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05.07.2019 - 06:00

Eritema solare? No, forse da 5G

L'impatto delle onde millimetriche si fermerebbe alla pelle, ma si sa poco sugli effetti. E l'incertezza sarà nutrimento per l'onda anti-5G.

di Simonetta Caratti

Oltre a mandarci in ansia, il 5G potrebbe farci venire l’eritema alla pelle. Perché è effettivamente l’organo su cui avrà maggiore impatto. Lo spiegano i ricercatori dell’istituto IT’IS di Zurigo che da anni studia quale effetto hanno le tecnologie informatiche sulla biologia umana. Andiamo con ordine.
Non sapendo se il 5G fa male, in tanti preferiscono non avere antenne a due passi da casa, dal parco giochi, dall’asilo. Ricorsi, raccolte di firme, interpellanze, richieste di moratoria da parte di Cantoni si sono moltiplicate in Svizzera. Monta la protesta anti-5G anche in Ticino, dove a centinaia si sono messi di traverso alle domande di costruzione. Il messaggio è chiaro: non si vuole sacrificare il proprio benessere sull’altare dell’economia. Perché 5G significa più produzione, più posti di lavoro (stimati in 137mila impieghi in più), più fatturato, più divertimento per chi usa la rete. In un recente sondaggio Tamedia ha evidenziato che più della metà degli svizzeri non gradisce il salto nel buio del 5G. Ed è proprio il buio a fare paura. Il ‘nuovo’ da sempre crea ansia, riattiva la parte più antica che abbiamo dentro, quella che associa ‘nuovo’ a pericoloso, per una questione di sopravvivenza. Vediamo crescere rabbia e sfiducia verso autorità e compagnie telefoniche che stanno mettendo tutti di fronte al fatto compiuto, senza possibilità (o quasi) di ricorso. Imporre alla gente qualcosa che non vuole, senza dare spiegazioni valide e supportate da studi seri, è davvero il modo peggiore di entrare nell’era del 5G.

La gestione della comunicazione è lacunosa, la tempistica pessima. Mentre da Berna posticipavano a fine anno il tanto atteso rapporto governativo su eventuali rischi del 5G, le nostre città sono già tappezzate di cartelloni pubblicitari su questa tecnologia. L’arroganza di chi impone senza chiedere il permesso ha fatto montare la rabbia come panna. Ora siamo al muro contro muro.

C’è chi lancia appelli allarmanti parlando di complotti dell’industria per continuare a fare miliardi; c’è chi getta acqua sul fuoco, dicendo che va tutto bene. Chi ci capisce qualcosa è bravo.

Che cosa sappiamo di certo oggi su elettromagnetismo e 5G: fanno davvero male alla salute? Perché questa schizofrenia di enti e ricercatori che invitano ad un uso prudente del telefonino ma allo stesso tempo assicurano che non c’è pericolo?
Ci siamo rivolti ad oncologi, ad una genetista e all’istituto IT’IS di Zurigo. Abbiamo trovato qualche risposta. Abbiamo capito, ad esempio, che a farci più male è il telefonino e l’abbiamo ogni giorno addosso. Quando lo portiamo all’orecchio, le onde entrano nel corpo, eccitano le molecole: la testa si scalda, proprio come una tazza di caffè nel microonde. Fa bene? Non proprio, ma nessuno chiarisce con certezza di quali rischi stiamo, in definitiva, parlando. Tumore? Emicrania? Una vampata passeggera alla testa? I livelli ai quali siamo normalmente esposti – ci assicurano – sono molto inferiori ai valori richiesti per produrre un riscaldamento significativo. E le onde millimetriche del 5G, che tolgono il sonno a tanti? L’impatto – ci spiegano da Zurigo – si fermerebbe alla pelle, mentre le precedenti frequenze entravano maggiormente nel corpo. Dobbiamo prepararci all’eritema da 5G? Questo gli esperti non sanno dirlo, perché mancano studi. Un’incertezza che sarà nutrimento per l’onda anti-5G.

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