In vista del voto
09.11.2019 - 13:550

Il fiuto politico

Quali sono le chiavi del successo in politica? Sono più importanti i temi o le persone? È più importante l’immagine o la sostanza? È più importante vendersi bene e cavalcare l’onda del momento oppure puntare sulla sostanza e rimanere fedeli alle proprie convinzioni? Nell’epoca della campagna elettorale permanente non ci sono risposte univoche a queste domande. La rivoluzione digitale ha impresso un’accelerazione impressionante al  dibattito nell’arena politica reale e virtuale. La politica è chiamata a dare risposte immediate a tutti i problemi. Il dibattito politico si è trasformato in una partita di calcio in diretta da seguire minuto per minuto senza tregua. C’è chi non disdegna nemmeno uno sguardo negli spogliatoi durante la pausa per distinguersi dalla concorrenza e vincere la competizione digitale.

Nella frenesia quotidiana rimane poco tempo per la riflessione, ma soprattutto per l’intuizione che è preziosa anche in politica. Intuizione significa lasciarsi guidare dal proprio fiuto politico senza paura di perdere consensi a breve termine. Il fiuto politico va di pari passo con la capacità di ascoltare la popolazione, intuire il momento opportuno per uscire alla scoperta con un’idea o un progetto politico che sorprendono e anticipano i tempi. Il fiuto politico non è l’istinto politico che reagisce agli umori del momento e utilizza l’arma della provocazione per denigrare gli avversari politici.

In Svizzera il nostro sistema politico, basato su federalismo e sulla paziente ricerca del compromesso, tende a limitare una politica coraggiosa basata su un buon fiuto politico. Nelle situazioni di crisi c’è invece più spazio per l’intuizione e il fiuto politico. Basti pensare alla decisione del Consiglio federale del 2011 di rinunciare a costruire nuovi centrali nucleari in Svizzera dopo il disastro di Fukushima. Una decisione coraggiosa basata sulla necessità di pensare non solo al benessere della nostra generazione, ma anche a quello delle generazioni future.

L’attuale emergenza climatica è l’espressione di un fiuto politico planetario soprattutto delle giovani generazioni che sorprende, spiazza e mette talvolta in difficoltà chi non la pensa allo stesso modo. Questa intuizione planetaria si è trasformata anche in successo politico alle elezioni federali del 20 ottobre. In Consiglio nazionale i Verdi sono passati da 11 a 28 seggi e i Verdi liberali da 7 a 16 seggi. Il buon fiuto politico della presidente del Plr Petra Gössi, che ha avuto il coraggio di ascoltare la base del partito per dare un nuovo orientamento alla politica climatica, non è stato pagante dal punto di vista elettorale. Ma i risultati della svolta climatica potranno essere valutati solo sul lungo periodo. Nel nostro sistema politico dare sfoggio di un buon fiuto politico significa anche moderare le proprie richieste per non correre il rischio di essere sconfessati in votazione popolare. Questo vale anche in campo ambientale.

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