laRegione
Nuovo abbonamento
quei-giovani-in-piazza-per-il-clima-cosa-ci-stanno-dicendo
ULTIME NOTIZIE Opinioni
Commento
8 ore
Lugano, la Foce come crocevia di problematiche
Continua a far discutere la chiusura serale, lo scorso fine settimana, dell'area pubblica che non era stata progettata per ospitare eventi
Commento
19 ore
Super League: dubbi, iniquità e spettacolo
Lo Zurigo schiera la Under 21 per almeno due partite, la regolarità della competizione è compromessa, ma quanto è bello questo campionato
L'analisi
1 gior
Santa Sofia come arma di ‘distrazione’ di massa per Erdogan
La conversione in moschea dell'ex basilica per creare tensioni con l’Occidente, per rafforzare la coesione nazionale e depistare le preoccupazioni economiche
Commento
1 gior
Se il Giardiniere senza gamba piange...
Amputare una gamba a una sua creazione/creatura è come amputarla all'artista e a chi ama l’arte
Commento
3 gior
È una questione di rispetto ed educazione
In montagna avere attenzione per le misure di protezione contro il coronavirus e per l’ambiente significa avere a cuore il lavoro di tante persone
Commento
3 gior
Signora Magdalena, lo Stato merita rispetto!
La figlia di Christoph Blocher faceva forse meglio a inventarsi qualcosa d'altro da dire improvvisandosi avvocato difensore di suo padre!.
Commento
3 gior
Ricordare Srebrenica
Venticinque anni fa il più grave massacro compiuto in Europa dalla fine della Seconda guerra mondiale
L'analisi
4 gior
Coronavirus, il rischio economico si è attenuato
Le imprese svizzere, stando a Ubs, si attendono un ritorno alla situazione pre-crisi in tempi più rapidi
Commento
4 gior
Contro l'orrore dei padri-padroni, i silenzi e le paure!
Bisogna far sapere alla vittima che, una volta calato il silenzio nell’aula delle Criminali, non sarà lasciata sola dalle autorità!
Commento
5 gior
Covid: c‘è chi fatica e c‘è chi frega!
Il parlamento aumenti le sanzioni per chi tradisce, in un momento così drammatico per tanti, la fiducia riposta dall’ente pubblico nel singolo!
Commento
5 gior
Essere il paese dei filantropi è rischioso
Sì se c'è un uso improprio del dono e se c'è filantropia interessata, politicizzata, fiscalmente liberatoria...
Commento
19.01.2019 - 06:300

Quei giovani in piazza per il clima: cosa ci stanno dicendo?

Cari adulti, bisogna agire subito, non c’è più tempo per tergiversare!

Cosa ci stanno dicendo le migliaia di giovani apprendisti e studenti scesi in piazza ieri in tante città svizzere (Ticino per ora escluso)? Decidendo di scioperare e scegliendo la provocazione delle braccia incrociate e degli zainetti a casa il venerdì, ci vogliono far sapere che il tempo per prendersi cura dell’ambiente in cui viviamo sta scadendo. E, se non riusciamo a trovare soluzioni all’interno di questo sistema, allora va cambiato. Insomma: non si può più temporeggiare e tanto meno fingere che non stia accadendo nulla di particolarmente grave. Di qui la scelta della ‘disobbedienza’, accompagnata da slogan significativi del tipo ‘non c’è tempo per andare a scuola, dobbiamo agire subito’, in violazione dell’obbligo di frequenza scolastica.

Come dare loro torto? Soprattutto quando coloro che più inquinano la sola Terra che abbiamo si permettono – Trump è solo l’esempio più lampante – di fare dietrofront rispetto agli impegni internazionali a salvaguardia dell’ambiente, che è poi il pianeta sul quale viviamo tutti. È la Terra che ci dà il cibo, ci offre l’aria da respirare, ci mette a disposizione il terreno sul quale costruire le nostre abitazioni ecc… La Terra madre che, indossati i panni dei predatori, feriamo e dissanguiamo. A tal punto che ormai siamo all’effetto boomerang per quanto abbiamo rovinato e distrutto. Non parliamo solo dell’inquinamento atmosferico e dell’effetto serra, che da soli già basterebbero a preoccupare, ma anche dello stato di salute degli oceani e dell’acqua in generale. Qualche giorno fa abbiamo titolato in prima pagina che il lago di Lugano è il terzo bacino svizzero più inquinato da microplastiche. Ma queste ultime non sono finite lì per caso e da sole. No, nell’ambiente, prima che si concentrassero nel Ceresio, le abbiamo disseminate noi. E, finalmente, ne siamo consci, finire nella nostra catena alimentare dal lago di Lugano è un attimo. La stessa cosa era successa anni e anni fa dopo l’incidente di Cernobyl, con le varie particelle radioattive volate dall’Ucraina fin qui ad inquinare (e non poco) le colture e il pesce indigeno.

Non stupisce (anzi plaudiamo) che oggi a dire stop e a richiamare noi, la generazione che con quelle precedenti ha gestito il ‘sistema’, alle responsabilità di correggere la rotta sono loro: i giovani non ancora maggiorenni. Toh, quelli che credevamo poco interessati a quanto succede attorno, rispetto ai giovani di altri momenti storici. Il monito degli scioperanti – dai Paesi Bassi, alla Germania, alla Finlandia, alla Danimarca e all’Austria, partendo dal richiamo di Greta a Katowice e correndo in rete – anche nella nostra piccola Svizzera ha portato ieri a manifestare oltre 20mila giovani. Una mobilitazione che ha già spinto taluni istituti scolastici a chinarsi sul problema, organizzando corsi ad hoc sull’emergenza ambientale (oltre che a dover regolare la questione delle assenze dai corsi per sciopero). Una mobilitazione che sta anche interrogando direttamente i politici circa la possibilità di fare di più e meglio nella riduzione delle emissioni di gas serra praticamente da subito (per avere risultati entro il 2030); e, non da ultimo, una mobilitazione che sta anche spingendo tanti giovani a riflettere sulle proprie abitudini per non – come si suol dire – predicare bene (bigiando) e razzolare male. Ad esempio chiedendosi: cosa posso fare io? Quando ho preso l’ultimo aereo ‘low coast’ per farmi un paio di giorni di vacanza?
Il dibattito, lanciato dall’attivista svedese 16enne Greta Thunberg, è dunque partito in mezza Europa.

Speriamo non sia soltanto un fuoco di paglia, ma un fuoco sacro per cambiare davvero rotta. La sfida è ardua. Ma i giovani e l’ambiente ci dicono, giustamente, che non è più procrastinabile.

© Regiopress, All rights reserved