laR+ Lettere dei lettori

Stipare in un’unica classe

Stipare. Un’immagine che lascia perplessità: parliamo di persone – di giovani – o di cose? Di merci? Non considerarle, sarebbe probabilmente la strategia giusta. Purtroppo, dal momento che ne sono venuta a conoscenza, restare in silenzio è difficile. Anzi, credo sia ingiusto e sbagliato. Parlo delle parole pubblicate sul giornale dell’Udc trasmesso a tutti i fuochi in questi giorni, in vista delle elezioni federali. Ho purtroppo letto la pagina che “parla” di scuola e ho letto con ancora più indignazione il capitoletto chiamato “integrazione a qualsiasi costo”. Spero vivamente che lo abbia letto il minor numero di persone possibile e che, tra queste, non vi siano famiglie toccate dalla disabilità o da percorsi migratori. Perché quelle parole, autori e autrici, non sono attacchi all’ideologia rosso-verde, come la chiamate voi, ma sono pesanti umiliazioni che infliggete a bambini e bambine con difficoltà, ai loro genitori e ai loro fratelli e sorelle. È un’offesa a tutta la gioventù in generale e a chi nella scuola lavora. L’inclusione non trasforma gli alunni e le alunne in “perdenti sul piano didattico”, come voi pensate. Anzi! L’inclusione scolastica è un’occasione per la società, perché permette a chi la vive di guardare alle differenze con occhi capaci e attenti, cogliendo quello che è caratteristica intrinseca del mondo e abbattendo scale di valori inventate da un sistema fatto di paure e ingiustizie.
Qui, a perderne, è solo tanta umanità.
Vien da chiedere scusa a chi ha letto le vostre parole, alle allieve e agli allievi migranti, alle alunne e agli alunni con disabilità, alle loro famiglie. Purtroppo, a volte, l’umanità inciampa.

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