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24.05.2019 - 06:300

Avere un figlio? Sempre più difficile!

Causa l’infertilità generata anche da nostre scelte e comportamenti che ci stanno danneggiando nel profondo

L’allarme, lanciato da uno studio scientifico nazionale sulla cattiva qualità dello sperma degli svizzeri, merita un paio di riflessioni. Cosa dice la ricerca? In poche parole che noi svizzeri nell’analisi della qualità dello sperma delle giovani reclute rossocrociate siamo piazzati nella parte bassa della classifica stilata. Lo sperma esaminato ha registrato una diminuzione della concentrazione della percentuale di spermatozoi, una loro inferiore mobilità e alcune malformazioni. Segno che la soglia di fertilità dei testati si sta abbassando. Motivo? Difficile dire perché noi saremmo meno fertili di altri soggetti europei.

Nella migliore delle ipotesi siamo magari semplicemente stati più fiscali nel raccogliere i dati. In tutte le altre è probabile che nella nostra qualità di vita qualcosa non funzioni a dovere e ci stia danneggiando nel profondo. Molto nel profondo: alla sorgente della vita. Se poi si considera un altro trend, cioè che le donne concepiscono i figli più tardi, quando sono notoriamente meno fertili, il quadro non è rallegrante e la notizia di quelle da non prendere alla leggera e voltare pagina perché ormai ogni giorno ce n’è una.

Se la prendiamo sul serio – per almeno rallentare la tendenza, se non proprio riuscire ad invertirla – è importante darci da fare per una vita più rispettosa della Natura in cui viviamo e anche di noi stessi che ne facciamo parte. E scusate se è poco. Nello studio, ad esempio, si mettono in evidenza i danni che possono creare madri che in gravidanza fumano allo sviluppo del feto, finendo per partorire figli maschi con potenzialmente più problemi riproduttivi. Ma lo stesso ragionamento vale per i genitori che abusano di bevande alcoliche, fumo e droghe. Stesso discorso per gli effetti dei pesticidi, dei fungicidi e simili veleni che vengono dispersi in natura e che per finire generano effetti sullo sviluppo sessuale e dell’apparato riproduttivo persino su più generazioni.

Insomma, viviamo in un ecosistema, siamo anche noi una sua componente relazionata con tutte le altre: se lui patisce, ci sono e ci saranno effetti anche su di noi e su chi mettiamo al mondo. Effetti d’altronde già manifesti, tanto che da tempo c’è chi se n’è accorto e sta facendo affari d’oro con la fecondazione artificiale, col congelamento di sperma per chi vuole ritardare il concepimento di un figlio, con l’offerta di test genetici e chi più ne ha più ne metta.

Visti in prospettiva, tali nuovi sviluppi della medicina avranno anche un crescente impatto sui costi delle casse malati e sui portafogli di chi desidera ardentemente formarsi una famiglia. Un trend difficile da invertire, che ad un certo punto (futuro prossimo?) potrebbe segnare anche un discrimine fra chi può permettersi di avere anche solo un figlio e chi no. Far quadrare i bilanci, spesso non è già facile per chi può avere eredi in modo naturale, pensiamo in particolare agli sforzi economici che si è chiamati a compiere soprattutto nella lunga fase della crescita. E già qui i discrimini ci sono. Ma la crescita dell’infertilità, se confermata, potrebbe incidere (e non poco) già nella fase di scelta iniziale: chi si può/potrà permettere di pagare somme profumate per superare eventuali problemi, avrà la possibilità di concepire un figlio, gli altri dovranno rinunciare al progetto/al sogno.

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