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02.06.2018 - 14:000

L'altra metà del pallone

Ventisettemila tesserate in Svizzera, 500 in Ticino. Che vanta pure una squadra in Lna: il Ff Lugano, che oggi sfida lo Zurigo nella finale di Coppa

Sport maschile? Macché. Anzi. «Cifre alla mano, dopo l’inarrivabile ginnastica, il calcio è la disciplina sportiva che vanta più tesserate in Svizzera: circa 27mila», sottolinea Marco Maggi, che con Rosanna Vanetta spartisce la carica di responsabile della sezione femminile della Federazione ticinese di calcio. Maggi va anche oltre: «È una realtà in continua crescita, tant’è vero che l’obiettivo a breve termine della Federazione svizzera è quello di superare quota 30mila tesserate». Quante invece le calciatrici attive sui campi ticinesi? «Complessivamente, le tesserate, in Ticino, sono circa 500. La gran parte attive in società e squadre miste. Ma ci sono anche selezioni prettamente femminili. E, di queste ultime, due presentano una struttura completa, dalla base (la scuola calcio) al vertice (rappresentato dalla prima squadra): Gambarogno e Lugano. Se Lugano è il punto di riferimento per quanto concerne l’aspetto agonistico, visto che la prima squadra disputa il massimo campionato svizzero, Gambarogno lo è invece per la formazione delle giovani calciatrici. Quella in riva al Verbano è infatti la società femminile meglio strutturata di tutto il cantone. Le due società, se si vuole, sono una sorta di antitesi: a Lugano si sta cercando di allestire un vivaio solido al fine di garantire fondamenta stagne a una prima squadra costruita prevalentemente con elementi “importati”. È un po’ come cercare di dare una base solida a una piramide che ha già il suo vertice. Il discorso è invece l’opposto nel Gambarogno, dove alla perdita di slancio della squadra faro, scesa dalla Lnb alla Seconda Lega, la società ha reagito sviluppando un progetto formativo molto interessante».

Qualità più che quantità

Cinquecento in Ticino, trentamila in Svizzera: fatte le debite proporzioni, sembrerebbe tuttavia che a Sud del San Gottardo il preconcetto che il calcio sia uno sport prima di tutto maschile fatichi a essere superato... «La tendenza generale in Svizzera è in forte crescita. Logicamente ci sono regioni in cui questa espansione è più marcata. I cantoni germanofoni, che presentano un bacino più ampio, sono più sviluppati. Zurigo, tanto per fare un paragone, è un po’ come il Real Madrid del calcio maschile: quello tigurino è un club femminile strutturalmente e logisticamente all’avanguardia, con tanto di squadra semiprofessionistica. La Romandia non ha grandissimi numeri, ma anche qui il calcio è pur sempre molto diffuso anche fra le ragazze. Poi ci siamo noi: piccoli per numero di tesserati (solo Neuchâtel, su tredici Federazioni nazionali, presenta un effettivo minore al Ticino), ma a livello di qualità siamo tra i primi in assoluto. Al punto che le nostre selezioni sanno togliersi molte soddisfazioni nei tornei organizzati dall’Asf».

Lavori su più fronti

In concreto, di cosa si occupa la sezione femminile della Ftc? «Lavoriamo su più fronti. Il primo tassello è il calcio di base, che mira a promuovere questo sport a livello scolastico. Questo viene fatto attraverso diversi doposcuola rivolti alle bambine e anche tramite un torneo rigorosamente tutto al femminile, per le alunne di scuola elementare. All’ultima edizione, a fine marzo, al Centro sportivo di Magadino abbiamo contato 232 partecipanti, suddivise in 27 squadre. Di queste, poi, circa il 10 per cento finisce col tesserarsi in una società. Parallelamente ci occupiamo anche delle scuole calcio, direttamente e indirettamente. Sono quattro quelle principali presenti su suolo ticinese: sul Pian Scairolo, sul campo del Paradiso, gestita direttamente da noi, a Gnosca (mista, ma in prevalenza femminile, gestita dalla locale società), a Magadino (curata dall’As Gambarogno) e a Lugano (Ff Lugano). Altro ambito fondamentale in cui siamo attivi è il reclutamento di nuove leve, che portiamo avanti in collaborazione con diversi raggruppamenti e società, che si stanno adoperando in campagne specificatamente rivolte alle bambine». La sezione femminile della Ftc è però attiva anche a livello di selezioni. «Accanto al calcio di base, come Ftc abbiamo anche l’incarico di gestire le selezioni cantonali. Ogni Federazione affiliata all’Asf è infatti tenuta a presentare una selezione U13 e una U15 regionali. Noi, però siamo andati oltre: come Ftc, già da qualche anno, abbiamo infatti creato una U12 cantonale che raggruppa le bambine che presentano qualità interessanti. Le selezioni U13 e U15 partecipano alle varie attività proposte dalla Federcalcio svizzera, sotto forma di tornei ed esibizioni. Accanto a ciò stiamo pure portando avanti un progetto parallelo, con una selezione U17 e una U14. Per due stagioni questo progetto è stato gestito dalla Ftc in accordo con le due società faro (Lugano e Gambarogno). Ora, dopo questo rodaggio, stiamo per completare il passaggio di consegne che porterà, dalla prossima stagione, ad affidare questo progetto a una società esterna alla Ftc. Queste due formazioni saranno regolarmente iscritte alle competizioni». Sul fatto che il calcio femminile sia altrettanto stimolante di quello maschile, Maggi non ha dubbi: «Lavorare con le ragazze dà molta soddisfazione. Perché al calcio non ci arrivano magari per scelta guidata o, peggio ancora, imposta, ma per pura passione. E la passione fa rima con piacere, piacere di giocare. Lavorare in simili condizioni è la miglior cosa che ci sia».

Il Lugano sogna la Coppa Svizzera

In una partita “secca”, tutto può accadere. È il fascino della Coppa, che spesso riserva sorprese. È quanto si augurano possa capitare le ragazze del Lugano oggi a Bienne, dove, dalle 17, sfideranno lo Zurigo nella finale di Coppa Svizzera. Sulla carta, le zurighesi, appena laureatesi campionesse svizzere, sono favorite. Ma, appunto, in una partita secca, di favoriti non ce ne sono

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