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laR
 
22.11.2021 - 17:06
Aggiornamento: 19:57

Noè Ponti: ‘Che tempi. E non avevo nemmeno grandi aspettative’

Il 20enne ticinese della Nuoto Sport Locarno sui record svizzeri stabiliti a Sursee: ‘Frutto dei progressi fatti, ma posso migliorare ancora’

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Finirà mai di stupirci Noè Ponti? Il locarnese sembra aver scelto di impressionare ed emozionare a ogni entrata in acqua. Così è stato anche nello scorso fine settimana a Sursee, in quelli che sono stati – a livello dei risultati – tra i Campionati nazionali di più grande successo degli ultimi anni, a dimostrazione di quanto il nuoto svizzero stia ancora crescendo dopo gli enormi exploit dell’ultima estate. A Sursee Noè si è preso tutto: tre nuovi record nazionali nel delfino, che lo hanno reso definitivamente il miglior delfinista della storia del nuoto svizzero, oltre al primato della 200 mista strappato al più esperto – e bronzo olimpico della disciplina – Jérémy Desplanches. Questo al termine di una tre giorni interpretata come un lungo crescendo, iniziato già a grandi intensità: venerdì l’abbattimento della barriera dei 50 secondi nei 100 delfino (primo svizzero a riuscirci nella disciplina) nuotati in 49’’98, migliorando di quasi un secondo il primato precedente nuotato a Bolzano otto giorni prima, già abbassato durante le eliminatorie; sabato il doppio record sui 200 delfino, cancellando in 1’57’’57 e con il 1’51’’18 della finale l’1’53’’93 nuotato da Jérémy Desplanches nel 2018 a Montpellier. Un crono, questo, che colloca Noè nel “Top-12” europeo di tutti i tempi, nono tempo mondiale dell’anno, e un miglioramento di oltre due secondi del proprio personale che lo pone in una posizione privilegiata nel panorama natatorio europeo, con vista sul record continentale della leggenda ungherese Laszlo Cseh, fissato a 1’49’’00. Un crescendo, quello del giovane verbanese, che ha raggiunto il suo culmine domenica pomeriggio, nei surreali (dal punto di vista sportivo) quindici minuti che l’hanno portato, tra le 18.15 e le 18.30 circa, a un doppio exploit da vero campione: dapprima il 22’’75 della finale dei 50 delfino (dopo aver battuto già nelle eliminatorie il 23’’07 nuotato da Flori Lang agli Europei di Chartres nel 2012), poi il 1’53’’10 nella 200 mista, superando il già citato Desplanches.

Quattro gare, quattro titoli, quattro record. L’ennesimo weekend strabiliante, senza che quei rilevamenti cronometrici fossero un obiettivo concreto. «Nella settimana precedente agli Svizzeri – spiega Noè – ho gareggiato a Bolzano. Le gare erano andate bene, ma niente di più, niente di sensazionale. Nei giorni precedenti le gare di Sursee non abbiamo avuto tempo di fare chissà quale lavoro preparatorio specifico. Devo dire che in acqua non è che mi sentissi benissimo. Sono partito senza grandi aspettative. L’obiettivo era vincere le gare alle quale prendevo parte, senza altre ambizioni di sorta. Invece ho realizzato dei grandi tempi, frutto dei progressi che sto facendo. Avevo fatto un bel salto in avanti in vasca lunga, ora l’ho fatto anche in corta, senza un lavoro specifico».

Vasca corta imprevedibile

Un buon viatico in vista dei Mondiali in vasca corta di Abu Dhabi (dal 16 al 21 dicembre). Noè è iscritto ai 50, 100 e 200 farfalla e ai 200 misti («Gara che deciderò se confermare o meno solo una volta giunto sul posto»), competizione per la quale nelle settimane a venire «aumenteremo non poco i carichi di lavoro, pur non allenando in maniera specifica la “corta”. Gli appuntamenti in corta sono sempre una tappa di passaggio. Vi può succedere di tutto. Ho realizzato ottimi tempi, ma posso ancora migliorare. Potrei guadagnarmi una finale, o più di una. Ma potrei anche restarne escluso. La “corta” è imprevedibile. Tanti atleti che non primeggiano in vasca lunga, in corta vanno forte. È un altro sport, lo prendo per quello che è».

Quattro gare, quattro record. Ce n’è uno che agli occhi di Noè ha un significato speciale? «Quelli che mi hanno dato le soddisfazioni più grandi sono i 200 farfalle e i 200 misti. Nei 100 (49’’98, ndr) sono contento di essere sceso sotto i 50’’, molto contento. Tuttavia so di poter fare molto meglio. Nei 200, l’1’51’’18 è un grande tempo che mi avrebbe permesso di andare a medaglia ai recenti Europei. Anche quello dei 200 misti è un ottimo crono, a maggior ragione se si tiene conto che l’ho ottenuto una decina di minuti dopo aver nuotato i 50 (manco il tempo di esultare, di uscire dall’acqua, di idratarsi e “sciogliere” nella piscinetta che già incombeva la “mista”, ndr)».

Migliorare per brillare nel mondo

Miglior delfinista della storia del nuoto svizzero, Noè detiene ormai tutti i record svizzeri della specialità. Il suo valore lo si misura ormai su scala internazionale. Attenzione, però, a non darli per scontati, certi risultati. «Fa sempre piacere battere e detenere un record nazionale, tuttavia bisogna essere coscienti che per brillare in campo internazionale, questi limiti bisogna per forza abbassarli molto. Alcuni, nel frattempo, sono competitivi, altri invece vanno ritoccati a fondo, se l’obiettivo è ottenere buoni risultati a livello mondiale. L’1’53’’93 nei 200 delfino che c’era prima avrebbe permesso la disputa, forse, di una finale europea in vasca corta, ma niente più di questo», chiude Noè. In agenda, il giorno dopo i Campionati svizzeri, una mattinata di riposo e un allenamento pomeridiano, giusto per non perdere il ritmo. Del resto, è in programma un aumento dei volumi e dei carichi. «Con Massimo (Meloni, il suo allenatore, ndr) è così, si scarica solo in vista degli appuntamenti più importanti. Già temo il meeting di gennaio in vasca lunga a Ginevra. Andrò a fondo (ride, ndr)».

I ticinesi

Exploit di Benjamin Pfeiffer

Il Ticino ha dimostrato infine di poter contare su altre ottime prestazioni, al di là degli exploit di Noè Ponti. Tra i protagonisti del campionato nazionale troviamo infatti anche Benjamin Pfeiffer (A-Club Savosa), il quale sta continuando nella sua importante crescita e a Sursee ha dimostrato di poter primeggiare tra i migliori dorsisti svizzeri. Il diciottenne è stato capace di vincere tre medaglie di tre metalli diversi nelle sua disciplina: vittoria nei 50 dorso in 24’’18, secondo posto nei 100 dorso in 52’’88 e bronzo nei 200 in 1’57’’48, con i primi due tempi che gli sono valsi anche un nuovo primato cantonale. Per i ticinesi, oltre a queste, una sola altra medaglia: l’argento di Paul Niederberger (2004 della Nuoto Sport Locarno), secondo nei 1’500 stile libero, chiusi in 15’27’’23.

Caduto il limite più vecchio

A Sursee è caduto anche il più vecchio primato nazionale ancora vigente, grazie all’ottima prova del diciannovenne Christian Schreiber (San Gallo-Wittenbach) il quale in 15’08’’23 ha migliorato di oltre tre secondi il precedente tempo nuotato nel 2001 ad Anversa dal due volte olimpionico Yves Platel. Nella tre giorni lucernese cadono inoltre tre primati nelle staffette: quella maschile dei 4 x 50 stile libero a opera dell’Uster Wallisellen in 1’28’’07 (Hallock, Rusch, Kempf, Djakovic) e le due staffette femminili, dominate dalle ondine della Genève Natation: 1’41’’21 e 1’49’’93 i nuovi record firmati da Touretski, Kost, Froissart e Gobet.

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