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28.05.2020 - 21:20

Il giorno dei lunghi coltelli del calcio svizzero

Domani a partire dalle 10.30 assemblea straordinaria della Sfl per decidere il futuro della stagione 2019-20 e il possibile aumento a 12 delle squadre di Super League

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Lugano (Lavanchy) e Sion (Kasami) tra le società contrarie alla ripresa

Sì o no alla ripresa dell’attività, sì o no al campionato a dodici squadre: domani i venti club della Swiss Football League decideranno se la stagione sospesa potrà proseguire o se, invece, è giunto il momento di finirla qui e iniziare a pensare al campionato 2020-21. Altro tema scottante all’ordine del giorno dell’assemblea straordinaria della Lega, il possibile aumento da 10 a 12 delle squadre in Super League.

Quale sarà il futuro del calcio professionistico svizzero? Dopo mesi di incertezza, la giornata di domani porterà chiarezza sui punti più importanti. Al centro dell’insolitamente lungo ordine del giorno ci sono due domande: la Super League e la Challenge League devono riprendere le competizioni a partire dal 19 giugno? La Super League dovrebbe essere aumentata da dieci a dodici squadre per la prossima stagione, riducendo così la Challenge League a otto compagini?

I rappresentanti dei 20 club della Lega saranno chiamati in primo luogo a votare sull’eventuale ripresa della stagione e soltanto in un secondo momento verrà posto loro il quesito sul format del campionato venturo. Sarà a maggioranza semplice che le società decideranno se valga la pena tornare in campo per disputare le 13 partite di campionato ancora in sospeso. Nel caso in cui dovesse esserci una situazione di parità (10-10, 9--9...), la stagione verrebbe definitivamente interrotta. Per quanto riguarda l’aumento delle squadre in Supe League, sarà necessaria una maggioranza qualificata di due terzi, proprio come in occasione della votazione di aprile, quando la proposta era stata respinta con un risultato di 10-10.

Tendenza: continuare a giocare e mantenere il format

Per quanto riguarda il primo tema in discussione, la tendenza sembra essere quella di riprendere l’attività. In Challenge League la direzione è chiara, mentre in Super League le squadre sembrano divise, con i candidati alla retrocessione Sion, Lugano e Xamax a capo della fronda anti-ripresa. Nel caso in cui la stagione si dovesse chiudere qui, il Losanna, attuale leader della Challenge League, si troverebbe con le spalle al muro: non potrebbe certificare sul campo la promozione e non sarebbe nemmeno sicuro di poter passare dalla finestra del "ripescaggio", visto che il modulo a 12 squadre sembra inviso a molte società della lega cadetta, le quali considerano impraticabile un campionato con soltanto otto compagini. «Chiederemo che l votazione avvenga a maggioranza semplice – afferma il vice-presidente vodese Stefan Nellen –. Spingiamo per una formula che dia respiro ai club, a maggior ragione nela difficile situazione attuale». La risposta arriva da Vartan Sirmakes, numero uno dello Stade Losanna... «Con sole otto squadre diventeremmo un campionato 'nano'». Rimane il rebus della formula: 44 partite sarebbero troppe, 33 troppo poche... «La soluzione ideale non esiste – ammette Nellen –. Dobbiamo però trovare la 'meno peggio' perché è giunto il momento di cambiare».

Nonostante si tratti di un processo democratico, il mecenate di Sion, Christian Constantin, ha annunciato ripercussioni legali, con riferimento ai contratti dei giocatori in scadenza a fine giugno, qualora la stagione dovesse proseguire. Il presidente vallesano ha invocato il diritto della concorrenza, che sarebbe stato violato. «Le pari opportunità non sarebbero più garantite», afferma. Per i sostenitori della ripresa, con a capo Young Boys e Basilea, i contratti in scadenza non sarebbero però un ostacolo insormontabile.

Il nodo dei contratti

Nell’affrontare le questioni prioritarie dell’assemblea di domani, i club toccheranno aspetti direttamente correlati al ritorno in campo. Il più caldo è legato ai contratti dei giocatori, generalmente in scadenza al 30 giugno. In altre parole, alcuni giocatori potrebbero non terminare la stagione nel loro club attuale, oppure il club potrebbe essere costretto a trovare una soluzione per prolungare il legame per altri due mesi. La situazione è piuttosto intricata, anche perché molti giocatori hanno già firmato un nuovo accordo per la prossima stagione, a partire dal 1. luglio. È il caso di Geoffrey Serey Die, che attualmente veste la maglia dello Xamax, ma che da luglio si trasferirà al Tourbillon. Nel caso in cui il campionato dovesse riprendere, quale maglia vestirebbe il centrocampista ivoriano? Quella vallesana, quella neocastellana, oppure dovrà accomodarsi in tribuna?

L'assemblea generale di domani, prevista per le 10.30, non sarà una formalità. Promette discussioni e scaramucce tra posizioni apparentemente inconciliabili. Il giorno dei lunghi coltelli del calcio svizzero.

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