AUGER-ALIASSIME F. (CAN)
3
KRAJINOVIC F. (SRB)
0
fine
(7-6 : 7-6 : 7-5)
DJOKOVIC N. (SRB)
3
BEDENE A. (SLO)
0
fine
(6-3 : 6-3 : 6-2)
VAN DE ZANDSCHULP B. (NED)
0
NADAL R. (ESP)
3
fine
(3-6 : 2-6 : 4-6)
ZVEREV A. (GER)
NAKASHIMA B. (USA)
18:00
 
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02.02.2021 - 17:01
Aggiornamento : 18:31

La federazione si impegni concretamente nei settori giovanili

È il primo, indispensabile passo per rilanciare il movimento. Questa sera a Neuchâtel, la Sam impegnata in una Coppa dalla nuova formula accattivante

Le scelte della Sbl in merito alla Coppa Svizzera hanno fatto un po’ discutere a tutte le latitudini. Qualificare solo le squadre di Lega nazionale A è stata una scelta che ha una sua logica in tempo di pandemia: non essendoci pubblico non si può nemmeno dire che priva le società delle altre categorie di un incasso di valore per le magrissime casse dei club, minori e non. Abbiamo sempre ritenuto iniqua una Coppa che metteva di fronte squadre di A, con tre o quattro stranieri e fior di professionisti, a squadre di Prima Lega o di B, se non per un messaggio promozionale nelle regioni dove il basket è un’appendice di relativo valore come nella Svizzera tedesca. Però si davano soddisfazioni ai piccoli club che, per una volta, diventavano visibili ai più.

Visto che la Sbl ha deciso di privilegiare solo le squadre di A, meglio sarebbe stato fare un ottavo fra le ultime due e poi procedere al sorteggio delle 8 restanti. Però, anche così può andare, qualcosa dello spirito di Coppa rimane in questo turno che si gioca a Neuchâtel fra due delle prime quattro della stagione in corso. Poi ci saranno i quarti e qui cadranno altre teste importanti, come sempre.

In ogni caso, a noi questa formula non dispiace perché non crediamo che ci sia promozione giocando una volta all’anno a Gerlafingen piuttosto che a Rorschach contro squadre due o tre livelli sotto. 

Il basket ha bisogno di ben altro per risalire la china discendente che ha imboccata in questi ultimi anni. Il movimento, nella sua globalità, ha perso aderenti, dai settori giovanili in su, pur con debite eccezioni a livello regionale e svizzero in generale. Ciò a causa di una certa perdita di interesse e di “materiale umano” in seno ai vari club. Perché è importante avere degli allenatori e dei dirigenti competenti se si vogliono avere risultati, persone in grado di gestire economicamente tecnicamente tutta la trafila dei settori giovanili. Chiaramente, in queste condizioni pandemiche, la chiusura dei campionati e il limite imposto agli allenamenti, non facilitano certamente lo sviluppo né tantomeno la ricerca di nuove leve. Ma, in ogni caso, il basket sta pagando oggi anche una certa inattività gestionale che c’è stata in questi ultimi anni. Se si va a vedere quanti giocatori svizzeri di livello sono usciti dai settori giovanili nell’ultimo lustro, non ne troveremo molti. I club che hanno vinto i titoli svizzeri nelle varie Under nell’ultimo decennio sono più o meno sempre gli stessi. Segno evidente che la maggior parte dei club non lavora al meglio perché avere dei settori giovanili efficienti non è come acquistare gli stranieri per la prima squadra: bisogna lavorare duro e con continuità almeno dalla under 13 in poi, avere campionati adeguati e con un buon numero di squadre per rendere interessanti e competitivi i campionati, cosa che oggi non abbiamo più. 

Ecco perché sarebbe importante che la Federazione si muovesse in questa direzione e desse un sostegno evidente ai settori giovanili, sgravando magari i club da tutta una serie di contributi che potrebbero benissimo essere compensati dagli sponsor che Sb ha, considerato che, a quanto si dice, le casse sono molto floride. 

Sarebbe un incentivo importante e un segnale forte della volontà far tornare il basket al terzo posto degli interessi sportivi nazionali. E con una Nazionale che ottiene risultati d’immagine molto positivi, si avrebbe terreno fertile per seminare.

Per gli ottavi, Massagno in trasferta a Neuchâtel

Vanno in scena gli ottavi di Coppa Svizzera con una sola partita in cartello, quella fra Neuchâtel e Spinelli Massagno.

Per Massagno una trasferta insidiosa, almeno sulla carta, perché il campo neocastellano non è dei più facili.  In più c’è la novità Ford, un 203 centimetri che gioca da ala e che è certamente un buon giocatore, fermo restando che il suo inserimento non sarà al top. Però è un fattore che cambia, rispetto al Neuchâtel affrontato dal Lugano sabato scorso, squadra che sarebbe stata facile preda. Ma non è un giocatore, di solito, a spostare gli equilibri sino a stravolgerli, e questo perché la Sam ha un contingente tale da poter battere chiunque. Però è la Coppa, con quel suo fascino particolare di essere sempre una partita secca e, come tale, aperta ad ogni risultato.

La Spinelli è stata costruita per arrivare in fondo a tutte le competizioni e la Coppa ha sempre un posto privilegiato. Il ritorno in campo di Slokar permette a Gubitosa di avere un cambio adeguato a Chukwu sotto le plance. Il pivot, ricco di un’esperienza come pochi, sa mettere a frutto le sue qualità e la sua intelligenza cestistica a favore della squadra e anche un impiego più ridotto porta contributi di spessore. Seppur al cospetto di un’avversaria debole come gli Starwings, Slokar domenica è andato in doppia doppia, 10 punti e 12 rimbalzi, oltre a creare spazi ai compagni e difendere bene. 

«A Neuchâtel abbiamo un appuntamento molto importante – ci diceva Gubitosa domenica sera – e lo si è capito dai miei giocatori che hanno cercato di risparmiare energie contro Basilea. Vogliamo arrivare a giocarcela nei quarti in casa contro l’Olympic, però prima c’è un ostacolo che va affrontato con la massima concentrazione perché quella neocastellana è una squadra di livello».

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