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BASKET
11.02.2022 - 16:49
Aggiornamento: 17:07

Massagno contro Lugano, perché il derby è sempre il derby

Mentre altrove si gioca in Coppa, in Ticino si riaccende la rivalità tra Sam e Tigers, per una sfida che sfugge alle logiche di classifica e di potenziale

di Dario 'Mec' Bernasconi
massagno-contro-lugano-perche-il-derby-e-sempre-il-derby
Ti-Press/D. Agosta
A Massagno è di nuovo tempo di derby

In concomitanza con le semifinali di Coppa Svizzera (a noi piace chiamarla con il suo nome, non con quello deciso da scelte politiche, la Patrick Baumann Cup), che vedranno di fronte solo squadre romande – Monthey contro Nyon e Neuchâtel contro Olympic –, in Ticino il campionato propone un ghiotto appuntamento, il derby fra Massagno e Lugano. Sin dalla notte dei tempi, questa sfida di campanile ha sempre alimentato discussioni, polemiche, battute e altro ancora fra il clan Bruschetti, dinastia al comando della società massagnese, e Cedraschi che è uomo tuttofare dei Tigers, nonché presidente praticamente a vita. Una rivalità che ha origini anche politiche, ovviamente, oltre che geografiche e con un andamento economico che si è rovesciato a favore della Spinelli negli ultimi due anni. Per cui, semmai ce ne fosse bisogno, quell’antagonismo ha preso ulteriori sfaccettature, dove assimilazione, integrazione, assorbimento, inglobamento hanno assunto le sfumature di una fusione che, a nostro parere, non ci sarà mai. Nemmeno nel caso, pure assai improbabile, di una futura aggregazione a livello comunale.

Con questo clima di sfondo, non si può certamente pensare che sarà una sfida normale anche perché quando mai un derby lo è stato? Spinelli e Tigers si trovano agli antipodi: secondi i primi e penultimi i secondi. Classifica che però, a detta di molti, soprattutto scaramantici e nostalgici, non fa testo, perché i derby sfuggono dalle logiche di classifica e, soprattutto, di potenziale. Un po’ come per le Coppe, dove (non ci sono storie) devono essere viste come partite secche, avulse dallo stesso campionato. Gli uomini di campo e di spogliatoio, ma anche di scrivania, la vivono così. Allora siamo nel campo dei pronostici dove le forze, sulla carta, dicono che Massagno è chiaramente favorita: quattro stranieri e tre nazionali, se Kovac sarà in campo, con Martino che è una certezza. Una panchina lunga, insomma. Sull’altro fronte i Tigers con le loro tre colonne americane, solitamente in campo per 40 minuti (se non danno i numeri e non si sfiancano in difesa) tre “anziani” ondivaghi come Stevanovic, Bracelli e Cafisi (questi ultimi, due ex) e un nugolo di giovani che sta crescendo bene e sa stare in campo, pur con i normali limiti legati alla crescita agonistica.

Gubitosa è il solito scaramantico e pone sempre l’accento sul fatto che un derby non è mai una gara normale e quindi, memore di qualche inopinato scivolone, viaggia con prudenza. Nikolic è il solito fatalista che non si aggrappa a nulla: chiaramente sa che non ha nulla da perdere, e forse questo fattore può dare una maggior tranquillità ai suoi per creare la sorpresa. La Sam vista contro Swiss Central ha denotato concretezza altalenante, con un solo quarto, l’ultimo, da Sam. Il Lugano invece, al cospetto di un buon Neuchâtel è stato in partita a lungo, riuscendo in recuperi non immaginabili solo due mesi fa.

Insomma, c’è di che lanciare un derby che ha tutti i numeri per attirare i tifosi, in un pomeriggio sicuramente piacevole: palla due a Nosedo alle 17.30.

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