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18.06.2022 - 09:13
di Luca Bacciarini, a nome del gruppo Plr di Chiasso

Per una politica ferroviaria del buon senso

La proposta del consigliere nazionale Marco Romano di avere il capolinea dei treni intercity a Mendrisio (vedi mozione ‘Il Ticino e la Svizzera non finiscono a Lugano’) e una recente interrogazione di alcuni consiglieri comunali di Mendrisio hanno purtroppo fatto riaffiorare la rivalità tra i due poli del Mendrisiotto. Una rivalità che negli ultimi anni aveva lasciato il posto a una sana e proficua collaborazione sfociata in numerose e apprezzabili iniziative, come ad esempio la creazione di un ente per la gestione delle strutture sportive del distretto.

Il cammino proposto dal deputato momò rischia di avvelenare il clima politico del distretto, poiché Chiasso non rinuncerà a rivendicare i collegamenti diretti con la Svizzera, del resto, l’attività economica della cittadina di confine è sempre stata caratterizzata da un respiro maggiormente nazionale e internazionale rispetto a quella del capoluogo.

Ritornando sulla richiesta di Romano, è opportuno sottolineare che la stessa offre il fianco ad alcune criticità. In primo luogo l’Ufficio Federale dei trasporti quattro anni or sono si era già espresso su questo tema, segnalando che la stazione di Mendrisio non ha le infrastrutture necessarie per diventare il capolinea dei collegamenti intercity. Secondariamente, non è affatto vero che è irrealistico pensare che un treno intercity possa fermarsi sia a Mendrisio che a Chiasso. Gli esempi in Svizzera si sprecano (si veda la situazione nel Canton San Gallo o nel Canton Turgovia).

Il buon senso, dunque, suggerisce che tutto il Mendrisiotto debba battersi unito per quella che è la soluzione più logica e razionale: i treni Intercity fermeranno a Mendrisio e termineranno la loro corsa commerciale a Chiasso, dove, grazie alle infrastrutture presenti in loco, potranno essere debitamente preparati per un nuovo viaggio attraverso le Alpi. Questa è la strada da percorrere, perché, oltre a evitare il viavai antiecologico di convogli vuoti tra Mendrisio e Chiasso viene valorizzata la peculiarità di entrambi i poli. Se è giusto che Mendrisio, grazie all’indubbia crescita di questi ultimi anni, rivendichi un ruolo di primo piano nel panorama dei trasporti pubblici, la stessa cosa vale per il Basso Mendrisiotto e per la sua vasta area transfrontaliera che, finita l’epoca d’oro delle banche e del commercio di confine ha saputo reinventarsi grazie a una vitalità e intraprendenza riconosciute da molti osservatori esterni. Citiamo ad esempio un’intera pagina dedicata a Chiasso sull’autorevole ‘Neue Zürcher Zeitung’ dello scorso mese di gennaio e un trafiletto di Davide Costa su ‘La Provincia’ dello scorso 3 febbraio dal titolo ‘Chiasso, esempio di rinascita’, dove si legge che la cittadina di confine nel giro di pochi anni ha saputo dare prova di dinamismo e di una capacità progettuale che sono clamorosamente mancate a certe città italiane ben più grandi.

È auspicabile dunque che lo stesso dinamismo e la stessa capacità progettuale sia abbracciata dall’intera classe politica distrettuale, con la speranza che la stessa classe politica eviti di arroccarsi su posizioni anacronistiche e, come già sottolineato, prive di buon senso.

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