Basket

Kovac: ‘Serve tutto un altro atteggiamento’

Il ticinese, dopo la figuraccia di mercoledì in Kosovo, ci parla della sfida di sabato contro la Danimarca

«Non possiamo che resettare tutto e cercare di fare una dignitosa figura sabato contro la Danimarca, perché il modo in cui abbiamo subito il Kosovo non è degno di una Nazionale». Sono le parole che aprono l’intervista a Roberto Kovac, costretto a fare da chioccia a una Nazionale che definire sperimentale è un eufemismo.
Sabato la Svizzera sarà infatti in campo alle 17.30, e anche in diretta tv (verrebbe da dire purtroppo visto che lo “spettacolo” di mercoledì potrebbe ripetersi) contro la Danimarca. I nordici stanno due file dietro nel ranking Fiba, al 60° posto, ma hanno una squadra vera.
«I danesi sono costruiti attorno a giocatori forti fisicamente e tecnicamente. Un livello molto superiore al Kosovo, per intenderci, per cui non sarà facile affrontarli». Di certo non si potranno affrontare con quella mollezza palesata mercoledì. «Un aspetto che non ho accettato è proprio questo atteggiamento remissivo, la mancanza di capacità di reagire e lottare su ogni pallone. Può capitare la giornata storta al tiro, o che un compagno sia fuori fase, ma non ci può essere rassegnazione in campo. Difendiamo una Nazionale, non è una sfida al campetto. Di questo devono rendersi conto tutti coloro che vestono la maglia della Nazionale».
Però, quando anche la Federazione permette privilegi, come lasciare che i big vadano al 3x3 anziché in Nazionale, non si sa più cosa pensare. Qual è il tuo stato d’animo in proposito? «Sono rimasto molto perplesso (eufemismo) da queste scelte, perché senza il 5x5 non ci sarebbe neanche il 3x3, e il basket ha bisogno di visibilità, che grazie alla SSR c'è, ma anche di vedere una squadra vera lottare per la maglia».
Ti abbiamo visto parlare spesso coi compagni. «Ho cercato di incitarli e scuoterli, ma non ho avuto molto successo: quando la testa non c’è, diventa difficile reagire positivamente. Vedremo sabato».
Anche perché, lo ribadiamo noi, il 3x3 non è basket, ma un gioco che diverte per qualche minuto, però è senza succo, specie per come è giocato in molti tornei. Comunque non è che la sfida di mercoledì sia stata esaltante…
«Infatti, sono proprio queste figure che bisogna evitare: avevamo la possibilità di vincere e portare avanti il progetto verso le qualifiche agli Europei 2025, ma l’abbiamo gettata al vento. Vedremo sabato cosa riusciremo a fare, ma occorrerà ben altro atteggiamento, a cominciare da quello mentale. La Danimarca è forte, vediamo di salvare la faccia».
Già, i danesi hanno un gruppo compatto, con giocatori come Carlino 10,6 mp, Lundberg 13 (Virtus Bologna), Lukic 16,2, Larson 10,7, Zohore (12 punti, 10 rimbalzi). La Svizzera, già orfana dei quattro transfughi – Dubas, Cotture e i fratelli Jurkovitz – lamenta le assenze per infortunio di Marko Mladjan, Solcà, Kazadi e Zinn. Assenze che pesano, ma chi è chiamato a sostituire gli assenti, e che può essere un elemento su cui costruire il futuro, deve mostrare un atteggiamento sul campo fatto di cuore, cervello e attributi. Altrimenti sarà tutto tempo perso. Nemmeno un bravo allenatore – e Papatheodorou lo è di certo – può fare miracoli con amebe e molluschi vari.

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