BASKET
Nella domenica cestistica il Ticino sorride solo a metà
Il Lugano è costretto alla resa a Basilea, mentre la Sam batte il Boncourt all’overtime. Ma Gubitosa non è soddisfatto. ‘Contento solo per i due punti’
Isaiah “Oki” Williams lotta per la palla sotto canestro.
(Ti-Press/Gianinazzi)

Domenica ondivaga per le due ticinesi di A, soprattutto per come sono maturate la vittoria della Spinelli all’overtime e la sconfitta dei Tigers a Basilea. Infatti, in entrambe le gare si è assistito a un’alternanza di vantaggi e svantaggi ma con esiti opposti: la Sam, risalendo anche da -14, il Lugano subendo dopo un +5, un’inezia se vogliamo.

Andiamo con ordine e vediamo come la Spinelli si è complicata la vita. Già, perché al netto della buona prestazione dei giurassiani, in giornata di grazia al tiro con un 50% complessivo e un 59 % da 2, va detto che Massagno ci ha messo molto o poco se vogliamo del suo: poca difesa, come testimoniano i 50 punti subiti nel primo tempo, con un 36-50 mitigato in -10 negli ultimi secondi grazie a due liberi e a un canestro su fallo antisportivo. Una difesa improbabile che solo nel terzo quarto ha dato quanto ci si aspetta, con soli 10 punti lasciati agli ospiti, con 4 minuti senza toccare il ferro. Un primo tempo inguardabile, insomma, perché anche in attacco le troppe forzature e gli errori al tiro, 16/34 contro il 21/34 ospite, sono stati molti. Poi, come detto, nel terzo quarto è salito, in cattedra Williams, il migliore della Spinelli, con 10 punti nel quarto che ha favorito il recupero: 62-60 al 30’. Nell’ultimo quarto è stato James, con 11 punti, a fare la differenza, sfruttando il fisico sotto le plance, mentre sul fronte opposto
Steinmann, 7 punti a metà gara e soli 2 nel terzo quarto, ha fatto da mattatore con 8 punti: risultato quasi sempre in bilico fino al +6 di Massagno, 80-74 all’8°. Poi la Sam ha forzato o quasi tre conclusioni con Marko, Martino a James, mentre il Boncourt è andato al pareggio con Bengui a -28", prima dell’ultimo errore massagnese.

Nell’overtime è emersa la classe di Dusan Mladjan, dopo 15 minuti di campo decisamente sottotono (2/9 al tiro), firmando ben 8 punti su 10 e dando così la vittoria ai suoi. «Non posso essere contento che per i due punti – dice Gubitosa – perché è stata proprio una giornata storta: tiri delle guardie che non entravano, difesa allegra con soli due giocatori a difendere nel giusto modo, Martino e Williams (19 punti, 9 assist e 7 rimbalzi), e molta incostanza negli altri. Ci può stare a inizio stagione, ma siamo stati noi solo nel terzo quarto».

Il Lugano si è visto sfuggire la vittoria nell’ultimo quarto, malgrado i 30 punti realizzati, anche perché gli Starwings ne hanno realizzati 28: 10 minuti di "ciapa e tira"… inutili. I Tigers hanno avuto un buon secondo tempo, recuperando dal 21-14 al 22 pari in 5 minuti: un fuoco di paglia, prima che i basilesi si riportassero avanti 38-35 a metà gara. Nel terzo quarto dal 51 pari al 7’ si è arrivati al 58-51 al 30’ e questo -7 è stato pagato fino alla fine. «Abbiamo avuto vantaggi che potevamo gestire meglio come squadra e non sprecando come singoli – dice coach Montini –. Non siamo lontani, ma loro hanno maggior fisicità che, alla fine ha pagato: all’immagine di Dikerson, 32 punti e 15 rimbalzi, anche se Lawrence ne ha messi 31: loro han sfruttato meglio le opportunità e quel 50% al tiro contro il 46% ha fatto la differenza»

Hamilton, 6/15 e Ross, 6/18, sono stati ancora insufficienti al tiro. «Diciamo che il primo ha patito fisicamente Dikerson, l’altro non ha ancora capito che la squadra lo può aiutare a trovare le soluzioni
migliori anziché forzarle. Una questione di tempo? Lo spero vivamente, abbiamo bisogno che tutti siano al servizio di tutti».

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