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Aggregazione Basso Mendrisiotto: una necessità!

Recentemente, Mendrisio ha festeggiato i 10 anni dall’ultima tappa aggregativa che l’ha fatta diventare una solida realtà di circa 15mila abitanti, composta da 10 quartieri e con un’importante capacità di investimenti annui nell’ordine di decine di milioni di franchi, e che l’ha portata a essere, ad esempio, un importante polo universitario in ambito dell’ingegneria e dell’architettura.

In questi anni, la città è anche riuscita a mantenere e sviluppare le differenti peculiarità di tutti i suoi quartieri, penso solo recentemente agli investimenti programmati per la ristrutturazione e valorizzazione dello stabile ex Coop ad Arzo.

Inoltre, la città ha continuato a sostenere in maniera importante, anche da un punto di vista economico, tutti gli eventi degli ex comuni ora quartieri. Penso ad esempio a eventi come la Sagra del Bue a Rancate, la Sagra di San Giuseppe a Ligornetto e la Sagra del Borgo in centro a Mendrisio nonché il Festival di Narrazione ad Arzo solo per citarne alcuni.

Tutto ciò a dimostrazione del fatto che con un’aggregazione, checché ne dicano alcuni esponenti del fu Ppd del Mendrisiotto, non vengono affatto cancellate e fatte sparire l’identità e le tradizioni dei futuri quartieri del nuovo comune ma, al contrario, vengono saldamente difese e sviluppate grazie alla maggiore disponibilità economica del comune aggregato.

In conclusione, col futuro nuovo comune del Basso Mendrisiotto non andranno affatto a sparire le Feste SAV a Vacallo, la Festa del Gall a Balerna ne tanto meno la Sagra della Castagna della Valle di Muggio per citarne alcune ma, al contrario, il nuovo comune avrà più forza economica e finanziaria per sostenerle.

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