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18.09.2020 - 06:000

Il Lugano e la nebbia anestetizzante del Covid

Angelo Renzetti si esprime alla vigilia della stagione 2020-21: ‘Preoccupato per quanto sta accadendo. Pronostici non prima di dicembre’

Da dieci anni esatti la figura di Angelo Renzetti è indissolubilmente legata al Fc Lugano, dapprima quale azionista di minoranza (20%) e presidente, poi in qualità di azionista unico (dal 2012). A poche settimane dalla conclusione di una travagliata (ma positiva dal profilo sportivo) stagione 2019-20 e a poche ore dall'inizio del nuovo campionato di Super League (il sesto consecutivo), dalla voce del numero uno bianconero, a sentirla al telefono, traspare una punta di rassegnazione, di sfiducia: le difficoltà nella cessione della società (o in subordine nel reperimento di partner strategici), il mercato in uscita che non decolla, i postumi della pandemia di Covid sono tutti aspetti che non possono lasciare sereni... «Non sono sfiduciato, ma la situazione non è facile e non posso esprimere sentimenti che non provo. Sono evidentemente preoccupato per tutto quanto sta accadendo nel mondo del calcio e del Lugano in particolare. Sono preoccupato io, ma lo sono, in un modo o in un altro, tutti gli altri presidenti. Si sta muovendo pochissimo, di soldi non ne girano, di stadi pieni non se ne parla, almeno per il momento... Tutto è un'incognita».

‘Incertezza che genera mancanza di entusiasmo’

Renzetti è al timone del vascello bianconero da un decennio e, per quanto il ruolo di numero uno in quanto tale non gli pesi, il tema di un suo disimpegno è stato più volte affrontato in questi anni, senza per altro trovare una soluzione concreta. Ed è tutt'ora all'ordine del giorno, tanto che quello al via sabato a Cornaredo contro il Lucerna potrebbe essere la sua ultima "prima" nel ruolo di patron del Fc Lugano... «Non posso sbilanciarmi, è troppo presto per poter esprimere un giudizio in merito. In un momento come quello che stiamo vivendo, chi può dire dove e come andremo a finire? In questo momento abbiamo tutti le ruote un po' sgonfie: nel senso che ci troviamo a dover progettare un campionato senza vere certezze, se non quella che allo stadio potremo portare poche persone: siamo costretti a mettere a punto strategie per una stagione della quale, al momento, non conosciamo gli sviluppi futuri, ad esempio se e quando riapriranno gli stadi. C'è una situazione globale di incertezza che genera una sorta di mancanza di entusiasmo: sembra che siamo più impegnati a capire dove si andrà a finire, piuttosto che a concentrarci sull'aspetto sportivo. Per quanto riguarda le trattative sulla cessione, non vi è nulla di concreto. E nel calcio, come in altri ambiti lavorativi, la concretezza arriva solamente al momento della firma. Ciò che si può dire è che la situazione è in evoluzione. La crisi pandemica ha portato più di una squadra a essere in difficoltà, perché il Covid c'è, è rimasto e nessuno sa quando se ne andrà. In questo momento è molto difficile azzardare pronostici: tecnici, di rosa, di risultati, di vendita…».

Il Covid-19 non ha certamente dato una mano alle trattative... «Ha frenato un po' tutto, in primo luogo i possibili acquirenti, o comunque quelle persone interessate a darmi un sostegno, aiuto che, in fondo, è ciò che ho sempre auspicato da quando mi sono gettato in questa avventura, nonostante in molti si siano fatti l'idea sbagliata di una persona che vuole rimanere a ogni costo con in mano la barra del timone. Inoltre, il coronavirus ha fatto breccia e si è insinuato nella psicologia delle persone, per cui l'interesse per il calcio è passato in second'ordine, rendendo ancora più arduo il reperimento di persone interessate a un impegno costruttivo e concreto».

Parliamo della squadra che si appresta ad affrontare la stagione 2020-21... «Mi sono concentrato soprattutto nel cercare di trovare qualche aiuto o un acquirente serio. Per quanto riguarda la squadra, la priorità è di sfoltire l'attuale rosa, obiettivo che però, a tutt'oggi rimane in sospeso. Tutto sembra avvolto nella nebbia, spero che un po' di luce ce la possa dare un successo all'esordio contro il Lucerna. Si sa, le vittorie aiutano sempre: e non soltanto a livello di classifica».

Il mercato in uscita deve sbloccarsi

Il periodo riservato a trasferimenti chiuderà il 5 ottobre, il tempo per qualche affare non manca (Baumann e Lovric sono due nomi che spesso vengono citati alla voce "uscite")... «Guardiamo il bicchiere mezzo pieno, non siamo nemmeno a metà della finestra di mercato. Spesso le situazioni si sbloccano all'ultimo momento: molti giocatori rifiutano questa o quella soluzione perché guardano solo al loro orticello, ma quando si accorgono che per loro non vi è più spazio e rischiano di non mettere piede in campo, allora spesso accettano sistemazioni alle quali in precedenza avevano posto il veto. Insomma, spero e penso che il mercato si accenda finalmente nel corso delle prossime settimane, in modo da poter cedere qualche pezzo pregiato, o quanto meno toglierci il peso di alcuni stipendi onerosi. Di riffa o di raffa qualcosa dovremo fare, altrimenti rischiamo di andare incontro a situazioni poco piacevoli».

Al di là del momento nebuloso che turba i sonni di chi deve amministrare una società calcistica, vi è l'aspetto prettamente sportivo, con un campionato alle porte e un posto nell'élite elvetica da confermare... «Sul piano tecnico ritengo sarà una stagione anomala. Da qui a Natale, vale a dire all'apertura della nuova finestra di mercato, vi saranno 14 giornate ed è proprio in questo periodo che dovremo cercare di tenere alta l'asticella, con una rosa non ancora intaccata da possibili cessioni. Alla ripresa dopo la breve pausa invernale vi saranno 22 giornate ed è lì che tutto si deciderà: se la nebbia si fosse finalmente diradata, allora potremmo anche ottenere ottimi risultati. Al momento l'inerzia, a tutti i livelli, è quella che è, per cui dobbiamo cercare di essere reattivi almeno in campo».

Angelo Renzetti non si è mai sottratto al giochetto dei pronostici pre stagionali e, ad onor del vero, quasi sempre li ha azzeccati. Stavolta, però, preferisce non sbilanciarsi, almeno per il momento... «Mi esprimerò soltanto a dicembre, adesso non me la sento. Anche perché ci sono due squadre nuove, con un Losanna ambizioso. Di certo, regnerà l'equilibrio, noi abbiamo concluso bene lo scorso campionato e contiamo di ripartire alla stessa velocità».

Da quest'anno lo staff dirigenziale del Lugano potrà contare anche su Gianni Lovato, nuovo responsabile dell'area tecnica... «Al momento sta lavorando soprattutto sulle uscite, tastando in particolare il mercato italiano. Si tratta di una persona per bene, schietta e pulita, sono molto contento del suo arrivo. Spero possa aiutarci a rafforzare la società. Tra i suoi compiti, anche quello di darci qualche dritta, perché in Italia a fare calcio sono spesso molto più bavi di noi».

Domani sera il Lugano tornerà in campo in Super League. Angelo Renzetti lancia un appello a tutti i tifosi... «Penso che anche loro abbiano preso coscienza della situazione che stiamo vivendo. È un momento importante, devono rimanere vicini alla società, sia chi potrà venire allo stadio, sa chi sarà costretto a seguirci con altri mezzi. Nessuno deve pensare che si sia posto il Lugano in secondo piano, facciamo sempre tutto quanto è nelle nostre possibilità. Capisco che non sempre le aspettative dei tifosi vengono ripagate, ma spesso sono dinamiche che esulano dalla nostra volontà».

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