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laR
 
06.04.2021 - 05:30
Aggiornamento: 10:23

Un pezzo di storia che se ne va. Lunga vita alla Valascia!

Calato il sipario sulla stagione 2020/21 dell'Ambrì Piotta, è calato pure quello, definitivo, sulla storica casa dei biancoblù

un-pezzo-di-storia-che-se-ne-va-lunga-vita-alla-valascia
Teatro di mille epiche battaglie (Ti-Press)

È un pezzo di storia che se ne va. Calato il sipario sulla stagione 2020/21 dell’Ambrì Piotta, è calato pure quello, definitivo, sulla Valascia. La ‘mitica’, testimone di mille battaglie dei biancoblù. Di gioie e dolori, e di momenti unici, dentro e fuori dal ghiaccio. Di gradinate e tribune calcate da migliaia e migliaia di persone, ciascuna con la sua storia, i suoi vissuti e i suoi ricordi legati a questa pista. Aneddoti e ricordi che in oltre sessant’anni di storia, sessantuno per l’esattezza (tanti ne sono passati dall’inaugurazione della pista artificiale), si moltiplicano e accavallano, perdendosi nella notte dei tempi.

Ma ora, appunto, archiviata la stagione 2020/21, è tempo di voltare pagina. Una pagina storica, perché si chiude l’era della Valascia, la storica casa dei biancoblù. A settembre i suoi cancelli resteranno chiusi, La Montanara non echeggerà più sotto le sue volte, intonata dai tifosi biancoblù. Rimarranno appunto solo i ricordi. E quelli, invece, nessuno potrà cancellarli.

Come quello dell’inaugurazione della pista artificiale, il 13 dicembre 1959, che mise il punto finale agli inverni trascorsi incrociando le dita sperando nella gelata notturna che avrebbe permesso la disputa delle partite. O, prima ancora, quello del trasloco dalla Pista di Cava (l’attuale posteggio davanti alla Valascia) alla Valascia, nella stagione 1953/54.

Altra data storica è quella del 1979, anno che coincise con la copertura della pista e l’ammodernamento di gradinate e locali tecnici. E quello è stato il lifting più importante dell’impianto, ancora oggetto di un parziale ammodernamento nel 2007 ma che a tutt’oggi ha mantenuto a grandi linee le sue caratteristiche originali. Con tutti i suoi limiti ormai cronici in rapporto alle accresciute esigenze del massimo campionato.

Indimenticabili restano però gli exploit sportivi che l’Ambrì ha celebrato sul ghiaccio della Valascia, cominciando dall’ultima promozione nel massimo campionato, divenuta ufficiale sul ghiaccio amico la sera di martedì 5 marzo 1985 battendo il Coira. E, prima ancora, la storica data di domenica 28 gennaio 1962, quando, in una Valascia bardata a festa (ottomila i presenti), l’Ambrì conquistò la Coppa Svizzera battendo 5-3 il Villars. Come memorabile resta la data, più recente, del 31 agosto 1999, che consacrò i biancoblù alla storia dell’hockey europeo: quel martedì, infatti, battendo 2-0 il Magnitogorsk, i leventinesi si aggiudicarono la Supercoppa europea, in una Valascia ribollente di euforia.

Ma non di sole gioie sono fatti i ricordi e le emozioni che rievocano le serate vissute sotto le volte della Valascia. Anche qui c’è una data che spicca su tutte. Ed è quella di lunedì 5 aprile 1999. Il giorno del quinto (e ultimo) atto della finale col Lugano. Che, vincendolo, si laureò campione svizzero per la quinta volta. Ironia della sorte, è esattamente 22 anni dopo, e pure in un lunedì di Pasqua, che si chiude la storia della Valascia.

Ma, appunto, quelli erano altri tempi. E, soprattutto, quella era un’altra pista. Perché dalla prossima stagione i biancoblù avranno una nuova casa. La Valascia resterà però per sempre nei ricordi e nel cuore di chi l’ha vissuta. Lunga vita alla Valascia!

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