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Per fare un bosco ci vuole... un solo uomo

Le buone notizie di oggi: l'incredibile storia di Hikmet Kaya, satelliti utilizzati per mappare le barriere coralline e i condoni agli studenti americani

‘Quando arrivai il territorio era così’ (X/@gusholderhaber)

Le buone notizie di oggi: l'incredibile storia di Hikmet Kaya, satelliti utilizzati per mappare le barriere coralline e i condoni agli studenti americani

23 febbraio 2024
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Nel lontano 1978 gli occhi di Hikmet Kaya non avevano davanti a sé altro se non una distesa di terra arida e polverosa. Oggi, a quasi cinquant'anni di distanza, nello stesso luogo è cresciuta una foresta rigogliosa. E il merito è proprio di Kaya, tecnico forestale ora in pensione, che ha piantato ben 30 milioni di alberi.

X/@gusholderhaberHikmet Kaya all’opera

L'incredibile storia arriva dalla Turchia, più precisamente dal distretto di Boyabat, nella provincia di Sinop che costeggia il Mar Nero. Hikmet Kaya per 24 anni è stato a capo del Dipartimento per le Operazioni Forestali nella regione impegnandosi in quella che all'epoca era considerata un'impresa ardua: rimboschire ben 25 ettari di terreno, creando le basi per la rinascita di un ecosistema ricco di vita.
Anche dopo il suo pensionamento, l'uomo ha continuato senza sosta la sua missione, coinvolgendo attivamente la comunità locale e squadre specializzate per garantire la crescita e la protezione dell'area verde. La foresta ospita numerose specie di uccelli, farfalle, mammiferi e rettili, creando un ambiente in cui la biodiversità può prosperare.

A testimonianza della straordinaria iniziativa di rimboschimento un'immagine che ha fatto il giro del mondo. Ritrae Kaya che fra le mani stringe un’altra foto: la distesa steppica di 50 anni fa. Sergio Endrigo nella sua ‘Ci vuole un fiore’, ripercorreva tutto il ciclo di vita di una pianta. A voler riscrivere la stessa canzone si dovrebbe inserire oggi una strofa dedicata a tutte le persone che come Kaya, con le proprie azioni, diventano un modello di ispirazione per la cura e la salvaguardia dell'ambiente.

X/@gusholderhaberIl dopo e... il prima

Un ‘tesoro segreto’ più esteso di quanto si pensasse

Qualcuno le ha definite "i polmoni invisibili degli oceani", altri invece come le più grandi culle della biodiversità; basti pensare che al loro interno ospitano migliaia di pesci, molluschi, crostacei ed echinodermi (il gruppo a cui appartengono stelle marine e ricci di mare, per intenderci) pari al 25 per cento delle specie marine conosciute.
Stiamo parlando delle barriere coralline che, secondo un recente studio, sono più estese del previsto: quelle stanziate in acque poco profonde coprono un'area complessiva di ben 348'000 chilometri quadrati (una grandezza poco più piccola della Germania).

Keystone/ un pesce pagliaccioQuesta è anche casa sua

E la dimostrazione di ciò è stata resa possibile grazie a un aiuto venuto dallo spazio. Infatti i ricercatori - un team internazionale di esperti guidato dall'Università del Queensland in Australia - si sono serviti delle immagini scattate dai satelliti per realizzare un'accurata mappatura delle barriere coralline. La ricerca, inserita nell'ambito del progetto ‘Allen Coral Atlats’, è stata pubblicata sulla rivista scientifica "Cell Reports Sustainability", e costituisce un tassello importante nella lotta alla conservazione di questi preziosi ecosistemi sempre più minacciati dai cambiamenti climatici, dall'inquinamento e dalla pesca massiva.

Per creare una mappa globale dei coralli ad alta risoluzione, gli studiosi hanno usato più di 1,5 milioni di campioni e 100'000 miliardi di pixel raccolti nell'arco di quattro anni. L'occhio dei satelliti non solo ha permesso di identificare la loro estensione effettiva in acque poco profonde (fino a 20-30 metri), ma ha consentito anche di capire meglio la composizione di questi habitat. Mitchell Lyons, dell'Università del Queensland, scrive nel rapporto: "Abbiamo scoperto che 80mila chilometri quadrati di barriera corallina hanno un fondo duro, dove il corallo tende a crescere, al contrario del fondo morbido fatto di sabbia, pietrisco o piante acquatiche. Questi dati consentiranno a scienziati, ambientalisti e decisori politici di comprendere e gestire meglio le barriere coralline".
La loro diffusione poi varia anche da oceano a oceano e persino da Paese a Paese. Ad esempio Indonesia, Australia, Filippine, Cuba e Papua Nuova Guinea ospitano ciascuna più habitat corallini di qualsiasi altra nazione.

Insomma una buona notizia che dà speranza a questi tesori nascosti nel profondo del mare il cui futuro resta però incerto e non certo roseo.

Keystone Un patrimonio sommerso inestimabile

Un debito stralciato per 150mila studenti

Sono circa 153mila i giovani che potranno presto tirare un sospiro di sollievo. Infatti l'amministrazione di Joe Biden ha annunciato mercoledì (21 febbraio) la cancellazione di 1,2 miliardi di dollari di debiti studenteschi. Una decisione questa che avrà un impatto positivo per molte persone, in un Paese in cui il divario tra classi sociali è molto profondo e radicato nella società.

Il condono riguarderà coloro che hanno contratto finanziamenti relativamente modesti e che hanno già rimborsato una parte nei dieci anni precedenti. In particolare, saranno coinvolti coloro iscritti al piano di rimborso SAVE (Saving on a Valuable Education) che hanno pagato regolarmente per almeno un decennio e avevano originariamente preso in prestito 12mila dollari o meno per l'università.

Il piano SAVE, avviato nell'estate del 2023, calcola i pagamenti in base al reddito e alle dimensioni della famiglia anziché all'importo totale del prestito, condizionando il saldo residuo dopo un certo numero di anni. Per ogni mille dollari presi in prestito oltre i 12mila dollari, il condono può essere ottenuto dopo un ulteriore anno di pagamenti.

Finora, l'amministrazione ha approvato quasi 138 miliardi di dollari di cancellazione del debito studentesco per 3,9 milioni di americani tramite più di venti azioni esecutive. Tuttavia, questo rappresenta solo una piccola percentuale rispetto ai 40 milioni di americani che speravano in un condono dei debiti legati agli studi universitari.

Già in passato il presidente americano aveva tentato di realizzare tale obiettivo, ma era sempre stato ostacolato dai repubblicani, convinti oppositori della misura, sostenendo che avrebbe penalizzato coloro che non hanno frequentato il college. Ad aver salutato positivamente la decisione il segretario all'Istruzione Miguel Cardona: "Stiamo dando un reale e immediato sollievo rispetto a una situazione inaccettabile in cui i pagamenti dei prestiti studenteschi competono con le necessità primarie come il cibo e l'assistenza sanitaria", ha commentato Miguel Cardona ai microfoni della stampa.

Keystone/Il cartello presente in conferenza stampa‘Presidente, cancelli i debiti scolastici’

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