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24.09.2020 - 06:050
Aggiornamento : 12:06

L’hockey è pronto a ripartire: ‘Godetevi la partita’

La lunga attesa è finita: tra una settimana, tra mille punti interrogativi, torna il campionato svizzero di disco su ghiaccio

‘Enjoy the game’. Ovvero, ‘godetevi la partita’. Era questo lo slogan che, anni addietro, accompagnava gli ingaggi d’apertura delle sfide di hockey (nello specifico di quelle internazionali). E sarà lo stesso che in molti reciteranno come un mantra tra una settimana, nella speranza che lo spettacolo ce lo si possa godere per davvero. Finalmente senza assilli, nel limite del possibile. La lunga attesa, la più lunga della storia alle nostre latitudini, è quasi finita: da giovedì si tornerà a parlare di punti in palio, classifica, prossimi turni e via discorrendo. Senza però illuderci: l’ombra lunga di altri vocaboli, quelli che fanno sinistramente rima con coronavirus, non si è dissipata e, anzi, sarà sempre in agguato, pronta a sciogliere quel ghiaccio su cui dal primo ottobre tornerà a scivolare il disco. Dovremo imparare a convincere con la nuova normalità, fatta di disinfettanti, mascherine e seggiolini occupati in modo alterno sulle tribune. 

Intanto però il carosello che ogni anno incanta milioni e milioni di persone - costretto a una frenata d’emergenza a fine febbraio proprio alla vigilia degli ultimi e più appassionanti giri di giostra - è pronto a ripartire, con tutto il suo scintillio. Ma che campionato sarà? Sono molti i punti interrogativi con cui si presenta ai nastri di partenza la stagione 2020/21. A cominciare da quello più grande di tutti: si riuscirà davvero ad arrivare fino in fondo a questa stagione?

Più che con gli avversari, quest’anno i giocatori (e non solo loro) dovranno battersi prima di tutto contro il virus: abbassare la guardia significa correre il rischio che l’indesiderato ospite si insinui nello spogliatoio, costringendo tutto e tutti alla quarantena. Settimana scorsa, ad esempio, è capitato ai Rockets, che, osservato l’inevitabile stop delle attività, potranno completare regolarmente la loro preparazione sul ghiaccio. Ma ora, a meno di una settimana dal via al nuovo campionato, il punto di non ritorno è stato ormai superato: chi si ferma rischia di dover effettuare una fermata fuori programma, per poi ritrovarsi con un calendario ancora più fitto di partite per recuperare il terreno perso…

Lockdown, nell’hockey alle nostre latitudini, fa curiosamente rima con un altro termine di cui anni addietro si era parlato parecchio: lockout. E dall’uno all’altro il passo è breve. Guardando al campionato entrante, la mente non può non correre alle stagioni 2004/05 e 2012/13, ossia quelle dei più recenti scioperi della Nhl. Allora l’Europa in generale e la Svizzera in particolare erano state colonizzate da una miriade di stelle del campionato più prestigioso al mondo, in cerca di un modo per tenersi allenati in attesa della ripresa dell’attività oltre Atlantico. Quest’anno, complice il posticipo dell’inizio della nuova stagione di Nhl (dove tra l’altro si sta ancora giocando la finale di questo campionato…), diverse squadre hanno sfruttato l’occasione per puntellare i loro roster con alcuni pezzi pregiati, in particolare svizzeri, importandoli da oltre Oceano. Gran parte di loro in Svizzera ci resteranno solo un paio di mesi o giù di li, cosa che rischia di tradursi in un campionato a due fasi distinte: la prima fino a novembre e l’altra da lì innanzi Sia quel che sia, da giovedì prossimo… enjoy the game.

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