voglio nemmeno vedere i miei giocatori snobbare l’avversario».

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