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Pronte per una nuova avventura nel massimo campionato (Ti-Press)
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Pallavolo
22.09.2021 - 17:190
Aggiornamento : 22:52

Passo dopo passo, verso il vertice delle gerarchie nazionali

Al via della nuova stagione, il Volley Lugano si presenta con una rosa rimaneggiata. E con un taglio più professionale

C’è un prima e un dopo per il Volley Lugano. Che, lasciata alle spalle (la speranza è quella) la pandemia, è pronto per affrontare una nuova avventura nel massimo campionato con uno slancio diverso dal passato. Da una stagione all’altra la società ha infatti varato il metaforico cantiere da cui sorgerà una squadra che mira a scalare le gerarchie nazionali.

«Nello sport, fare il ‘botto’ è più un’utopia che qualcosa di realmente realizzabile. Per avere successo occorre lavoro, tanto lavoro, dedizione, ma anche un’organizzazione più professionale», è la premessa di coach Alberto Salomoni, anche lui uno dei tanti volti nuovi che sfileranno da sabato 2 ottobre, giorno del primo turno di campionato, al Palamondo di Cadempino con i colori del Volley Lugano. «Quando la società mi ha proposto la panchina del Volley Lugano, ho portato con me il mio progetto: fare di questa squadra un team vincente. Ma non una meteora: un club che un passo alla volta possa affermarsi prima nel panorama nazionale e, perché no, poi anche in quello internazionale. La ribalta europea è una passerella prestigiosa da calcare, ma farlo da prima o seconda classificata è tutta un’altra cosa che arrivarci agguantando l’ultimo ticket disponibile. Prima di pensare all’Europa dobbiamo perciò pensare a essere una squadra vincente in Svizzera. I risultati a corto termine non sono la nostra priorità: facciamo un passo alla volta. Ora occorre prima di tutto creare tutte le premesse affinché i nostri obiettivi a medio-lungo termine si possano realizzare. Se sapremo lavorare bene, i risultati arriveranno di conseguenza. Beninteso, se dovessero arrivare subito, tanto meglio. Altrimenti continueremo a insistere e lavorare sodo». Quella del lavoro è una cultura tanto cara a coach Salomoni, ma anche a tutta la dirigenza. «E questo messaggio deve passare chiaro pure all’interno della squadra. Quando sono stato scelto per guidare la squadra, per prima cosa abbiamo cercato di individuare tutti i tasselli giusti per comporre il puzzle della rosa, puntando su quegli elementi che per mentalità e filosofia erano in sintonia con la nostra visione della squadra».


Coach Alberto Salomoni (Ti-Press)

Parecchi i volti nuovi

Il risultato è una formazione ampiamente rimaneggiata, con solo tre giocatrici ‘superstiti’ da quella che era la rosa della passata stagione: la capitana Mercedesz Kantor, Arianna Mortati (prodotto della Volley Academy già schierata nel massimo campionato nel 2020/21 e l’italiana Sofia Magnaghi. «Questa squadra è stata pensata per iniziare un percorso: ora la mia prima missione è quella di iniziarle a un modo di lavorare che sposi la filosofia societaria. In queste settimane abbiamo anche studiato le altre squadre del campionato, quelle più brave, per cercare di capire cosa avessero più di noi e cosa potessimo fare per recuperare terreno nei loro confronti. Questo è un club ambizioso, che vuole provare a scalare le gerarchie della pallavolo nazionale. Non è una cosa semplice da fare, né immediata, ma il potenziale c’è. Con la nascita dell’Academy, la squadra ha sicuramente già fatto un bel passo avanti, perché grazie a essa si ha la possibilità di far crescere le giovani leve, dando la possibilità a quelle più talentuose di completare il roster della prima squadra. Idealmente il nostro obiettivo è di poterne inserire almeno una o due ogni anno».

La società si riorganizza

La qualità della rosa è pero solo uno degli ingredienti indispensabili affinché si possa sperare di colmare il gap con le più brave: «Già, ed è per questo che il club da una stagione all’altra ha investito parecchio nella sua riorganizzazione, operativa e strutturale, dotandosi in particolare di una sala pesi: se si vuole lavorare in una certa maniera, si devono prima di tutto creare le premesse per poterlo fare. Per questo, quando mi è stata proposta la panchina del Lugano, ho fortemente voluto con me un preparatore atletico, in modo da poter subito trasferire in campo i frutti del lavoro fatto in palestra. Questo modo di fare non ci dà la garanzia di risultati, ma è la premessa indispensabile per perseguire i nostri obiettivi».

Sugli obiettivi si sofferma anche il direttore sportivo, e vicepresidente, Gianbattista Toma: «Dicono di noi che siamo una squadra competitiva, e questo non può che farci piacere. Il gruppo che milita nel massimo campionato è il nostro fiore all’occhiello, ma per restare competitivo necessita di attenzione e cure. Perciò abbiamo dato un taglio più professionale al club, suddividendolo in quattro comparti: prima squadra, Academy, settore pallavolo e minivolley. Tutti tasselli fondamentali per garantire un’ottima base per costruire una prima squadra competitiva».

La capitana: ‘Clima diverso in squadra’

Ventitré anni compiuti da pochi giorni, l’italo ungherese Mercedesz Kantor è un po’ l’emblema di questo volto nuovo del Volley Lugano, di cui veste la maglia dal 2019. Ed è a lei che la società affida il compito di far passare il messaggio a tutte. «Siamo un bel gruppo, ancora più completo di quello della passata stagione – sottolinea la schiacciatrice, confermata capitana anche per la stagione entrante –. In squadra c’è un clima diverso: tecnicamente e mentalmente siamo un passo avanti rispetto a un anno fa. Merito anche dell’allenatore: da quando è sbarcato a Lugano si è rimboccato le maniche, lavorando parecchio anche sulla disciplina di squadra. Come metodo di lavoro, mi ricorda ciò che ho vissuto quando giocavo nell’Az Zambelli, nell’A2 italiana: per riuscire in un campionato di quel livello si doveva lavorare sodo, tanto in partita quanto in allenamento. In più, il fatto che quest’anno in rosa figurino diverse straniere e, in generale, giocatrici con una grande esperienza, ci mette nelle condizioni ideali per toglierci delle belle soddisfazioni in campionato».


La capitana Mercedesz Kantor (Ti-Press)

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