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25.08.2021 - 17:490
Aggiornamento : 19:01

‘Obiettivo, migliorare il risultato di Leogang’

Ai Mondiali in Val di Sole, Filippo Colombo punta a far meglio del settimo posto di un anno fa. Domani al via di una short-tack che regalerà una maglia iridata

È con al collo la medaglia di bronzo degli Europei di Novi Sad che Filippo Colombo si appresta ad affrontare quello che probabilmente è – alla luce di una prova olimpica agguantata per i capelli dopo l’infortunio di inizio maggio – l’appuntamento principe della stagione: i Mondiali in Val di Sole. Nelle ore successive alla caduta di Albstadt, che aveva messo a forte rischio la possibile trasferta in Giappone, sul calendario del biker di Bironico la data cerchiata di rosso era diventata quella del 28 agosto. Poi, grazie a un prodigioso recupero dalla frattura al bacino e alla lungimiranza di Swiss Cycling, il sogno olimpico era diventato realtà, per quanto in condizioni di forma buone, ma giocoforza non ottime. Il bronzo europeo conquistato in Serbia è l’ulteriore dimostrazione di una forma che sta raggiungendo l’apice proprio al momento giusto… «Il terzo posto di Novi Sad ha lavato via molte delle incertezze che ancora potevano sussistere sulle mie condizioni. Si è trattato di una bella iniezione di fiducia. Certo, so benissimo che ai Mondiali la concorrenza sarà di livello superiore e che il percorso è molto diverso, ma l’aver ottenuto un importante risultato all’Europeo mi ha reso consapevole di poter far bene anche qui in Val di Sole».

Restringere il gap con i migliori

Come ogni sportivo che si rispetti, Filippo Colombo non ha paura di rendere pubblici, senza mezzi termini, quelli che sono i suoi obiettivi. In Giappone aveva affermato di voler puntare a un diploma olimpico, obiettivo mancato a causa di una partenza piuttosto problematica. In Italia, invece, il ticinese spera «di migliorare il risultato dello scorso anno». A Leogang, in Austria, nella sua prima stagione tra gli élite tra gli élite (per altro perturbata dal lockdown) aveva ottenuto un inaspettato settimo posto a circa 1’15” dal podio. «Quest’anno vorrei fare meglio. Se ci riuscissi vorrebbe dire essere proprio a ridosso dei migliori».

La strada che porta a un risultato di grande prestigio si è liberata di due sicuri protagonisti. Il campione olimpico Tom Pidcock ha infatti optato per la Vuelta a España, mentre Mathieu van der Poel, rovinosamente caduto nelle prime fasi della prova olimpica, ha deciso di non andare in Italia per preparare al meglio i Mondiali su strada, in programma il 26 settembre nelle Fiandre (partenza da Anversa, arrivo a Lovanio). Due avversari in meno per Filippo Colombo, su un percorso da mountain bike classica… «Lo abbiamo provato questa mattina e l’ho trovato molto bello. La prima parte è stata molto rinnovata rispetto agli appuntamenti di Coppa del mondo degli scorsi anni. Si sviluppa per intero in un bosco di abeti, con un tracciato nuovo e una miriade di radici. Vi sono molte traiettorie tra le quali scegliere, per cui il lavoro di analisi da effettuare nei giorni precedenti può risultare molto importante ai fini del risultato. La seconda parte è più classica, molto spettacolare ma meno tecnica ed è disegnata interamente all'interno del Bike Park di Commezzadura. È un percorso con una dislivello importante, molto diverso da quanto abbiamo vissuto a Novi Sad, dove la velocità era più elevata. Sapevo che quello serbo era un tracciato che richiedeva potenza e, dunque, adatto a biker dalle mie caratteristiche. In Val di Sole, invece, siamo tornati al classico, alla vera essenza della mountain bike. Il collegiale della Nazionale in Engadina, dopo il rientro da Novi Sad, è stato proficuo, ci siamo potuti preparare nelle migliori condizioni».

‘Vedo bene Flückiger’

Nonostante le assenze di Van der Poel e Pidcock, i papabili alla successione di Jordan Sarrou sono molti (compreso lo stesso francese). Ma per Filippo Colombo c’è un nome che spicca su tutti gli altri… «Quello di Mathias Flückiger. Su un percorso come questo, duro e tecnico, lo vedo molto bene. Resta però da capire le condizioni di riforma dei reduci dalle Olimpiadi: è difficile sapere quanta energia è rimasta e come si sono preparati in queste settimane. Detto ciò, incrocio le dita per Mathias perché si meriterebbe davvero il titolo iridato, rappresenterebbe il giusto premio per la sua lunga e proficua carriera».

Per Colombo, i Mondiali non si limiteranno alla gara di sabato, ma inizieranno già domani… «In programma c’è la short-track (17.45) che da quest’anno assegna il titolo iridato della specialità. Diversi elementi della nostra Nazionale hanno deciso di non partecipare, così da risparmiare energie per sabato. Io, al contrario, sarò al via. È un format che mi piace e mi sembra giusto onorare questa iniziativa dell'Uci, a maggior ragione perché sull’arco della stagione le competizioni internazionali di una certa importanza non sono moltissime. Il fatto poi che in palio vi sia il titolo iridato rende la short-track ancora più appetibile. E se alcuni decideranno di non prendere il via, peggio per loro. Per quanto riguarda lo sviluppo della gara, si disputerà su un anello molto più corto, con uno sviluppo di circa due chilometri e mezzo, lungo il quale dovrebbe essere piuttosto facile superare. Nel complesso, la prova avrà una durata di circa 20’. Come detto, assegnerà il titolo iridato, ma non avrà valore per la formazione della griglia di partenza della prova di cross-country».

Martedì si sono svolte le qualificazioni della short-track… «Sono andate piuttosto bene. Ho chiuso la mia batteria al secondo posto. Sono soddisfatto».

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