Salernitana
0
Atalanta
0
1. tempo
(0-0)
Ajoie
4
Ambrì
0
3. tempo
(3-0 : 0-0 : 1-0)
Bienne
3
Davos
0
3. tempo
(0-0 : 2-0 : 1-0)
Zugo
1
Friborgo
1
3. tempo
(1-1 : 0-0 : 0-0)
Langnau
1
Zurigo
6
3. tempo
(0-1 : 1-4 : 0-1)
Lakers
4
Losanna
1
3. tempo
(2-0 : 2-0 : 0-1)
Ginevra
3
Lugano
5
3. tempo
(1-1 : 1-2 : 1-2)
peso-della-storia-e-frattura-europea
Una bandiera europea sventola per le strade di Tirana (Keystone)
ULTIME NOTIZIE Opinioni
Commento
16 ore

Tra spinte gentili e presunte derive autoritarie

L’immunità di gregge è l’obiettivo da raggiungere per buttarsi alle spalle l’incubo Covid. E il pass è uno dei modi. L’altro è l’obbligo vaccinale
Commento
16 ore

Rimborsi per legittima difesa, aridaje

Per colpa di un condizionale mancante bisogna rivotare un’iniziativa che non sta in piedi. Prima i promotori facevano i duri, ora le povere vittime
Commento
1 gior

Più o meno tasse per i super ricchi 

I grandi contribuenti devono essere tassati maggiormente o sgravati? Ci sono due possibili risposte suggerite dalla politica
Commento
1 gior

Schiave invisibili dei trafficanti

Per incastrare i criminali servono testimoni, ma le vittime vanno difese meglio e sostenute, altrimenti nessuno parla
Commento
1 gior

Una sinistra che fa la sinistra, con tutto ciò che ne consegue

Il Piano di rilancio del Ps apre molti interrogativi sui fondi per finanziarlo, a partire dalla questione delle stime. Ma è un bene per il dibattito politico
L'analisi
2 gior

L’illusione del mercato autoregolato

Salario minimo: la vicenda delle tre aziende del Mendrisiotto ripropone la storica contrapposizione tra due visioni dell’economia e della società
Commento
2 gior

Matrimonio per tutti: per un ‘sì’ pragmatico

Dubbi su temi quali la donazione di sperma sono comprensibili. Ma lo Stato deve garantire i diritti, non decidere come dobbiamo stare al mondo
Commento
3 gior

Una responsabilità ricoperta col cemento

Durante il processo Bataclan è emerso che il gruppo Lafarge, oggi associato alla svizzera Holcim, contribuiva a finanziare il terrorismo islamico
Commento
4 gior

Iniziativa 99%, un correttivo opportuno e sopportabile

La Svizzera conosce una forte concentrazione del patrimonio in poche mani. La proposta della Giso renderebbe il sistema fiscale solo un pizzico più equo.
Commento
 
30.07.2021 - 05:300
Aggiornamento : 15:12

Peso della storia e frattura europea

Si pensava che l'allargamento dell'Ue portasse con sé una contaminazione democratica, i fatti e gli interessi nazionali ci stanno dimostrando il contrario

Sulla faglia politico-ideologica che sta sempre più approfondendosi nell’Unione europea c’è, ancora e tenace, il peso della storia. Che sarebbe sbagliato ignorare o anche solo sottovalutare. In effetti, non è facile e scontato, per la parte di continente a lungo costretta a vivere dentro confini e muri dell’impero sovietico, una convivenza che nell’Ue prevede anche la rinuncia a parti della recuperata sovranità nazionale.

Si tratta di una sensibilità che non riguarda soltanto le élite al potere nel cosiddetto fronte di Visegrad (trainato da Ungheria e Polonia), ma tocca la memoria collettiva di popolazioni che trent’anni fa vissero il collasso dell’Urss come una sorta di ‘scarcerazione’. Semmai, il problema è un altro. Il problema è che le leadership al governo lungo quel fronte si servono spesso strumentalmente del sentimento nazionale per promuovere i loro progetti illiberali: condizionamento crescente della magistratura, forti limiti alla libertà di stampa, controllo degli apparati statali di sicurezza, progressivo indebolimento dello Stato di diritto, diffuso ricorso al sistema di controllo Pegasus contro avversari e oppositori, e addirittura la correzione imposta a manuali di storia che devono essere ‘ripuliti’ da pagine poco nobili (per esempio il diffuso e radicato antisemitismo) per non compromettere l’immagine idealizzata della nazione.

Rischi già percepibili quando, oltre 15 anni fa, in un famoso vertice di Dublino sull’allargamento della Comunità, chiesi all’ex presidente della Commissione, Romano Prodi, se la massiccia cooptazione non fosse stata troppo precipitosa e prematura. Serafica risposta del professore: “L’Europa ha forte attrattività, capacità persuasiva e di contaminazione democratica”. Oggi, di fronte alle contestazioni dell’Unione su metodi e leggi intollerabili per i ‘valori comunitari’ (ultimo in ordine di tempo il progetto magiaro sulla normativa “omotransfobica”), siamo invece al portavoce di Orbán che definisce Bruxelles “la nuova Urss”. Ben sapendo, appunto, che un simile e improponibile raffronto storico incide sui timori del Paese e sulla pesca di consensi elettorali favorevoli alle continue sfide di Orbán all’Europa.

Europa che ora reagisce. Anche perché non è più rinviabile la risposta a una domanda esiziale: quanto sia sopportabile nella vita comunitaria il continuo strappo a quelli che, quantomeno teoricamente, sono i valori fondanti dell’Ue; e se una lunga passività non rischi di condannare, snaturandole, le fondamenta dell’Unione. Passività di tutti, in particolare della Germania, i cui importanti investimenti per esempio in Ungheria sono stati assai proficui (bassi salari, alti profitti); e passività di fronte al documentato utilizzo di miliardari fondi europei – equivalenti al 3 per cento del Pil magiaro – finiti nelle mani di parenti e sodali del premier. È un suo compagno di scuola l’uomo più ricco del Paese, Lorinc Meszaros: lavori pubblici per 900 milioni di euro, il 93 per cento provenienti dalle casse comunitarie.

L’Ue smetta di “essere ingenua”, invoca ora ‘Le Monde’. Ma – a causa di interessi economici e normative Ue inefficienti – potrebbe essere un invito inutile o tardivo.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved