I dibattiti

Quei maledetti cinque scalini

A Bellinzona i disabili in carrozzina non riescono ad accedere alla sala del Consiglio comunale

La vita per le persone con disabilità non è facile. I dati appena pubblicati dall’Ufficio federale di statistica sono poco confortanti: una persona con disabilità su sei è a rischio di povertà. Malgrado la precarietà economica di molte persone con problemi fisici o psichici, il riconoscimento di una rendita d’invalidità risulta essere un processo lungo e spesso complicato. Gli sforzi d’integrazione vengono così messi in pericolo e aumenta il rischio di esclusione sociale.

È di questi giorni la denuncia di Inclusion Handicap relativa alle enormi lacune nell’accessibilità della rete svizzera dei trasporti pubblici. A vent'anni (sic) dall’entrata in vigore della Legge federale sui disabili (2004), si chiede a Confederazione, Cantoni e Comuni di impegnarsi in modo inequivocabile alla sua applicazione. Urge una regolamentazione chiara e vincolante, come pure un piano d’azione per coordinare tutti gli sforzi che dovranno essere intrapresi.

Con questo spirito, nella sua ultima seduta del 29 novembre il Consiglio comunale di Bellinzona ha plebiscitato una mozione interpartitica (primi firmatari l’ex consigliere Danilo Forini e Michela Luraschi) che mira a rendere Bellinzona una città accessibile, sempre più inclusiva. Per riuscirvi si chiede al Municipio di dichiarare una strategia pluriennale con obiettivi, misure concrete e tempistiche, di nominare un referente comunale per la disabilità e di coinvolgere fattivamente le persone con difficoltà affinché le loro segnalazioni e richieste possano essere vagliate in tempi rapidi. Un’ottima decisione che permette di formalizzare quanto di buono già si fa e di ben sperare per il futuro.

Alla stessa seduta del Consiglio comunale avrebbe voluto assistere una mia conoscente in sedia a rotelle. Voleva essere vicina a una sua cara amica nel momento in cui le veniva accordata la cittadinanza elvetica. Un’espressione di profonda amicizia e di accoglienza nella nostra comunità che le è stata negata perché la sala del Consiglio comunale non è ancora liberamente accessibile alle persone con disabilità motorie. Dal secondo piano dello stabile amministrativo, raggiungibile con l’ascensore, rimangono ancora cinque scalini invalicabili per accedere al luogo dove simbolicamente si riunisce l’assemblea comunale.

Molto spesso l’inclusione è mediata da persone senza disabilità. Spero che l’elezione di più persone con disabilità alle prossime elezioni comunali permetta di ovviare, almeno parzialmente, a questo problema, che è reale. Spero anche che, nel 2024, si possa infine concepire una sala del Consiglio comunale in grado di accogliere tutte e tutti, senza discriminazioni. E se ciò non fosse possibile a Palazzo civico, si troverà, ne sono certo, un’alternativa dignitosa.

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