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11.10.2020 - 16:34

Filippo Colombo è diventato 'grande'

Il settimo posto ai Mondiali dimostra che il ticinese ha assimilato il salto di categoria. E adesso arrivano gli Europei del Monte Ceneri

I Mondiali di Leogang si sono chiusi con la conquista di quella medaglia d’oro che fa parte del Dna del movimento svizzero della mountain bike, ma che stavolta, a dispetto delle previsioni, è arrivata dal downhill e non dal cross-country. In campo femminile, infatti, la discesa è stata vinta dalla neocastellana Camille Balanche che ha preceduto di poco la campionessa uscente, la francese Myriam Nicole, e ha così regalato alla Svizzera la prima maglia iridata nella specialità. La giornata più importante del cross-country (sabato) ha invece premiato i biker francesi, i quali si sono aggiudicati i titoli mondiali degli uomini (Jordan Sarrou), delle donne (Pauline Ferrand-Prevot) e delle ragazze U23 (Loana Lecomte). La Svizzera, abituata a fare incetta di maglie iridate, si è dovuta accontentare dell’argento di Mathias Flückiger (professionisti), del quarto posto di Sina Frei (donne) del quinto di Noelle Buri (U23) e del settimo di uno splendido Filippo Colombo, come Sina Frei al primo Mondiale tra i “grandi”. Il ticinese è stato protagonista di una gara splendida che lo ha visto rimontare dalla 25ª posizione del giro di lancio, fino a un passo dai migliori. Si è permesso anche il lusso di lasciarsi alle spalle tuti i suoi coetanei che avevano spadroneggiato tra gli U23 e gli juniores (da Andreassen a Dascalu) e di precedere perfino Nino Schurter (9º), otto volte campione del mondo, ma quest'anno in difficoltà con la preparazione e uscito dai giochi che contano molto in fretta… «Sono abbastanza sorpreso del mio risultato – commenta il ticinese di Bironico –. Il feeling con il tracciato non l’ho mai trovato, nemmeno in gara, ma ero sorretto da un'eccellente condizione fisica che mi ha permesso di rimediare a una partenza infelice, dovuta a un imbottigliamento davanti a me. Al termine del giro di lancio sono passato sotto l’arrivo in 25ª posizione, ma pian piano sono riuscito a rimontare».

Al termine, Colombo ha concesso 2’12” a Sarrou, ma appena 1’17” all’italiano Luca Braidot, salito sul gradino più basso del podio… «Ho chiuso a poco più di un minuto dal bronzo, distacco relativamente contenuto. Al mio primo Mondiale tra gli élite sono contento di essere stato lì a giocarmela con i migliori, anche se devo ammettere che la testa della corsa non l’ho mai vista, complice la partenza poco brillante. I risultati ottenuti prima a Nove Mesto in Coppa del mondo, poi al Mondiale dimostrano che sto continuando a progredire. Non che io faccia la corsa su di loro, ma è pur vero che sono stato il migliore dei ragazzi saliti quest'anno dagli U23. Pur in una stagione anomala, ho compiuto un ulteriore passo avanti e ho dimostrato di aver ben digerito il salto di categoria».

Si è gareggiato su un tracciato fangoso, a tratti sembrava di assistere a una prova di ciclocross… «È stata una settimana piovosa, eccezion fatta per venerdì. Allenamento dopo allenamento, passaggio dopo passaggio, giovedì il tracciato era praticamente impraticabile, un ammasso di fango. Per sabato era prevista pioggia, per cui numerosi biker, tra i quali noi svizzeri, hanno deciso di partire con delle gomme da pioggia intensa. Invece, non è caduta nemmeno una goccia e ciò ha penalizzato molti, in particolare Nino Schurter, il quale non avrebbe comunque vinto, ma si sarebbe piazzato meglio del suo nono posto».

Chiuso il capitolo Mondiali, si apre quello degli Europei. Nel giardino di casa di Colombo, su un percorso, quello del Monte Ceneri, che conosce come le sue tasche… «Per il momento preferisco non pensarci. Questi sono i giorni del recupero prima del nuovo raduno con la nazionale, previsto mercoledì. So che il Mondiale mi ha dato grande fiducia, per cui mi piacerebbe poter ripetere la prestazione offerta a Leogang. Fare pronostici è impossibile, ogni gara ha la sua storia, ma di certo il fatto di poter gareggiare in casa aumenta a dismisura la mia motivazione».

La Svizzera archivia dunque i Mondiali di Leogang con l’oro di Camille Balanche nel downhill, il bronzo nella staffetta, l'argento di Janis Baumann negli juniores, il bronzo di Joel Roth negli U23 e l'argento di Flückiger negli élite. Ma anche con la certezza di avere in Sina Frei e Filippo Colombo due punti di riferimento per gli anni a venire. E adesso, spazio agli Europei (solo cross-country) che da giovedì 15 a domenica 18 avranno quale sede Rivera con il tracciato del Monte Ceneri, molto diverso (più tecnico) rispetto a quello di Leogang. Il guanto di sfida al predominio francese è lanciato...

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