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Francesco Giudici (sx) con Ennio Peres
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laR
 
18.07.2022 - 21:53
di Francesco Giudici

Per Ennio Peres, il più grande giocologo della nostra lingua

Apparve tra noi di ‘101 Anagrammi Zen’, con lo pseudonimo di Mister Aster. Domenica scorsa la notizia che mi aspettavo e che non avrei voluto ricevere

Ottenni la patente per insegnare nella scuola elementare nel 1971 trascinandomi una fama di persona con poche difficoltà in matematica. A me piacevano parecchio i giochi logici e quindi comperavo spesso riviste che ne proponevano di affascinanti. Linus con i suoi Wutki era fra le mie preferite. Poi nel 1995 ecco che su Linus comparve una rubrica che aveva per titolo ‘Scherzi da Peres’.

Già dalle prime proposte apparse venni catturato e così all’amore per la matematica aggiunsi anche quello della lingua italiana lì convogliato dai giochi di parole. Quell’Ennio Peres era sicuramente una persona notevole. Ma, sebbene fosse arrivato in Ticino di tanto in tanto, non ebbi mai occasione d’incontrarlo. Comprai parecchi suoi libri, libri che ora più di prima tengo con amore nella mia libreria. Nel 2015, grazie al luinese Marco Minelli, entrai a far parte di un gruppo che elaborava un certo tipo di gioco che mi ha sempre affascinato… ‘101 Anagrammi Zen’. Nel 2016 ecco apparire tra di noi, con lo pseudonimo di Mister Aster, anche Ennio Peres. Aveva chiesto lui di entrare in questa banda di persone bizzarre. Indubbiamente venne accolto a braccia aperte, lui il più grande giocologo della nostra lingua. Tra noi due si creò un’amicizia che ci portò spesso a scambiarci altre tipologie di giochi, sia matematici che linguistici.

Nel 2020, in un periodo dove le restrizioni a causa della pandemia si facevano sentire, la nostra radio decise di dedicare alcune trasmissioni ai giochi con le parole. Il conduttore del programma contattò Ennio, ma lui declinò l’offerta perché alle prese con un grande problema alla gola. Però, al conduttore della trasmissione, fece subito il mio nome lodandomi parecchio. Poi, a ottobre 2015, esattamente venerdì 15, ebbi la possibilità di stare con lui. Entrambi davamo i nostri contributi a un’attività del Dfa (Dipartimento formazione e apprendimento, ndr) che va sotto il nome di ‘Italmatica’, cioè un abbinamento tra questi due ambiti apparentemente lontani. Dovevamo tenere una conferenza nella sala del Kursaal di Locarno. Lui veniva in treno da Roma e durante tutto il viaggio mi scrisse per fare in modo che a Lugano salissi anch’io sullo stesso convoglio. Mi aspettava sulla porta del vagone e così, senza perdere tempo eravamo seduti uno di fronte all’altro con tantissime cose da raccontarci.

La nostra conferenza si può vedere su YouTube e aveva per titolo ‘Matematica e Umorismo’. Alla fine della serata mentre lo riaccompagnavo in albergo mi disse che avrebbe avuto molto piacere a pubblicare insieme a me un libro sugli anagrammi e su come fare per crearne di quelli particolarmente riusciti. Ennio, stanchissimo, rientrò a Roma il pomeriggio successivo. Restammo sempre in contatto, gli chiedevo come stava e gli recapitavo le fotografie dei suoi giochi che ti tanto in tanto apparivano su Azione. E domenica mattina ho ricevuto la notizia che mi aspettavo, ma che in ogni caso non avrei voluto ricevere. Chiudo con un anagramma elaborato da una componente del nostro gruppo:

Peres ti onoro ---> eterno riposo.


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Ennio Peres, 1945-2022

Ennio Peres, biografia

A cura della redazione

Ennio Peres era nato a Milano il primo dicembre del 1945. Matematico, insegnante, enigmista italiano, per lui la stampa creò un giorno la definizione di ‘giocologo’, che lo avrebbe accompagnato per sempre. Peres si è spento a Roma domenica scorsa all’età di 76 anni, dopo una malattia che se l’è portato via in tempi assai brevi. A Roma perché lì si è svolta prevalentemente la sua vita. La laurea con lode in matematica, l’insegnamento (come professore di matematica e d’informatica), prima dell’inizio del suo giocare con ‘Lettere e cifre’, citando la rubrica tenuta sul quotidiano La Stampa.

Assai numerose sono state le sue collaborazioni con giornali e riviste (Paese Sera, l’unità, il suddetto Linus), assai lunga è la lista di pubblicazioni, iniziata indicativamente nel 1981 con la ‘Guida completa alla risoluzione del Cubo di Rubik’ fino almeno a ‘Che cosa sono gli algoritmi’ (2020). In veste di enigmista, la sua attività si è concentrata in modo particolare sugli anagrammi, ma è stato anche autore di rebus e parole incrociate: celebre, su internet, l’annuale sfida intitolate ‘Il cruciverba più difficile del mondo’.

L’opinione di Ennio Peres entrò in gioco nel 1986, a proposito del caso Moro. Lo ricorda su La Stampa di una decina di anni fa il giornalista Gianni Gennari, al quale – "Quasi per gioco" – nel 1986 venne l’idea di coinvolgere Peres per confermare o meno la presenza di anagrammi nelle lettere scritte dallo statista durante la sua prigionia, conclusione alla quale era giunto un gruppo di amici di Moro già nei giorni che ne precedettero l’uccisione. Anagrammi tramite i quali il politico, appassionato di enigmistica, avrebbe tentato di condurre i destinatari al luogo nel quale si trovava detenuto. "Peres –racconta Gennari al quotidiano italiano – fu all’inizio molto scettico, affermando che da una frase si può tirare fuori tutto e il suo contrario", per poi rimanere colpito dalla particolarità degli anagrammi, acconsentendo alla pubblicazione di un articolo nel quale il giornalista esponeva la tesi.

Per quello studio, Peres si ritrovò sulla segreteria telefonica di casa una serie minacce anonime; alcuni mesi dopo quell’articolo – ricorda Gennari – il direttore di ‘Paese Sera’ fu licenziato. Stessa sorte toccò al direttore di ‘Giochi Magazine’, rivista sulla quale due anni dopo Peres e Gennari (sotto pseudonimo) tornarono con le tesi anagrammistiche. Stessa sorte e qualcosa in più: ‘Giochi Magazine’ cessò le sue pubblicazioni quello stesso anno.

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