Automobilismo
09.11.2019 - 17:150

Una 'classica' avventura per due

Settimana prossima i piloti di casa nostra Ivan Reggiani e Stefano Specht saranno in pista con una Porsche 964 Cup sullo storico circuito di Daytona

È nata un po’ come una boutade tra amici, ma visto che dietro c’era una grande passione comune, quella per le auto sportive (in questo caso le Porsche), la pazza idea sta per diventare realtà. Tra pochi giorni, Ivan Reggiani e Stefano Specht raggiungeranno infatti la loro Porsche 964 Cup, che nel frattempo ha già attraversato l’oceano Atlantico a bordo di una nave, per prendere parte alla 24 ore Classic Daytona, in programma dal 14 al 17 novembre sullo storico circuito ovale della Florida.
«L’auto è arrivata ieri mercoledì, noi saremo lunedì a Miami e la recupereremo martedì sperando di trovarla ancora intera – scherza Reggiani, 50enne di Arcegno presidente del Porsche Club Ticino che ormai da diversi anni con l’amico Specht prende parte al campionato Svizzero monomarca Porsche, in alternanza ad alcune gare del campionato Vln al Nürburgring –. Ogni tanto ci piace trovare qualcosa di diverso e partire all’avventura, ad esempio 4-5 anni fa in inverno eravamo andati a Capo Nord con due Porsche girando per 3 settimane. In questo caso ci siamo fatti ispirare dai social media, dove seguendo un altro pilota ho scoperto questa gara e ne sono subito rimasto affascinato. Anche perché per un pilota Daytona rappresenta qualcosa di speciale, per noi è un po’ come Monza per un americano. In seguito ci siamo organizzati, trovando la macchina – fortunatamente avevamo in garage una splendida Porsche 964 Cup del 1992 con un palmarès di tutto rispetto (ha vinto la Carrera Cup Germania e partecipato a qualche gara del campionato Supercup) –, svolgendo e superando la trafila per l’iscrizione e preparandoci al viaggio. Auto compresa, affidata al garage di Luigi Borradori di Riazzino dove è stata smontata e rimontata con tutti gli accorgimenti tecnici e meccanici per poter affrontare una gara del genere».
Gara che Reggiani spiega essere «un evento piuttosto conosciuto, al quale prendono parte anche ex piloti di formula uno come ad esempio il tedesco Jochen Mass, mentre altri partecipano sotto pseudonimo. Si tratta di una 24 ore, ma le singole auto (circa 200, ndr) gireranno per sei ore, anche perché essendo vetture non proprio di primo pelo alcune sono particolarmente delicate. Io e Stefano effettueremo sessioni da 60 minuti dandoci il cambio a metà, poi staremo fermi quattro ore prima di svolgere un altro turno di guida. E così via per 24 ore».
I due piloti di casa nostra faranno quindi parte di una scuderia più ampia... «Essendo la prima volta, abbiamo chiesto di poterci appoggiare a un team del posto a livello logistico, anche perché sarebbe stato complicato (e oneroso) portare tutto il necessario dalla Svizzera. Quindi con la macchina abbiamo spedito giusto le cose indispensabili come i cerchioni, i freni e altri pezzi di riserva, ma tutto il resto lo troveremo già là».
Tutto pronto quindi per vivere un’esperienza tale da mettere il risultato in secondo piano. O no? «Diciamo che innanzitutto la speranza è di divertirsi e concludere senza problemi sarebbe già un bel risultato, anche perché la concorrenza è agguerrita. Però è più forte di me, quando metto il casco, poi voglio vincere...».

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