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07.05.2020 - 16:02
Aggiornamento: 17:17

Renzetti: 'Sfl inadeguata, l'assemblea può rimediare'

La stagione non riprenderà l'8 giugno, i club si ritroveranno il 29 maggio per decidere. Il presidente del Lugano:' Solidarietà, buonsenso e Super League a 12 '

renzetti-sfl-inadeguata-l-assemblea-puo-rimediare
Bisogna ancora aspettare

La stagione 2019-20 del calcio svizzero non trova pace. La Swiss Football League ha annunciato che i campionati di Super e Challenge League non inizieranno nella settimana dell'8 giugno. Per contro, un'assemblea straordinaria è stata fissata per il 29 maggio e in quell'occasione verrà deciso se riprendere l'attività, oppure considerare morta l'attuale stagione.

La data dell'8 giugno, proposta dal Consiglio federale per un'eventuale riapertura delle competizioni, dovrà essere sottoposta all'approvazione del governo il prossimo 27 maggio. Qualunque sia la decisione annunciata in quell'occasione, la Sfl ha ritenuto opportuno riunirsi due giorni dopo per prendere una decisione definitiva. Mediante votazione i 20 club della Lega sceglieranno se riaprire la stagione oppure no. Nel caso in cui la maggioranza delle società dovesse esprimersi in maniera positiva, i campionati riprenderebbero, ma non prima del weekend del 20-21 giugno.

Il Lugano non riprenderà prima del 18 maggio

Per contro, è possibile iniziare gli allenamenti a partire da lunedì 11 maggio, ovviamente seguendo alla lettera le prescrizioni sanitarie imposte dal governo e dalla Sfl. Il posticipo dell'eventuale ripresa del campionato ha però portato il Lugano, che avrebbe dovuto iniziare domani con i test medici (tamponi) sui giocatori, a posticipare la ripresa. In un comunicato la dirigenza bianconera rende noto che l'attività non riprenderà prima del 18 maggio.

E se il posticipo della ripresa può rappresentare un semplice intoppo organizzativo, ben più serie sono le conseguenze della comunicazione della Segreteria di Stato per l'economia (Seco), la quale ha informato i vertici della Sfl in merito alla riscossione delle indennità per lavoro ridotto: una volta ripresi gli allenamenti, i club non potranno più far capo a questo strumento. Una decisione che rischia di mettere in seria difficoltà più di una società. Anche perché i club potranno iniziare a "incassare" (sponsor, diritti tv, ma non gli incassi allo stadio visto che si giocherebbe comunque a porte chiuse) soltanto a partire dal 20-21 giugno, un mese abbondante dopo la ripresa degli allenamenti e la conseguente perdita del beneficio del lavoro ridotto.

Per venire incontro alle esigenze finanziarie delle società, la Sfl aspetta di saperne di più su un eventuale aiuto da parte del Consiglio federale. «Un aiuto che rappresenta una condizione imprescindibile per evitare una situazione capace di minacciare l'esistenza stessa del calcio professionistico in Svizzera», ha fatto sapere la Sfl. Domenica Viola Amherd, responsabile del dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport, aveva lanciato l'idea di finanziare le partite che si dovranno disputare a porte chiuse.

Angelo Renzetti: 'Un biasimo alla Sfl'

La comunicazione della Sf non ha certo strappato un sorriso (eufemismo) al presidente del Lugano Angelo Renzetti... «In primo luogo c'è tutto il nostro biasimo nei confronti della Lega, incapace di gestire con coraggio e convinzione questo difficile momento. Le ultime decisioni – il posticipo di un'eventuale ripresa al 20-21 giugno e la proposta di un calendario inapplicabile – dimostrano l'improvvisazione delle azioni intraprese dalla Sfl, un modo d'agire che non ha certo attirato sul calcio svizzero i favori della Seco. Morale della favola, l'unica certezza che avevamo, vale a dire la possibilità di far capo al lavoro ridotto, andrà a farsi benedire con la ripresa degli allenamenti. Anche per questo motivo abbiamo deciso di posticipare l'inizio della preparazione, almeno fino al 18 maggio, data che andrà poi rivalutata a dipendenza di quanto succederà nei prossimi giorni».

Per il 29 maggio è stata convocata un'assemblea generale. Voleranno i coltelli? «Spero proprio che non ci sia motivo di accoltellaci l'un l'altro, siamo già stati feriti a sufficienza dal virus. Conto invece che possa essere un'occasione per far valere il buonsenso, perché al momento attuale in Svizzera non vi sono le prerogative per fare calcio: il calendario sottopostoci è improponibile e troppo ristretto, così come improponibili sono i requisiti richiesti, dalle partite a porte chiuse ai controlli sanitari. Senza contare che vi sono società, come Losanna, Grasshopper, Yverdon e Rapperswil, espostesi pesantemente sul fronte degli investimenti e che rischiano di ritrovarsi con in mano un pugno di mosche. L'assemblea del 29 maggio potrebbe essere l'occasione per rimettere tutto a posto e in questo senso ritengo molto interessante la proposta del Losanna, con la promozione in Super League di Losanna e Grasshopper e quella di Yverdon e Rapperswil in Challenge League. In questo modo avremmo un massimo campionato a 12 squadre, per la felicità anche delle televisioni, le quali potrebbero così recuperare le partite perse quest'anno».

'Non ne usciremo puliti, sporchiamoci per il bene del sistema'

Non tutte le società sono però convinte dell'opportunità di dare un taglio alla stagione... «C'è chi vorrebbe ricominciare e lo capisco. Ma credo che in occasione dell'assemblea debba valere il buonsenso e soprattutto una certa sensibilità nei confronti di quelle società in mano a un solo azionista, i cui affari sono stati messi a dura prova dal Covid-19. Comprendo che Young Boys, Basilea o San Gallo desiderino chiudere la stagione e giocarsi i possibili lauti introiti dell'Europa, ma non bisogna far prevalere l'egoismo. La pandemia costringe tutti a compiere un passo indietro e a perdere qualcosa. Ci infangheremo tutti, non possiamo uscire immacolati da questo pantano, ma è importante che le decisioni vengano prese con coraggio e per il bene del sistema».

Quale sarà la vostra posizione all'assemblea? «C'è una sola strada che il calcio svizzero può percorrere ed è quella di un'interruzione che permetterebbe di organizzare la prossima stagione con una Super League a 12 squadre. Verranno poste domande precise: volete proseguire il campionato, volete 12 squadre in Super League? In queste settimane si tratterà di lavorare sottotraccia per preparare al meglio l'appuntamento».

Eventuali aiuti finanziari da parte della Confederazione potrebbero cambiare le carte in tavola? «Il Consiglio federale dovrà comunque concederci degli aiuti, ma per il momento non vi sono certezze, per cui dobbiamo imboccare una strada che ci permetta di uscire dal pantano. In caso contrario sarebbe l'intero sistema a rischiare di saltare in aria».

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